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domenica 21 novembre 2010

2000 feti umani trovati in un tempio buddista

Video shock



I resti di 2000 feti umani sono stati rinvenuti dalla polizia thailandese in tre containers all'interno di un tempio buddista, nel cuore di Bangkok. I feti, provenienti secondo gli investigatori da cliniche per gli aborti illegali, erano chiusi in sacchetti di plastica.
Dovevano essere bruciati, per far scomparire ogni traccia, ma un guasto al forno crematorio lo ha impedito, favorendo l'accumulo dei resti dei corpicini e la macabra scoperta. Le indagini erano cominciate dopo la denuncia di alcuni operai al lavoro nella zona, infastiditi dal terribile olezzo. Una donna, responsabile di una delle cliniche sotto inchiesta, ha confessato ed è stata arrestata.
La notizia ha avuto grande risalto sui media locali destando scalpore nell'opinione pubblica. L'aborto è illegale in Thailandia, tranne nei casi in cui la gravidanza è frutto di violenza o incesto o quando la salute della madre è a rischio. Le autorità hanno ordinato un giro di vite contro l'aborto e le cliniche che lo praticano illegalmente.
Agr


[Fonte http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=599330&idsezione=9&idsito=1&idtipo=2]

Arresto a luci rosse per 14enne - Sfruttava prostituzione amiche

E' stata arrestata con l'accusa di prostituzione e di sfruttamento della prostituzione di altre ragazze, e ha soltanto 14 anni. La ragazzina è canadese, vive nella British Columbia e, secondo l'accusa, avrebbe offerto i suoi servizi erotici sul discusso sito Craigslist, già pesantemente criticato in passato dal ministro della Giustizia canadese, Rob Nicholson.

Sembra che la quattordicenne si sia "esibita" sul sito Web esponendo pose da diciottenne, mostrando di essere disponibile ad avere rapporti sessuali con clienti occasionali. E, oltre a prostituirsi, la ragazza faceva anche da "protettrice" ad alcune amiche della sua stessa età.

Il caporale Lea-Anne Dunlop, portavoce della Rcmp, la polizia canadese, ha definito le foto "sgradevoli" da guardare e ha fatto sapere che potrebbero esserci ulteriori accuse se vengono scoperti eventuali clienti della giovane.

Intanto David Hilpert, 51 anni, di Chilliwack, un piccolo paese di agricoltori, ha già ricevuto due capi di accusa legati a questo caso. Il ministro Nicholson all'inizio di questo mese aveva già inviato una lettera al sito Craigslist, esprimendo la sua preoccupazione sul fatto che i servizi erotici online in esso presentati potessero incoraggiare lo sfruttamento dei bambini.

[Fonte http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo496305.shtml]

sabato 6 novembre 2010

Separazioni consensuali non omologate secondo quanto previsto dalla Legge 54/2006 (affidamento condiviso): ADIANTUM prepara una nuova diffida

Se è vero che il dettato del Legislatore, relativamente all'affido condiviso, è rimasto lettera morta, il medesimo problema, quello della mancata applicazione dei suoi principi, si riverbera e trova conferme anche in gran parte degli accordi consensuali.

Tali accordi, secondo le statistiche ISTAT, rappresentano la stragrande maggioranza delle modalità con cui le separazioni vengono disciplinate in Italia e, come tutti sanno, essi hanno diversa natura rispetto alle separazioni giudiziali, in quanto si realizzano con un comune accordo tra i coniugi. La separazione consensuale non è quindi possibile in mancanza di una disciplina condivisa che investa i diritti patrimoniali, i tempi di permanenza con i figli, il mantenimento della prole e l'assegnazione della casa coniugale. 

Fin dalla sua entrata in vigore, secondo una opinione universalmente condivisa e largamente accettata, il volere del Legislatore che promulgò la Riforma è stato aggirato, dalla magistratura di merito, attraverso l'invenzione del c.d. domicilio prevalente e attraverso la conservazione dell'istituto del mantenimento indiretto. Ciò riproponendo, nei fatti, il vecchio regime dell'affidamento monogenitoriale. 

