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lunedì 28 marzo 2011

ANCONA, UCCIDE MARITO CON UN COLTELLO: "NON VOLEVO"

ANCONA - Litiga con il marito, come accadeva spesso, e gli pianta un coltello per il pane nel petto, ammazzandolo sul colpo. Poi ripone l'arma ancora sporca di sangue nello scolaposate sul lavello, e ai carabinieri che l'arrestano dice: «Stavamo litigando, gli ho tirato un coltello, ma non lo volevo uccidere». È la sconcertante versione di Angela Elefante, 47 anni, un lavoro saltuario come cameriera, che ieri sera ha ucciso il marito Mario Rocco Lospinuso, 48 anni, muratore di origine lucana emigrato nelle Marche da vent'anni, in un appartamento al quarto piano di una palazzina di Cerreto d'Esi, comune della cintura industriale fabrianese, in via Dante. La coppia ha due figli, una ragazza e un ragazzo di 22 anni, operaio. Ieri, verso le 20:45 il giovane è in un'altra stanza quando i genitori, come accadeva spesso, cominciano a litigare, mentre Angela Elefante sparecchia la tavola dopo la cena. Un diverbio nato sembra da motivi banali, su chi stamattina avrebbe dovuto svolgere o meno una certa commissione. Marito e moglie hanno una colluttazione, lei afferra un coltello seghettato dalla tavola, e, così sostiene, lo tira verso il compagno. Il figlio inizialmente non si preoccupa troppo delle urla, frequenti in quella casa. Ma quando sente un grido soffocato e un tonfo sordo, quello del padre che stramazza sul pavimento della cucina, accorre si trova davanti una scena orribile: il genitore in terra in una pozza di sangue, la madre che ripete 'Non so cosa è statò. Il ragazzo telefona al 112 («Aiuto, venite, è successo qualcosa a mio padre...»): sul posto arrivano le gazzelle dei carabinieri di Cerreto e Fabriano, un'ambulanza del 118, ma per Lospinuso non c'è già più niente da fare. La lama, lunga 24 centimetri, è affondata nell'emitorace sinistro, sotto al cuore, e ha leso organi vitali. Un colpo violentissimo, che secondo gli investigatori appare difficilmente compatibile con un lancio dalla distanza. Seguono ore di interrogatori e accertamenti tecnici, con i vicini che raccontano di scontri continui, mai però sfociati in denunce, e il pm Mariangela Farneti che tenta di far luce su uno scenario di «forte conflittualità familiare» per capire se un esito così drammatico fosse o meno prevedibile. Dai primi elementi raccolti dai carabinieri di Fabriano, guidati dal capitano Benedetto Jurlaro, sembra che Angela Infante avesse già manifestato forme di disagio pischico, ma non seguisse cure specialistiche. In mattinata, dopo le prime ammissioni dell'uxoricida, che, assistita da un difensore d'ufficio, ha fatto ritrovare l'arma del delitto, il pm dispone il fermo per omicidio volontario aggravato. Ora la donna è rinchiusa nel carcere di Pesaro.

[Fonte leggo.it]

domenica 27 marzo 2011

Perchè questa eroina non era in carcere ? Uccide i genitori nel torinese: “Mi controllavano sempre”

IL PRECEDENTE- Claudia Pistone, era in cura in un centro di igiene mentale e due anni fa, in un raptus di gelosia, drogò, legò e picchiò con un bilancere il marito.




”Li ho uccisi perchè mi controllavano troppo ed ero stanca di questa vita”: lo ha detto Claudia Pistone, 38 anni, per tentare di spiegare, davanti al Gip di Alba, l’assassinio dei suoi genitori, Giovanni Pistone e Lidia Serravalle, entrambi di 60 anni, la notte di Capodanno nella casa dove abitavano a Carmagnola (Torino).
”Avevo una sorta di odio represso per la vita opprimente che facevo – ha detto la donna durante l’interrogatorio – ed ero stanca di essere controllata in tutte le cose che facevo, le mie iniziative e i miei movimenti”.

Claudia Pistone è stata interrogata negli uffici della Proura della Repubblica, ad Alba, dal gip Francesca Di Naro. All’interrogatorio hanno partecipato il sostituto Procuratore della Repubblica i Alba, Donatella Masia, e il difensore della donna, avv. Gioacchino Berrino. Cludia Pistone è accusata di omicidio premeditato pluriaggravato.

