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lunedì 24 gennaio 2011

L'ultima spiaggia: il pasto nelle mense gratuite di Bologna

Chi sono le persone che si rivolgono alle mense gratuite di Bologna?

Antoniano Onlus ha promosso una ricerca dal titolo "L’ultima spiaggia: il pasto in mensa a Bologna. Una ricerca sui fruitori delle mense per le fasce deboli della popolazione”, coordinato da Maurizio Bergamaschi, professore dell'Università di Bologna.

Obiettivo della ricerca era quello di descrivere e comprendere i diversi profili che compongono l'utenza della mense, che si configura come eterogenea e fluttuante, nonché le condizioni e traiettorie di vita che la portano a usufruire di questo servizio.

La ricerca si è concentrata su tre strutture cittadine: la Mensa dell'Antoniano (via Guinizelli 3), la mensa della Caritas (via Santa Caterina 8) e la Distribuzione pasti presso il Centro Diurno (via del Porto 15).
I dati raccolti fanno riferimento all'intero universo dei fruitori delle tre strutture, ovvero tutti coloro che almeno una volta hanno utilizzato una delle tre mense nell'arco di un semestre: il secondo semestre 2007, il primo semestre 2008.

La ricerca ha messo in luce alcune differenze tra le tre strutture, oltre che tra cittadini italiani e stranieri che si rivolgono alle mense.

Nei semestri presi in esame sono stati distribuiti complessivamente 24.780 pasti. Antoniano e Caritas hanno ospitato un numero maggiore di fruitori rispetto via del Porto. La differenza si deve alle diverse modalità di accesso alle strutture: mentre gli utenti di via del Porto sono seguiti da una struttura pubblica di intervento sociale, quelli di Caritas e Antoniano hanno limitati rapporti con questo tipo di servizi.

Considerando il genere, si osserva che gli utenti sono prevalentemente uomini. La presenza di donne è intorno al 15%, sia tra italiani che stranieri. Per quanto riguarda l'età, invece, la popolazione straniera è più giovane rispetto quella italiana: per la prima la fascia è quella di 25-35 anni, per la seconda è quella 36-45.
Rispetto a un passato relativamente recente, la presenza di stranieri nelle mense è particolarmente significativa, appartenenti soprattutto ai gruppi nazionali ultimi arrivati in Italia.

La ricerca mostra che un segmento della popolazione straniera a Bologna trova in queste strutture un primo supporto nel percorso d inserimento sociale. Esiste poi un'altra fascia (oscillante tra il 20 e il 30%), composta da stranieri che si trovano a Bologna da oltre cinque anni e che utilizzano la mensa con regolarità: persone che non si sono mai inserite in città e continuano, dopo il primo inserimento, a trovarsi in una condizione di bisogno che non riescono a soddisfare autonomamente.

Gli utenti delle mense dichiarano una quasi totale esclusione dal mercato del lavoro. Gli autori della ricerca ipotizzano che, dietro tale dichiarazione, si nasconda in alcuni casi un'attività lavorativa non regolare e/o discontinua, che non viene dichiarata e rimane invisibile. Fra gli utenti del Porto il 21% si trova in borsa lavoro, che conferma il loro inserimento nel circuito assistenziale pubblico locale.

Tra gli utenti Caritas e Antoniano è rilevante il numero di coloro che utilizzano la mensa come un'ultima spiaggia, un'opportunità da sfruttare nel momento del bisogno, in mancanza di altre risorse. Esiste poi il nucleo (20% circa) di chi ha un rapporto "storico" e consolidato con la mensa, e si trova in una situazione di povertà permanente. Ancora limitata, invece, la presenza di "quelli che non arrivano a fine mese", che faticano a rivolgersi a questo servizio a causa dell'immagine che le mense ereditano dal passato, di "luogo degli ultimi della fila".

Sulla variabile istruzione si registrano nuove differenze tra italiani e stranieri: mentre la popolazione globale è mediamente istruita, gli stranieri posseggono un capitale culturale più elevato. La percentuale dei laureati stranieri è dieci volte superiore a quella degli italiani.

Anche sullo stato civile si riscontrano differenze. Fra gli italiani, sono di più i celibi/nubili e separati/divorziati, mentre tra gli stranieri è più alta la percentuale di coniugati. L'immagine complessiva è quella di persone che non hanno un solido tessuto famigliare alle spalle oppure che si trovano molto distanti geograficamente dalla propria famiglia.

Il dato preoccupante su cui gli autori invitano alla riflessione è il rapporto tra gli utenti e il circuito dell'assistenza. Gli utenti di Caritas e Antoniano ne sono infatti esclusi. Si pone un problema di accessibilità ai servizi su cui tutti gli attori sociali dovrebbero interrogarsi per trovare strumenti e soluzioni efficaci.

http://www.bandieragialla.it/node/6104

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