E se i giudici non avevano diritto di violare la nostra Costituzione ("i giudici sono soggetti alla legge") mancando di applicare la norma, allo stesso modo non avevano e non hanno il diritto di omologare accordi contrari alla legge, che prevedano, appunto, il collocamento prevalente e l'assegno di mantenimento a parità di reddito. 

A ben vedere, la questione nasce dalle norme del nostro codice civile, il quale recita, all'art. 158, che "quando l'accordo dei coniugi relativamente all'affidamento e al mantenimento dei figli è in contrasto con l'interesse di questi, il giudice riconvoca i coniugi indicando ad essi le modificazioni da adottare nell'interesse dei figli e, in caso di inidonea soluzione, può rifiutare allo stato l'omologazione". Il Tribunale effettua, pertanto, un controllo di conformità tra quanto richiesto nel ricorso e la normativa vigente, e questo esame viene effettuato d'ufficio, senza la necessità di alcuna specifica domanda da parte dei coniugi. 

Ebbene, alla luce delle centinaia di segnalazioni, ricevute in questi quattro anni e mezzo dall'entrata in vigore della L. 54/2006, relative ad accordi consensuali omologati in difformità della legge in vigore, è pacifico ritenere che per la maggior parte di tali accordi i magistrati avrebbero dovuto opporre il rifiuto previsto dall'art. 158 c.c. . 

E' per questo motivo che ADIANTUM, come si legge in una nota del suo Ufficio Stampa, sta preparando una diffida formale da rivolgere ai medesimi organi istituzionali - Ministero della Giustizia e CSM - destinatari del precedente atto di diffida collettiva presentato a Roma lo scorso 15 Ottobre. 

"Chi vorrà aderire", recita la nota del Segretario, "potrà segnalare il proprio caso all'indirizzo mail info@adiantum.it . Non avendo potuto includere, nella Class Action in corso, coloro che hanno firmato accordi consensuali, abbiamo deciso di valutare una procedura collettiva specifica, aperta a tutti i genitori, papà e mamme, che oggi vedono i propri figli patire le conseguenze di accordi scellerati, presi in gran fretta e senza la dovuta riflessione che una decisione così importante deve sempre comportare. Il rifiuto dell'omologazione da parte del magistrato", prosegue la nota, "serve proprio a questo, è un ultimo controllo di legittimità e di opportunità sulle scelte di famiglie in evidente difficoltà. Questo aiuto non c'è stato, e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti tranne che dei tribunali, dove peraltro, ancora oggi, non viene effettuato alcuna verifica d'ufficio sulla esecuzione puntuale dei provvedimenti adottati". 

E proprio su quest'ultimo aspetto (il controllo sulla esecuzione delle sentenze), ADIANTUM sta preparando un ulteriore atto di diffida, nonchè il testo di una interrogazione parlamentare. 

[Fonte adiantum.it]

Bambino italiano sottratto in Olanda, on. Bernardini: tempestivo l´intervento del nostro consolato

Desta sconcerto la decisione con la quale negli scorsi giorni le autorità olandesi hanno sottratto un minore alla custodia della madre affidandolo ad una comunità senza nulla comunicare al padre. Il bimbo, di quattro anni, figlio di una donna svedese e di un uomo di nazionalità italiana che non stanno più insieme da circa tre anni, viveva insieme alla donna alla quale era stato dato in custodia. 

Il 29 ottobre scorso l'uomo viene a sapere che suo figlio è stato preso in carico dai servizi sociali, senza alcun preavviso né spiegazione, e portato in una famiglia di cui non gli è stato comunicato né il nome né il luogo di ubicazione. Vista la gravità della situazione, ho subito investito della questione la Farnesina sollecitando un intervento della nostra autorità consolare ad Amsterdam affinché la stessa assumesse le opportune informazioni presso le autorità olandesi. 