Dopo l’interrogatorio, è stata ricondotta nel reparto psichiatrico dell’ospedale Molinette di Torino. Il gip si è riservato di decidere sulla convalida del suo arresto diposto dal subito dopo il delitto.

A Claudia Pistone, il pm Masia contesta le aggravanti di avere usato mezzi insidiosi, di avere simulato un ulteriore reato, di aver agito contro stretti congiunti e di aver provocato loro uno stato di sopore. Per quanto riguarda le armi del delitto, è stato accertato dal medico legale che la donna ha usato un coltello (con lama lunga 27 centimetri) e una mannaia, trovate insanguinate sulla scena del delitto. Resta tuttora da stabilire la dinamica esatta delle uccisioni: la madre è stata trovata ai piedi del letto, mentre il padre era su una poltrona davanti alla televisione.

Claudia Pistone ha negato di avere narcotizzato i genitori. ”Avevano assunto sedativi per proprio conto e ne ho soltanto approfittato”, ha sostenuto davanti al gip. La circostanza però sarà ulteriormente verificata e l’accusa per ora permane. Domani mattina il pm Masia conferirà l’incarico congiunto a un medico legale e a un tossicologo per l’effettuazione dell’ esame autoptico sui due cadaveri.

Il precedente. Ma nella vita di Claudia Pistone c’è un inquietante precedente. Narcotizzò il marito, lo legò al letto e lo colpì alla testa con un oggetto pesante: il fatto risale a due anni fa proprio nelle feste natalizie. La storia è emersa durante le indagini dei carabinieri. La famiglia Pistone viveva in un appartamento al piano rialzato di un condominio di via Valfrè. Nessuno dei vicini ha sentito nulla di anomalo e, secondo gli investigatori, non si può escludere che Claudia, prima di agire, abbia fatto addormentare i genitori in qualche modo, magari facendo prendere loro dei farmaci.


[Fonte  blitzquotidiano.it]

giovedì 24 marzo 2011

Svizzera. Il caso Patrick Robinson e il fallimento della legge sul divorzio

Nel 1998, a seguito delle violenze di sua moglie nei suoi confronti e delle figlie di 7 e 4 anni, Patrick Robinson ha lasciato il domicilio coniugale. Minacciato di morte, si è rifugiato presso l'Esercito della salvezza. 

"Nonostante le prove mediche che attestavano la violenza, il giudice ha affidato la custodia alla madre da sola, mentre di solito fino al divorzio l'autorità parentale resta congiunta. Se all'inizio le autorità ci avessero accordato una mediazione, come avevo chiesto, penso che si sarebbero potuti limitare i danni", afferma lo specialista di sviluppo rurale e di questioni di genere. 

Assoluta impotenza
Patrick Robinson ha goduto di un diritto di visita abbastanza esteso. Ma ha vissuto nella paura di vedere la madre, di origine straniera, partire dalla Svizzera. Inoltre, la situazione non migliorava e lui si trovava nell'assoluta impotenza.

"L'Ufficio cantonale dei minorenni non voleva sentir parlare di violenza fisica e psicologica. Al punto che le bambine hanno smesso di lamentarsi per timore di rappresaglie da parte della madre. Non fidandosi più di nessuno, la minore ha chiesto di avere la sua avvocata. Per un anno, la sua lettera non ha ricevuto alcuna risposta dal giudice", racconta il papà.

Fino alla sera in cui la piccola è arrivata dal padre con il labbro sanguinante. Patrick Robinson chiama il pediatra. Il giorno seguente, il medico denuncia il caso, non all'Ufficio cantonale dei minorenni (che non aveva mai reagito prima, secondo il padre), ma direttamente all'autorità tutoria.

Una giudice ha ascoltato le bambine e ha affidato loro un avvocato. Da quel momento la pratica si è protratta ancora per altri due anni, perché le mie figlie erano molto chiuse e faticavano ad esporre i fatti".
Infine, nel 2006, su loro richiesta, le figlie sono state affidate al padre mentre alla madre è stata revocata l'autorità parentale. Così, per questo padre, la lotta per l'affidamento condiviso è diventata una sorta di missione.

