Cerca nel blog

giovedì 21 ottobre 2010

Guerre dimenticate: le torture agli indigeni della Papua

Una strage che dura da 40 anni

Giacarta – Sono passati più di 40 anni da quando l’Olanda cedette buona parte delle proprie colonie orientali all’Indonesia, escludendo l’isola di Papua con l’intento di prepararla e avviarla verso una serena indipendenza politica ma con una pesante influenza europea. Papua è un’isola praticamente indigena, economicamente allo stato brado: il suo più grande difetto? La straordinaria ricchezza delle sue risorse naturali.

Papua è la parte occidentale della celebre isola che comprende anche la Nuova Guinea. Abitata da quasi due milioni di persone, è da quel lontano 1963 che è martoriata dalle violenze e dai soprusi dell’esercito indonesiano. Nonostante abbia rinunciato all’invasione militare l’Indonesia occupa letteralmente il Paese quando ne ha bisogno.

La costante e brutale violazione dei diritti umani degli autoctoni e degli indigeni è stata denunciata dall’associazione umanitaria Survival International. Il Corriere della Sera è stato il primo quotidiano italiano a ripercorrere la triste storia dell’isola e dei suoi abitanti.

“Quando le compagnie internazionali sbarcano a Papua – racconta un portavoce di Survival – l’esercito indonesiano le scorta per proteggere progetti di importanza vitale. La presenza dell’esercito è sempre accompagnata da violazioni dei diritti umani”.

Un Paese emergente come l’Indonesia, che cresce a ritmi di Pil vicini alle due cifre e con una popolazione che supera i 200milioni di abitanti, non guarda in faccia a nessuno, in nome del progresso economico che non può e non deve fermarsi.

Nessuno interviene e nessuno mai interverrà. Come ha ricordato Stefano Rodi, un diplomatico britannico negli anni ’70 liquidò la questione da vero gentleman: “Non posso immaginare che i governi di Stati Uniti, Australia, Giappone, Olanda, Cina o Urss possano mettere a rischio le loro relazioni con l’Indonesia per una questione che riguarda un numero relativamente piccolo di uomini, molto primitivi”.

Alessandro Gatta
 
[Fonte voceditalia.it]

1 commento:

  1. E' incredibile pensare come le vite umane vengano semplicemente quantificate in miseri numeri e che venga considerata una scala sociale che ne determina il valore...nessuna vita e' inferiore ad un'altra e andrebbero salvaguardate a scapito di qualsiasi mera relazione diplomatica o commerciale!!!

    RispondiElimina