Grazie all'intervento tempestivo ed efficace del nostro Consolato, che si è immediatamente messo in contatto con il servizio di assistenza sociale olandese, il padre è finalmente riuscito, dopo giorni di angoscia e preoccupazione, a ricevere alcune notizie sul conto del figlio. Il mio augurio è che questo impegno prosegua non solo per il bimbo figlio della coppia italo-svedese (che ora dovrà affrontare il calvario delle udienze che ne decideranno la destinazione) ma per tutti i minori italiani sottratti ai loro genitori. 

Purtroppo i casi di minori italiani contesi fra due genitori continuano ad essere numerosissimi, non solo in Olanda, ma anche in molti altri Stati dell'Unione europea, per questo lo scorso 12 ottobre ho presentato una interrogazione parlamentare a risposta scritta nella quale ho chiesto al Governo di attivarsi immediatamente al fine di rafforzare il rispetto dell'autorità genitoriale degli italiani residenti all'estero nonché di sostenere il principio della bigenitorialità e di tutelare i diritti dei bambini italiani residenti all’estero. 

[Fonte adiantum.it]

La responsabilita´ dei giudici in Italia: un fatto imbarazzante per un Paese civile

Nel 1987, i Radicali furono promotori di un referendum che, sulla scia del caso Tortora, intendesse riformare la responsabilità civile dei magistrati. L'appello per la riforma della giustizia fu sottoscritto anche da diversi giudici. Quel referendum fu un’occasione unica offerta ai cittadini, improvvisamente destati su un problema che fino ad allora aveva covato sotto le ceneri, per abolire inaccettabili privilegi e un regime di irresponsabilità di cui gli operatori della giustizia godevano, oggi come allora. In quei giorni fu chiaro a tutti, sull’onda emotiva suscitata dalla vicenda di Enzo Tortora, che quel sistema non era più accettabile. 

La battaglia per l'introduzione del principio di responsabilità vide fra i promotori anche personaggi come Leonardo Sciascia, Mario Soldati, Umberto Veronesi e Gianni Vattimo, nonché alcuni fra gli stessi magistrati considerati di ultrasinistra, come Franco Marrone che affermava: “...in questo referendum non c’è nulla contro noi giudici. Esiste nel nostro Paese un principio generale, per cui tutti quelli che producono un danno per colpa debbono risponderne e conseguentemente risarcirlo...”. 

Il referendum fu approvato a grande maggioranza, ma la volontà popolare fu tradita dal voto di DC, PSI e PCI, che si affrettarono a varare la legge 13 aprile 1988 nr. 117, la celebre legge Vassalli. 

Secondo quel testo "Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale" (art.2 comma 1). In questo enunciato si sostanzia il “grande tradimento” che i maggiori partiti di allora, peraltro notoriamente avversari (DC e PSI al governo, PCI all’opposizione), perpetrarono agli italiani, consentendo così di liberare i magistrati della responsabilità personale per il proprio operato, salvo prevedere una blanda azione di rivalsa da parte dello Stato. Quest'ultima azione, prevista all'art. 7 di quella stessa legge, deve essere proposta dal Presidente del Consiglio dei ministri presso gli uffici del tribunale di competenza e non può superare una somma pari ad un terzo di una annualità dello stipendio, al netto delle trattenute fiscali, percepito dal magistrato al tempo in cui l'azione di risarcimento é proposta. Anche l'eventuale azione disciplinare viene delegata ai giudici (art.9). 

Questa legge, di fatto e di diritto, fa sì che la magistratura resti l'unica classe di lavoratori esclusa da una vera responsabilità civile personale, in barba al principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sancito dall'art. 3 della Costituzione italiana. 

Una situazione che provocherebbe imbarazzo in ogni paese civile, ma non in Italia. 

La sezione disciplinare del Csm è una fiera dell’Impunità. Le possibilità di incappare in una sanzione sono pari al 2,1%. In otto anni i magistrati che hanno perso la poltrona sono stati lo 0,07% del totale. 

E allora, perché qualsiasi professionista dello Stato – si pensi ai medici di ospedale -, nello svolgimento della sua attività tipica, risponde dei propri errori mentre il magistrato no ? 
 