Dal 1996, milita nel "Movimento della condizione paterna" del cantone di Neuchâtel che, come altre associazioni maschili, rivendicano l'affidamento condiviso, "per principio per i genitori sposati o non sposati".

I fallimenti della legge sul divorzio
Nel 2000, l'introduzione della nuova legge sul divorzio, che mirava a semplificare la procedura, ha creato zone d'ombra, spingendo così i padri a organizzarsi. Tanto più che attualmente quasi una coppia su due si separa.
Il codice civile si basa sul divorzio per mutuo consenso. Quando quest'ultimo non è raggiunto, il giudice pronuncia il divorzio dopo due anni e affida l'autorità parentale a un genitore, oppure ad entrambi se i due lo richiedono.

Secondo Patrick Robinson, il problema risiede nel fatto che è richiesto l'accordo della madre, e la situazione si complica ulteriormente quando i genitori non sono sposati. "A parte l'Austria e il Liechtenstein, la Svizzera è l'ultimo paese in Europa dove i padri in pratica non hanno quasi alcun diritto. È un arcaismo, che viola l'interesse del bambino, basta!", protesta.

I padri si sentono dunque trattati male dalla legge, dalle credenze, dall'atteggiamento della società, dei politici e dei media. "Giustamente, si volevano riparare le ingiustizie contro le donne, ma così se ne è creata un'altra. Alcuni padri a volte devono passare attraverso mesi di procedimenti prima di poter rivedere il proprio figlio, mentre tutti gli esperti raccomandano che i bambini mantengano un sano rapporto con entrambi i genitori, anche separati", sostiene Patrick Robinson.

Le organizzazioni di padri rivendicano che si ordini una mediazione sin dall'inizio della separazione "in modo che i genitori mettano da parte i rancori per costruire il futuro accordandosi sull'affidamento condiviso", dice Robinson.

"Chiediamo inoltre che il Codice penale sia modificato in modo che il genitore che ha la custodia primaria del bambino sia punibile se non presenta il bambino per il diritto di visita, allo stesso titolo delle sanzioni previste per il genitore non affidatario quando non riporta il bambino alle scadenze prestabilite", prosegue Robinson.

Questo spiega la collera delle organizzazioni maschili quando, lo scorso gennaio, la nea ministra di giustizia Simonetta Sommaruga ha rinviato la revisione del Codice civile (dopo sei anni di lavori), per abbinare la questione dell'autorità parentale congiunta a quelle dei contributi di mantenimento. La ministra socialista intende migliorare la situazione del genitore che si assume l'onere finanziario maggiore, nonostante l'autorità parentale congiunta. 

Patrick Robinson replica che "le questioni di denaro sono importanti ma devono essere trattate in modo equo". 

Due deputati nazionali, il liberale radicale ginevrino Hugues Hiltpold e l'ecologista bernese Alec von Graffenried, hanno chiesto lumi al governo durante l'ora delle domande alla Camera del popolo, nella corrente sessione parlamentare. 

Il governo ha ribadito che "entrambi i genitori hanno non solo diritti con l'autorità parentale, ma anche la responsabilità economica che permetta di garantire lo sviluppo del bambino". L'esecutivo federale ha promesso che "il progetto sarà posto in consultazione ancora quest'anno". 

Da parte sua, la deputata nazionale Lucrezia Meier-Schatz, direttrice della Fondazione Pro Familia, è attenta alle difficoltà dei padri. La popolare democratica san gallese ritiene che sia "nell'interesse del bambino che l'affidamento debba essere condiviso, non in quello dei genitori".
 
Isabelle Eichenberger, swissinfo.ch
(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi)

Fonte: http://www.swissinfo.ch/ita/politica/Battaglia_omerica_in_nome_dei_padri_divorziati.html?cid=29727534

domenica 20 marzo 2011

Stalking, anziana denunciata dal proprio condominio

Petardi sui pianerottoli e secchiate d’acqua sugli inquilini. I vicini insorgono: «Non ne possiamo più»

