Cerca nel blog

lunedì 14 febbraio 2011

Cara Alessandra, cosa consigli di fare se mio figlio di 9 anni mi manda affanculo?

Carissima Alessandra, permettimi di darti del tu. Sulla “presunta” alienazione e sulla “difesa” del minore dobbiamo intenderci. Come faccio sempre quando non comprendo, chiedo: “difesa” da cosa e da chi ? In quanto alla “presunzione”, sappi che mio figlio - nove anni - l’ultima volta che ci siamo visti mi ha detto: “tu te ne devi andare affanculo !”. E’ storia di appena cinque giorni fa, e perdonami l’espressione diretta. Prendi queste parole come un’osservazione clinica.

Prima di allora siamo potuti stare insieme oltre sette mesi fa, quasi un’oretta nel parlatorio dei lager sociali e solo la scorsa settimana ho rivisto lui e la sorellina, mia figlia. Con grande sofferenza ho ignorato i brutti ricordi indotti, le false accuse iniettate con odio e con grande fatica abbiamo iniziato a parlare del più e del meno. I gattini sono cresciuti… l’altalena è ancora funzionante… le vostre camerette sono sempre in ordine… che ne dite se a Pasqua vi porto tre giorni a Londra? Sorrisi, musi lunghi, ancora sorrisi, poi respiro affannoso, luccichio di lacrime ed è saltato il tappo... e io me ne sono andato a quel paese.

Il mio non è un caso speciale, basta affacciarsi alla finestra, ascoltare i racconti, leggere gli sfoghi e ti accorgerai che la mia è una storia come migliaia di altre. Non c’è degrado, non c’è violenza, siamo tutte persone per bene, normali, nella media e da un giorno all’altro siamo inciampate in questo guaio, ogni giorno scendiamo i gradini di questa scala che porta dritta dritta al nostro personalissimo inferno.

Se non si tratta di alienazione, se Gardner è un contaballe allora mi devi suggerire tu con che cosa mi sto confrontando e soprattutto che cosa devo fare. Non lo sa nessuno: perché il problema viene semplicemente ignorato, viene negato – come fai tu - e quindi non esiste, io stesso mi trovo a vivere come fossi l’”uomo invisibile”. Ma più di tutto rivedo alla moviola questi ultimi interminabili secondi, la pressione di uno stress emotivo, di malessere, di sofferenza, di fantasmi che hanno fatto esplodere un bambino abusato psicologicamente. Mio Figlio !

Ma fa niente, vuol dire che farò da solo, come sempre. La distanza tra voi e noi è incolmabile, sarebbe a dire che non siete credibili né autorevoli, voi andate da una parte, l’Italia va dall’altra. E se proprio non riuscirò a cavare un ragno dal buco lascerò andare i miei figli per la loro strada, inutile provocare in loro e in me ulteriori danni, di voi non mi fido. Io, Padre, farò come quella Madre al cospetto di Re Salomone, per evitare che vengano smembrati rinuncerò a loro. Per Amore.

“Se deve esserci un problema, dallo a me e lascia vivere mio figlio in pace”. L’ha scritto Thomas Paine che più di duecento anni fa ha redatto i Diritti dell’Uomo. Sarebbe opportuno farne tutti un bel ripasso.
 
Cordialmente
Elio FRANCESCONI


Fonte: adiantum.it - E. Francesconi [26-01-2011]

Nessun commento:

Posta un commento