E’ urgente riproporre la questione oggi, e sollecitare una riflessione già nella prossima riforma della giustizia. A pensarci bene, poi, rispondere dei propri sbagli restituirebbe alla stessa Magistratura la fiducia dei cittadini.
L’attuale Governo, nel programma elettorale sottoposto agli elettori nel 2008, aveva espressamente indicato tra le proprie missioni “la riforma della normativa anche costituzionale in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati, al fine di aumentare le garanzie per i cittadini”. 

Sin dal febbraio del 2009 la Commissione Europea aveva scritto alle autorità italiane chiedendo di indicare le misure adottate dalla Repubblica italiana per conformarsi all’interpretazione del diritto dell’Unione fornita dalla Corte nella “sentenza Traghetti”, resa proprio in relazione alla normativa italiana. In assenza di alcun riscontro, nell’ottobre 2009 la Commissione ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora, rimasta anch’essa senza risposta. Il 22 marzo 2010 la Commissione ha emesso un parere motivato al quale ha fatto seguito, nel perdurante e inspiegabile silenzio delle autorità italiane, la decisione del 24 giugno 2010 di proporre ricorso per inadempimento ex art. 258 Trattato. E infine, come si prevedeva, L’Italia è stata deferita alla Corte UE di Giustizia per non aver modificato la sua legge sulle responsabilità dei giudici nell’applicazione del diritto dell’Unione Europea. 

Non è facile comprendere le ragioni per la quali i governi che si sono succeduti abbiano scelto questa strada così priva di senso dello Stato e di farsi deferire. La procedura di infrazione, oltre alla condanna alle spese del giudizio, può comportare sanzioni pecuniarie molto gravose se l’Italia dovesse perseverare, per cui è forte il richiamo al Parlamento nel senso di approvare un regime della responsabilità dei magistrati che, da un lato, accolga il richiamo europeista e, dall’altro, dia attuazione al disegno referendario di fine anni ‘80, che non trova alcuna traccia nella legge ora in vigore.  

[Fonte adiantum.it]

Tiberio Timperi: affido condiviso legge dello Stato, disapplicata da funzionari dello Stato

A Roma si è svolta la conferenza stampa del gruppo radicale che ha presentato il disegno di legge regionale "Norme a tutela dei genitori separati in difficoltà”. I principali interventi - quelli di Tiziana Arsenti di ADIANTUM, Tiberio Timperi e Rita Bernardini, oltre al consigliere regionale radicale Giuseppe Rossodivita - si sono concentrati principalmente sulla mancata applicazione della legge sull'affido condiviso e sulla necessità di cambiare l'attuale normativa. Più volte è stato detto che il problema è eminentemente di tipo culturale, ma anche politico, perchè nel bicottaggio sistematico della L. 54/2006 da parte della Magistratura di merito non c'è niente che si possa definire come un problema "semplicemente culturale". 

La proposta di legge regionale dei radicali ha la finalità di tamponare l'emergenza innanzitutto abitativa che affligge - qui e ora - molti padri separati in seguito alla separazione e al divorzio, ma ciò non può né deve diventare l'unica risposta alla situazione attuale. 

"Dopo la diffusione sul web di quest disegno di legge", ha affermato Tiziana Arsenti (Presidente Turnario di ADIANTUM), "abbiamo ricevuto in redazione critiche e osservazioni. Secondo le più frequenti, questi supporti ai genitori separati in difficoltà costituirebbero una sconfitta per gli stessi padri, che sarebbero incapaci di arrangiarsi, e per lo Stato, che non ha saputo dare sostegni concreti ai genitori. Sulla seconda affermazione potremmo anche essere d'accordo, ma non certo sulla prima. Un padre che, improvvisamente, si vede privato della famiglia e della casa, gravato come sarà di un assegno mensile che lo ridurrà in povertà, non potrà mai essere in grado di rialzarsi da zero. Se accettassimo questo assunto, allora avremmo dovuto dire la medesima cosa alle donne vittime di violenza, sul cui supporto - si pensi ai centri antiviolenza - nessuno ha mai avuto niente da ridire. Quando c'è da gestire una emergenza, bisogna approntare mezzi di sostegno che diano un risultato temporaneo ma immediato". 