CONEGLIANO — Potrebbe trattarsi del primo caso di stalking condominiale. I legali di alcuni inquilini di un palazzo di via Sauro a Conegliano ipotizzano infatti proprio il reato di atti persecutori, solitamente legato a passioni amorose non corrisposte, per le incessanti molestie che verrebbero perpetrate da una cinquantenne ai danni del vicinato. Il caso è stato denunciato sia alle forze dell’ordine che all’amministrazione comunale, dal momento che si tratta di uno stabile di proprietà pubblica. Due le querele già sporte da altrettanti condòmini. Ma molte di più sono le lamentele presentate al sindaco Alberto Maniero e a diversi altri amministratori. Le vessazioni più clamorose, secondo quanto riportato nella denuncia, si riferiscono all’accensione di raudi davanti all’uscio di una famiglia per impedirle di uscire di casa ed al lancio di secchiate d’acqua contro qualche altro residente.

Ad ogni modo è un po’ tutta la lista dei comportamenti contestati alla donna a dipingere uno scenario da thriller: «Quotidianamente, anche nelle ore di riposo, questa signora suona con insistenza il proprio campanello e quello degli altri, urlando sulle scale offese di ogni genere. Sempre quotidianamente colpisce le inferriate poste sulla sua terrazza. Dallo stesso terrazzo spesso getta rifiuti ed anche sassi, andando a colpire le auto sottostanti. In un’occasione è stata vista scagliare con estrema violenza un portaombrelli contro la porta di un appartamento ed impugnarlo minacciando di colpire gli intervenuti. Un’altra volta è stata vista spargere terra e detriti sul pianerottolo condominiale, nonché lanciare uova contro il muro delle scale, salvo poi accusare falsamente altri di averle insudiciate».

Non è finita, stando sempre al dettagliato racconto degli abitanti, esasperati da una quotidianità diventata fonte di continua tensione: «Questa donna è stata vista tagliare illegittimamente alcuni alberi lungo l’argine del Monticano, pos t i presumibilmente su un’area demaniale, circostanza già denunciata al Comune. Inoltre nel corso di un’aggressione l’inquilina ha gettato della terra in faccia ad una condòmina. E sempre lei rincorre, con la bicicletta o con l’auto, i bambini che giocano nell’area condominiale, premendo sull’acceleratore per spaventarli». Una situazione insostenibile, soprattutto per gli abitanti più anziani, che lamentano al riguardo uno stato d’ansia e paura «determinato dal quotidiano comportamento molesto ed aggressivo della donna», come sottolineano gli avvocati, nell’ipotizzare una causa per stalking a suo carico. In attesa di eventuali sviluppi giudiziaria l’appello è al Comune: «Faccia qualcosa».

[Fonte corriere.it]

sabato 19 marzo 2011

Studente violentato dopo una festa

Studente in stage a Milano: ricordo di aver bevuto troppo, mi sono svegliato senza vestiti. «Vivo nel terrore dell'Aids» 

Il ragazzo è stato visitato alla Mangiagalli dove sono stati confermati abusi plurimi. La scorsa settimana un altro caso di stupro su un diciottenne 


La vista annebbiata, e non soltanto per lo sterminato labirinto di stanze in quella casa da ricchissimi. Ha bevuto, un po' troppo, alla festa tra universitari. Fino ad addormentarsi. E quando s'è svegliato, stava lì, «nudo, dolorante, steso sul pavimento». Scomparsi i vestiti, ha preso i primi che ha trovato in un armadio, è andato al pronto soccorso, che l'ha dirottato alla clinica Mangiagalli. Perché, hanno constatato i dottori, «le escoriazioni, gli ematomi e le profonde lacerazioni erano segni di una violenza sessuale». Di gruppo, con larga probabilità. Di certo brutale. Vittima, un 24enne, studente al Dams di Bologna, a Milano per uno stage e convinto da un'amica ad andare alla festa.

Il ragazzo non ha saputo dar risposte ai medici su cosa nei dettagli fosse successo («Non mi ricordo, davvero») e ha domandato, a lungo, con insistenza, mano a mano con voce più disperata, angoscia, attesa: «E se mi avessero attaccato l'Aids?».

Le seguenti visite, peraltro di profilassi, hanno scongiurato il contagio. Il ragazzo s'è tranquillizzato, e allora han provato di nuovo: «Su, raccontaci i fatti». E di nuovo è stato il silenzio: «Non mi ricordo, davvero». Il vuoto. Eccetto poche, scarne coordinate. L'amica, la casa, le stanze e quella stanza in particolare. L'amica: «Mi ha chiamato sul cellulare nel pomeriggio, mi dice "Dai che stasera andiamo a divertici da conoscenti, non mi tirare bidone". Ero libero, non avevo impegni, così accetto, ci diamo appuntamento in via Torino, vicino al cinema.

