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lunedì 17 gennaio 2011

Roma. Il convegno AMI sulla PAS fa chiarezza anche ai negazionisti

Il convegno dell'AMI - Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani -, che si è svolto a Roma lo scorso 14 Gennaio, ha dato un contributo più che valido sul fenomeno della PAS (Sindrome da Alienazione Parentale). Nell'aula del Campidoglio, autorevoli relatori si sono alternati per descrivere, sotto innumerevoli aspetti, gli effetti di quella patologia che colpisce migliaia di bambini in occasione della separazione dei genitori. 

Le premesse del programma dell'avv. Gian Ettore Gassani (Presidente Nazionale AMI) già chiarivano l'intonazione generale del convegno. Secondo Gassani, infatti, “I 150 mila bambini coinvolti ogni anno nelle procedure separative e divorzili dei loro genitori, con altre centinaia di migliaia che vivono in famiglie solo apparentemente unite, sono esposti alla sindrome da alienazione genitoriale (PAS, così codificata dallo psichiatra statunitense Richard A. Gardner).

Nel nostro Paese, specie negli ultimi 20 anni, la famiglia italiana ha vissuto momenti difficili: il numero di separazioni e divorzi è triplicato (in media ogni anno vi sono circa 84 mila separazioni e circa 53 mila divorzi); ciò ha determinato una serie pericolosa di conflitti concernenti l’affidamento dei figli. Nello stesso periodo circa 1.5 milioni di minori sono stati contesi dai genitori.

I figli in sostanza sono diventati un ‘bottino di guerra,’ spesso un’arma di vendetta o rivendicazione da usare contro l’altro coniuge/genitore. La questione non è soltanto giuridica quanto soprattutto culturale e sociale. Urgono politiche ‘della’ e ‘per’ la famiglia che mirino alla sensibilizzazione generale delle coscienze delle famiglie italiane al fine di non ridurre i figli a merce di scambio o a persone prive di diritti soggettivi".

Il Prof. Matteo Villanova, neuropsichiatra e docente all'università di Roma, esordiva con un'affermazione perentoria: "la PAS è una forma di maltrattamento sui bambini. L’errore? In massima parte a visitare i bambini non sono neuropsichiatri infantili esperti in problemi dell’età evolutiva ma tuttologi, figure professionali non mediche o medici specialisti in altre branche.

Per questo molte PAS (Parental Alienation Syndrome) sono sottodiagnosticate o non diagnosticate affatto. La sindrome da alienazione genitoriale si manifesta allorquando il bambino assiste all’emarginazione di un genitore da parte dell’altro. In percentuale è schiacciante l’emarginazione, l’allontanamento e la delegittimazione di un genitore determinati dall’altro e dal suo entourage attraverso un meccanismo di squalificazione certosino e progressivo. Cercando di riempire in altri modi questo vuoto, il figlio deprivato genererà così condotte a rischio, cederà all’uso di sostanze stupefacenti, svilupperà ritardi mentali, disturbi di apprendimento, dislessia; sarà dipendente da giochi elettronici e social network”.

Il giudice Melita Cavallo, Presidente del tribunale dei minori di Roma, ha affermato che "negli anni si riuscirà a far passare il concetto del condiviso. Vorrei evidenziare un nuovo fenomeno", ha proseguito la Cavallo, "rappresentato dai figli 'nati per caso', le cui problematiche di affidamento oggi sono sempre più frequenti nei tribunali. La PAS esiste, e spesso dipende anche dal rapporto che i bambini sono costretti ad instaurare con il nuovo partner della madre. Molte donne tendono a qualificare come padre il nuovo compagno, e facendo ciò confondono le figure affettive di riferimento. Per evitare che un genitore perda il rapporto con il proprio bambino, bisogna puntare sulla prevenzione, ed in particolare sulla scuola. Sulla Mediazione Familiare l'Italia è in forte ritardo, e i giudici potrebbero fare molto per la Mediazione. Come operatore di Giustizia, la soluzione per fronteggiare una PAS è quella di togliere il bambino al genitore alienante, di collocarlo in una struttura specializzata dove venga riqualificato il rapporto con il genitore bersaglio". E rivolgendosi idealmente ai colleghi magistrati, la Cavallo ha affermato "..proviamo ad applicare la norma del condiviso, per risolvere i problemi". 

Dopo l'intervento di Tiberio Timperi, e dell'avv. Francesco Genovese (AMI Messina), l'avv. Cesare Rimini ha lanciato un monito ai colleghi: "dovete avere la forza di dire 'mai con me !', a chi volesse usarvi per fare del male all'altro coniuge. Chi difende i clienti dai propri difensori ?".

Il Prof. Maurizio Quilici è intervenuto con una citazione di Gardner (colui che ha "codificato" la PAS), secondo il quale "se le aule di tribunale non si occupassero di bambini, alcuni di essi ne avrebbe nocumento, ma tutti gli altri ne ricaverebbero un beneficio". Secondo Quilici, la PAS è un fenomeno caratterizzato da "ignoranza diffusa" presso gli operatori del diritto.

Il convegno è proseguito con altri interventi (tra gli altri, quello di Elvia Ficarra della Gesef, di Katia Lanosa, di Alessio Cardinale, di Vincenzo Mastronardi e del Prof. Marco Strano). Nel suo complesso, nonostante uno sparuto gruppo di "negazionisti" tenti di affermare la sua inesistenza, la PAS è purtroppo una realtà da affrontare con determinazione e specializzazione. Chi la nega, senza curarsi di spiegare la natura dei suoi sintomi, rappresenta una posizione culturalmente arretrata e, con tutta probabilità, strumentale ad altri obiettivi di non chiara natura. 

Fonte: adiantum.it

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