Tiberio Timperi ha ribadito che "...la legge 54 viene ignorata dai giudici nel silenzio più totale e fragoroso, non è più accettabile, dopo quattro anni e mezzo dall'entrata in vigore del condiviso, che una legge dello Stato venga disapplicata proprio da funzionari dello Stato....", gli stessi che, invece, secondo la Costituzione, dovrebbero garantire la sua applicazione puntuale. "...Le lungaggini giudiziarie a cui un genitore separato deve far fronte per potersi presentare alla Corte Europea sono pari  a 10 anni - solo per completare i tre gradi di giudizio -, e nel frattempo un figlio diventa maggiorenne, col risultato che i nostri figli vengono educati dai servizi sociali, che non hanno alcun titolo per poterlo fare. In più, una volta preso un provvedimento, i giudici non si prendono le responsabilità delle scelte adottate". "..i figli dei nostri figli, prosegue Timperi, non dovranno assistere ancora all'esproprio dei beni paterni da parte delle madri. Sembra che, al momento della separazione, i giudici si lavino la coscienza proteggendo a prescindere le donne. Questo disegno di legge è una di accusa violento e doloroso contro i giudici che non applicano la legge". 
 
La deputata radicale Rita Bernardini parte da lontano: "il Parlamento è fermo e non legifera, e gli sprechi di sistema sono sempre all'ordine del giorno. Oggi è presente un disegno di legge di riforma della responsabilità civile dei magistrati, ma pare che questo Governo non sia in grado di fare le riforme, nonostante il ministro Alfano dica il contrario. Ma a parte le leggi che si devono ancora fare, abbiamo leggi che sono in vigore e che non vengono applicate. Abbiamo ascoltato con piacere le dichiarazioni della Casellati, ma adesso vogliamo i fatti. Il problema è che oggi l'attenzione dell'esecutivo è concentrata sulla tutela di un singolo, il Presidente del Consiglio, e questo si riverbera anche sulla visione che questo Governo ha sulla famiglia. Prova ne sia la Conferenza nazionale che si terrà a breve a Milano, dalla quale sono state ignorate tutte quelle nuove forme familiari - le famiglie gay, per esempio -che rappresentano ormai, in Italia, una realtà tutt'altro che marginale".
 


[Fonte adiantum.it]

Fa sesso con 999 uomini per beneficienza

Shannya Tweeks, pornostar di fama internazione, lancia la sfida: fare sesso con 999 uomini.
La donna avrebbe dichiarato di volerlo fare solo per una giusta causa, raccogliere fondi per combattere l'Aids. "A Cap d'Agde tenterò di battere il record mondiale di Gang Bang con 999 uomini, il cui ricavato sarà devoluto a favore della lotta contro l'AIDS", dichiarò la pornostar francese, lo scorso 13 agosto.
Ben 400 uomini oltre quelli che, la mente straordinariamente immaginativa dello scrittore di "Fight Club" . La realtà oggi supera la fantasia.

Shannya ha avviato la sua carriera nel mondo dell'hard da qualche tempo nonostante sia nata solo il 12 maggio 1980 a Parigi. Padre israeliano e madre francese. La donna ha raccolto le adesioni sulla sua pagina facebook attraverso un solo messaggio: "Tutti quelli che vogliono essere informati sul progetto, sponsorizzarlo, o semplicemente partecipare possono aggiungermi anche su Messenger ".

L'evento, se così può essere definito,  è stato definito gang bang. Termine che indica una situazione in cui un soggetto, di sesso maschile o femminile, svolge attività sessuali, di vario tipo con una moltitudine di partner. Non necessariamente i partecipanti devono essere di sesso opposto. Si differenzia dall'orgia perché  la relazione è uno-a-molti.

Inutile dire che la bellissima ragazza ha avuto migliaia e migliaia di contatti...impossibile sapere realmente come sia andata a finire. Di sicuro la giovane ha una carriera assicurata...nel porno!