Ci troviamo, parcheggiamo i motorini e andiamo a piedi verso l'abitazione». La casa, appunto: «Quadri dappertutto. Arredamenti di pregio. Tappeti orientali. E le stanze». Ecco, le stanze. Una dopo l'altra, una fianco all'altra. «Finisco in una camera, sono con un gruppo di ragazzi, ci rilassiamo, parliamo, e beviamo, beviamo... ». Stop.

La memoria s'offusca. Fotogrammi seguenti, in rapida frequenza: il risveglio, il corpo nudo, il dolore, lo smarrimento, e poi la corsa all'ospedale, dopo aver chiamato un taxi, e il pronto soccorso, e la clinica Mangiagalli». Alla Mangiagal-li, completate le medicazioni, gli chiedono: scusa, e l'amica? Lui la chiama al telefonino, lei dice semplicemente che a un certo punto s'era stancata e se n'era andata. Insiste, il 24enne: «Perché non mi hai chiamato? ». Replica: «Non ti trovavo». Ah già: lo sterminato labirinto di stanze...
Giovedì scorso erano finiti arrestati due egiziani clandestini: l'accusa racconta di uno stupro ai danni di uno studente 18enne, al Parco Lambro.

Dalla squadra mobile della Questura, che s'è occupata della vicenda, avevano detto in fase di commento: «È il primo caso in assoluto che trattiamo». Ha detto Alessandra Kustermann, del centro Antiviolenze della clinica Mangiagalli: «In undici anni, abbiamo trattato 104 casi di violenze sessuali ai danni di uomini, il 68 per cento dei quali maggiorenni». «Ma si sa», ha aggiunto la Kustermann, «l'uomo spesso ha grandi difficoltà a denunciare questo tipo di violenza».


[Fonte http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_24/violentato.shtml]

 

 

I frutti del backlash: la scia di sangue nutrita di neofemminismo

La violenza di genere è ormai un fatto quotidiano ma con caratteristiche ben diverse dal dogma femminista che la vorrebbe nel suo innaturale e ideologizzato orientamento unidirezionale: uomini contro donne. E’ invece qualcosa che fa i conti con una popolazione femminile sempre piu’ implicata in forme di delinquenza un tempo sconosciute nell’universo rosa. E non è solo un fatto di cronaca nera in cui i fatti di sangue compiuti dal gentil sesso stanno seguendo una crescita ad andamento iperbolico a far notizia. Ci sono tutta una serie di indicatori e segnali che, se analizzati, mettono in correlazione questo nuovo e per niente pacifico tipo di donna con la contrapposta violenza maschile. Volendo semplificare per rendere comprensibile la questione, potremmo tranquillamente ipotizzare adesso l’esistenza di fronti criminali maschili e femminili tutti intenti nell’addebitare l’uno verso l’altro le responsabilita’ di questo nuovo e preoccupante panorama sociale.

La disuguaglianza crea conflitto, ormai lo sanno tutti. E se tutti sanno tutto resta però ancora lontana la necessaria presa di coscienza che il Maschile è attualmente politicamente, culturalmente, socialmente discriminato: il terribile potere della vittima di creare e indicare mostri strumentalizzato da ogni politica del femminismo degli ultimi decenni ha fatto sì che “Maschio” divenisse sinonimo di negativo, e che questo negativo cominciasse a non avere dignità di appartenenza piena al genere umano.

In Italia, come in altri stati esteri, ad esempio, le denunce di violenza sessuale comportano di fatto l’inversione dell’onere di prova. In altri termini, le dichiarazioni della denunciante costituiscono di fatto prova di quanto lei stessa denuncia. Ciò esprime, senza dubbio alcuno, i gravi problemi di una societa’ che dovrebbe garantire la parita’ di diritti a tutti i suoi cittadini, salvaguardando sempre l’ipotesi che si è innocenti sino a prova contraria. E che non si puo’ essere colpevoli, laddove la prova della colpevolezza per un reato che comporta fino a dieci anni di carcere è in un atto accusatorio che è la prova della propria verita’. Introdurre una simile autoreferenzialita’ in un problema che antropologicamente è di genere (perché riguarda le denunce di donne contro uommini) implica – semplicemente – che si è rinunciato all’ipotesi che l’umanita’ sia una soltanto.

