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sabato 6 novembre 2010

Tiberio Timperi: affido condiviso legge dello Stato, disapplicata da funzionari dello Stato

A Roma si è svolta la conferenza stampa del gruppo radicale che ha presentato il disegno di legge regionale "Norme a tutela dei genitori separati in difficoltà”. I principali interventi - quelli di Tiziana Arsenti di ADIANTUM, Tiberio Timperi e Rita Bernardini, oltre al consigliere regionale radicale Giuseppe Rossodivita - si sono concentrati principalmente sulla mancata applicazione della legge sull'affido condiviso e sulla necessità di cambiare l'attuale normativa. Più volte è stato detto che il problema è eminentemente di tipo culturale, ma anche politico, perchè nel bicottaggio sistematico della L. 54/2006 da parte della Magistratura di merito non c'è niente che si possa definire come un problema "semplicemente culturale". 

La proposta di legge regionale dei radicali ha la finalità di tamponare l'emergenza innanzitutto abitativa che affligge - qui e ora - molti padri separati in seguito alla separazione e al divorzio, ma ciò non può né deve diventare l'unica risposta alla situazione attuale. 

"Dopo la diffusione sul web di quest disegno di legge", ha affermato Tiziana Arsenti (Presidente Turnario di ADIANTUM), "abbiamo ricevuto in redazione critiche e osservazioni. Secondo le più frequenti, questi supporti ai genitori separati in difficoltà costituirebbero una sconfitta per gli stessi padri, che sarebbero incapaci di arrangiarsi, e per lo Stato, che non ha saputo dare sostegni concreti ai genitori. Sulla seconda affermazione potremmo anche essere d'accordo, ma non certo sulla prima. Un padre che, improvvisamente, si vede privato della famiglia e della casa, gravato come sarà di un assegno mensile che lo ridurrà in povertà, non potrà mai essere in grado di rialzarsi da zero. Se accettassimo questo assunto, allora avremmo dovuto dire la medesima cosa alle donne vittime di violenza, sul cui supporto - si pensi ai centri antiviolenza - nessuno ha mai avuto niente da ridire. Quando c'è da gestire una emergenza, bisogna approntare mezzi di sostegno che diano un risultato temporaneo ma immediato". 

Tiberio Timperi ha ribadito che "...la legge 54 viene ignorata dai giudici nel silenzio più totale e fragoroso, non è più accettabile, dopo quattro anni e mezzo dall'entrata in vigore del condiviso, che una legge dello Stato venga disapplicata proprio da funzionari dello Stato....", gli stessi che, invece, secondo la Costituzione, dovrebbero garantire la sua applicazione puntuale. "...Le lungaggini giudiziarie a cui un genitore separato deve far fronte per potersi presentare alla Corte Europea sono pari  a 10 anni - solo per completare i tre gradi di giudizio -, e nel frattempo un figlio diventa maggiorenne, col risultato che i nostri figli vengono educati dai servizi sociali, che non hanno alcun titolo per poterlo fare. In più, una volta preso un provvedimento, i giudici non si prendono le responsabilità delle scelte adottate". "..i figli dei nostri figli, prosegue Timperi, non dovranno assistere ancora all'esproprio dei beni paterni da parte delle madri. Sembra che, al momento della separazione, i giudici si lavino la coscienza proteggendo a prescindere le donne. Questo disegno di legge è una di accusa violento e doloroso contro i giudici che non applicano la legge". 
 
La deputata radicale Rita Bernardini parte da lontano: "il Parlamento è fermo e non legifera, e gli sprechi di sistema sono sempre all'ordine del giorno. Oggi è presente un disegno di legge di riforma della responsabilità civile dei magistrati, ma pare che questo Governo non sia in grado di fare le riforme, nonostante il ministro Alfano dica il contrario. Ma a parte le leggi che si devono ancora fare, abbiamo leggi che sono in vigore e che non vengono applicate. Abbiamo ascoltato con piacere le dichiarazioni della Casellati, ma adesso vogliamo i fatti. Il problema è che oggi l'attenzione dell'esecutivo è concentrata sulla tutela di un singolo, il Presidente del Consiglio, e questo si riverbera anche sulla visione che questo Governo ha sulla famiglia. Prova ne sia la Conferenza nazionale che si terrà a breve a Milano, dalla quale sono state ignorate tutte quelle nuove forme familiari - le famiglie gay, per esempio -che rappresentano ormai, in Italia, una realtà tutt'altro che marginale".
 


[Fonte adiantum.it]

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