A.C

[ Fonte http://www.newnotizie.it/2010/11/05/fa-sesso-con-999-uomini-per-beneficienza/  ]

Amore: cinque tipi di corteggiamento per una storia duratura

Volete un amore duraturo? Sulla storia d'amore influisce il tipo di corteggiamento utilizzato dal partner. Questa è la conclusione di una ricerca dell'Università del Kansas, diretta dal professor Jeffery Hall e che sarà pubblicata a breve su "Communication Quarterly".
La squadra del professor Hall ha esaminato 5.100 volontari, sia uomini che donne. Il gruppo preso in esame è stato intervistato su temi specifici, come i metodi del corteggiamento, la presenza o meno di galanteria, l'interesse sessuale, le aspettative del rapporto e la sicurezza cercata nei rapporti interpersonali. Dalle risposte, sono stati identificati 5 diversi tipi di corteggiamento, incorciando l'età e il sesso dei partecipanti al questionario.
Il corteggiamento "fisico" si basa sull'apprezzamento del corpo del partner, di solito rapido e potente emozionalmente.
Il secondo tipo è quello "sincero" e si basa sulla correttezza: fin dai primi contatti, i soggetti mettono in chiaro le loro intenzioni.
Invece, il corteggiamento "educato", come dice il termine, si basa sui modi gentili, anche se le buone maniere tendono a marginalizzare l'aspetto della sessualità riducendo le possibilità di creare un legame emotivo.
Si ha corteggiamento "giocoso" quando gli aspetti ludici e la volontà di divertirsi hanno un peso fondamentale e il corteggiamento inizia come se si volesse istaurare un rapporto d'amicizia.
Infine, il corteggiamento "tradizionale" è costruito sulle regole della società patriarcale: è l'uomo che corteggia la donna che aspetta la prima mossa.
In base ai risultati, il team del professor Hall ritiene che i sistemi migliori siano il corteggiamento "fisico", perchè si pongono delle basi solide su cui costruire un futuro, e quello "sincero", perchè si mette l'onestà come principio base della relazione.
Al terzo posto, il metodo "gentile" anche se i tempi lunghi e la messa in secondo piano dell'aspetto sessuale del corteggiamento sono impicci potenziali.
Una critica, invece, ba fatta per il sistema "scherzoso": esso implica divertimento e zero pensieri, tutte caratteristiche positive che però rendono difficile la nascita di un rapporto di lunga durata

Daniela Ciranni

[Fonte http://www.newnotizie.it/2010/11/06/amore-cinque-tipo-di-corteggiamento-per-una-storia-duratura/]

GERMANIA: MINISTRO DONNA CONTRO FEMMINISTA, LESBICHE NON LIBERE

(AGI) – Berlino, 6 nov. – Sostenere che solo le lesbiche sono libere, mentre le donne eterosessuali sarebbero oppresse e’ un’assurdita’. A polemizzare duramente con la leader storica del femminismo tedesco, Alice Schwarzer, e’ il ministro per la Famiglia, Kristina Schroeder (Cdu) che, in un’intervista allo “Spiegel’, condanna le posizioni estremiste espresse dalla giornalista-scrittrice. “Le femministe della prima ora non si sono accorte che una coppia (eterosessuale, ndr) e i figli danno felicita’”, spiega il ministro, che considera pericolosamente radicali le posizioni della Schwarzer. “Mi dispiace, ma e’ sbagliato sostenere che un rapporto eterosessuale non e’ possibile senza che vi sia oppressione della donna”, dichiara la signora Schroeder, poiche’ e’ “assurdo definire sottomissione qualcosa che e’ fondamentale per l’esistenza del genere umano. Cio’ equivale a sostenere che senza la sottomissione della donna la societa’ non potrebbe esistere”. Il ministro rincara la dose aggiungendo di trovare “non convincente il fatto che l’omosessualita’ debba essere la soluzione alla discriminazione della donna”. Nell’intervista la signora Schroeder ribadisce la propria ostilita’ all’introduzione di quote riservate alle donne nel mondo del lavoro, poiche’ a suo avviso la colpa per il divario salariale tra maschi e femmine e’ anche colpa delle rappresentanti del sesso debole, che all’universita’ scelgono corsi di studio con poche prospettive di successo economico. “La verita’ e’ che molte donne studiano letteratura tedesca e scienze umane”, spiega il ministro, “mentre gli uomini preferiscono elettrotecnica ed hanno di conseguenza stipendi piu’ elevati. Non possiamo vietare alle aziende di retribuire gli ingegneri elettrotecnici meglio dei germanisti”. (AGI)
Cle/Tig