Quando negli anni in cui il movimento delle donne italiano fremeva per l’attuazione di leggi che sostenessero le rivendicazioni femminili non esisteva alcuna forma di aggregazione maschile in grado di “contrattare” quelle rivendicazioni e credo sia abbastanza pacifico ritenere che le istanze femministe furono accolte in assenza di alcun reale contraddittorio uomini/donne. In conseguenza di ciò, l’attuazione di norme e prassi totalmente nuove potè avvenire senza la necessita’ di particolari mediazioni.

Del resto il mondo maschile fu colto come di sorpresa da quella enorme bolla che fu il femminismo e che, insieme alla liberazione sessuale, portava in sé e fin dall’inizio un carico enorme di accuse al mondo maschile responsabile, almeno agli occhi di chi quel movimento sosteneva, di secoli e secoli vissuti all’insegna di ingiusti atteggiamenti sociali non equalitari e soprattutto oppressivi nei confronti del genere femminile.

Ancora oggi alcune esponenti del movimento di quegli anni sostengono che qualsiasi mediazione non sarebbe però stata in alcun modo possibile annoverando le conquiste dei diritti delle donne in una sorta di bottino di guerra frutto di una rivoluzione degli schiavi insorti contro il padrone (come tale da non coinvolgere e, in quest’ottica, plausibilmente da escludere e forse “punire”).

Non sappiamo né potremo mai sapere come gli uomini, i singoli capofamiglia del tempo, abbiano vissuto l’ingresso del divorzio e del nuovo menage nei rapporti di genere nella normativa, così come niente possiamo conoscere circa la successiva capillare penetrazione di un costume totalmente e poliedricamente nuovo nel tessuto sociale italiano. Possiamo solamente constatare come l’atteggiamento maschile sia stato indubbiamente caratterizzato da una marcata passività.

Dal punto di vista della riforma del diritto di famiglia tutto si incardinò sull’introduzione della normativa che rendeva possibili separazioni e divorzio. Il divorzio quindi anche da leggere come il sintomo di un cambiamento sociale che non poteva attendere. Il divorzio anche e soprattutto come uno strumento non dichiarato per sostenere le istanze femministe è una considerazione che possiamo fare noi a posteriori consapevoli che nel corso della storia sul palco c’era solo e solamente il mondo femminile. Ma quali erano le domande del mondo femminile alla societa’ civile? Tra queste c’era sicuramente il discorso dei pari diritti e delle pari opportunita’, c’era il desiderio di destrutturare ruoli millenari e c’erano anche mille altre richieste. Le più varie. Le più articolate. Tutte in evoluzione man mano che gli anni sono poi trascorsi.

Anche la provenienza di queste istanze era poi diversa proprio perché col tempo la compattezza del femminismo venne meno ed esso si divise in più correnti ognuna caratterizzata da una diversa tolleranza alla scia resistente dei ruoli uomo/donna che permaneva e permane tuttora. Dal femminismo naquero quindi i femminismi ossia movimenti diversi con istanze e progettualita’ diversa originatisi dal movimento femminile anni 60/70.
A grandi linee il percorso che porto’ dal femminismo ai femminismi fu questo mentre, per quanto riguarda il versante del “divorziare”, possiamo constatare che inizialmente esso fu davvero una scelta alternativa e che pochissime persone decisero di lasciarsi legalmente: alcune perché costrette dai doveri morali, altre perché non vedevano un’alternativa alla famiglia d’origine.

Oggi non è più così e se da un lato il divorzio è sinonimo di libertà individuale, dall’altro anche spaventa perché è divenuto chiaro a chiunque (man mano che ha preso forza la consapevolezza individuale dei cambiamente storici) che oggi i rapporti interpersonali sono destinati a finire. I dati Istat del resto lo confermano: in quindici anni i divorzi sono triplicati. Nel 1995 se ne contavano 80 ogni mille matrimoni, nel 2005 si era saliti a 150, per toccare quota 273 ogni mille matrimoni nel 2007. Per renderla più chiara ogni anno si sfasciano circa 200 mila famiglie.