MUORE DOPO PARTO/ Donna polacca sospende la chemioterapia per partorire

MUORE DOPO PARTO – Ha sospeso le cure chemioterapiche per portare a termine la gravidanza. Malgorzata Burakowska, 39 anni, è morta a Reggio Emilia. Ma, come dice il marito Adelmo Stefanelli, 66 anni, “di fronte all'alternativa mia moglie non ha avuto dubbi: ha immediatamente sospeso ogni cura chemioterapica pensando al figlio che doveva nascere''.

Ha preferito cioè rischiare la morte pur di portare sano e salvo alla luce il figlio. Sacrificando sé stessa. Dopo il parto ha ripreso le cure, ma non c’è stato nulla da fare. La storia della coraggiosa donna è stata ripresa a Il resto del Carlino, quotidiano emiliano: “'Ultimamente le cure la facevano stare male'', racconta il marito, ''Mangiava pochissimo e si era indebolita parecchio''. Il tumore era al seno, la donna se n’era accorta per via di una ghiandola circa quattro anni fa. '

'Successivamente andammo all'Istituto dei tumori a Milano dove avemmo la tremenda sentenza: si trattava di un tumore al seno'', dice il marito. Nel 2008 la donna seppe della gravidanza. ''Purtroppo il medico fu chiaro: o l'una o l'altra cosa, ossia o curare la mamma o salvare il bambino'', ricorda il marito.


[Fonte http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2010/11/6/MUORE-DOPO-PARTO-Donna-polacca-sospende-la-chemioterapia-per-partorire/124962/]

Scoperti venti cani in condizioni critiche: denunciata una 61enne

Quattro erano malati di rogna e tre legati con la catena

CAPRANICA - Scoperti 20 cani, tutti meticci di varie taglie, custoditi all’interno di una proprietà privata in condizioni igienico-sanitarie precarie.
Oggi (6 novembre), nella località  “Caporipa” di Capranica gli uomini del Comando Stazione Forestale di Ronciglione con i carabinieri di Capranica ed il Servizio Veterinario della ASL VT/4 di Vetralla, hanno scoperto i 20 cani, quattro dei quali erano malati di rogna e tre legati con la catena, di cui uno è stato affidato al canile convenzionato con la ASL “La Quercia Rossa” di Viterbo perché ferito al collo.
Degli altri cani il medico veterinario ha disposto tutte le visite mediche necessarie.
La proprietaria, una donna di 61 anni, è stata denuciata per maltrattamento di animali.

[Fonte http://www.viterbooggi.it/index.php?tipo=contenuto&ID=21482&categoria=pagine ]

Florida: colta in flagrante mentre cerca di vendere il nipotino

Patty Bigbee, 45 anni, è stata arrestata dalla polizia con la pesante accusa di aver cercato di vendere il nipotino di tre mesi, riporta il West Orlando News.
Gli investigatori del Dipartimento della Florida hanno colto la donna in flagrante mentre stava consegnando il piccolo a Lawrence Works, 42 anni, a cui aveva dato appuntamento a Daytona Beach venerdì alle 4.
Gli investigatori riferiscono che la donna aveva chiesto $75000 in cambio del nipotino ma il potenziale acquirente era riuscito ad abbassare il prezzo a $ 30000.
John Harrel, portavoce del Dipartimento che si occupa della tutela dei bambini e delle famiglie, ha riferito che il piccolo non mostra segni di abuso ma verrà comunque sottoposto ad un accertamento fisico completo
La madre del bambino è attualmente in carcere per complicità.

[Fonte http://www.agoravox.it/Florida-colta-in-flagrante-mentre.html]