E’ dagli anni novanta, e cioé a distanza di 20 anni dall’introduzione della legge sul divorzio, che assistiamo invece alle prime “reazioni” maschili.

Nel 1988 nasce l’ISP (Istituto Studi Paternità) fondato dal giornalista Maurizio Quilici. Si tratta di una organizzazione con “obiettivi scientifici e culturali” in ordine alla promozione della “cultura della paternità e di tutti gli aspetti psicologici, pedagogici, sociali, biologici, storici e giuridici collegati”. Successivamente, e anche in collegamento conl’ISP, a partire dal 1991, iniziano a fare la loro comparsa i primi movimenti di genitori separati. Il primo movimento recante la denominazione di “Associazione Padri Separati” (APS) nacque a Rimini nell’autunno del 1991 grazie all’industriale Alberto Sartini, mentre due anni più tardi, Marino Maglietta, fisico dell’Università di Firenze, fondò l’associazione nazionale Crescere Insieme. A Napoli nel 1992, sotto la guida del prof. Bruno Schettini, vede la luce l’associazione “Genitori Separati” (Ge.Se.).Gli anni seguenti videro poi la nascita di parecchie associazioni di padri. Nella primavera del 1994 fu fondata “Papà Separati Milano” – Associazione per la tutela dei diritti dei figli nella separazione” – sotto la guida dell’ing. Ernesto Emanuele. A Roma fu fondata Gesef (Genitori Separati dai Figli) il cui primo presidente fu Elio Torelli. Dal movimento di Ernesto Emanuele, il 30 aprile 1998, nacque a Napoli l’associazione “Papà Separati” (APS) fondata dal dr. Alessandro Ciardiello, che da subito si caratterizzò per una costante diffusione in tutto il territorio, divenendo ben presto Associazione Nazionale (ANPS). Nell’anno 1999 nacque l’Associazione Mamme Separate, ad iniziativa del Presidente Rosy Genduso.

Il vasto panorama
delle associazioni di genitori separati, tuttavia, indica che anche qui la separazione rimane la chiave paradossale con cui, cercando di affrontare un problema, lo si esaspera: gli stessi padri separati spesso si dimostrano incapaci di coalizioni efficaci e riescono solo a separarsi fra loro perché ognuno vuole comandare e se non ci riesce si separa. Ben pochi sono disposti ad ammettere questa dinamica della quale però tutti i militanti hanno comunque consapevolezza tanto che all’inizio del marzo 2008 emerge vincente la proposta per la costituzione di una nuova forma associativa, onde compensare l’eccessivo frazionamento delle associazioni di genitori separati.

Pochi anni fa si pensò infatti di dar vita ad un nuovo soggetto: una associazione di associazioni che avrebbe fatto da collettore per i rapporti con media e istituzioni. Inoltre il nuovo soggetto avrebbe potuto elaborare nuove proposte di modifica normativa da sottoporre al Parlamento, oppure dare forza a quelle già presentate da altre associazioni. La nascita di Adiantum si concretizza il 12 giugno 2008, durante il Simposio di Nisida, quando otto associazioni firmano un protocollo di intesa per la nascita dell’Associazione Di Associazioni Nazionali per la Tutela del Minore (Adiantum).

Siamo dunque giunti a parlare di quello che sta avvenendo adesso. Infatti a seguito di una progressiva presa di coscienza da parte dei movimenti satellitari (idealmente satellitari al movimento iniziale che fu promotore del divorzio), esistono e sono sempre più presenti le associazioni dei genitori che vivono sulla propria pelle e su quella dei loro figli gli aspetti più negativi di una normativa lacunosa e faziosa che aveva imposto regole spesso disumane al divorzio. Si tratta di associazioni nazionali e locali che con sempre maggiore convinzione e determinazione pongono al centro del problema “separazione coniugale” i figli. Già, proprio loro! I figli che nelle separazioni erano stati gli attori-spettatori dimenticati dal femminismo (autore e propulsore della prima normativa) e che, nell’ansia del conseguimento dei diritti femminili, pare avesse grossomodo allontanato dalla realta’, spesso relegandoli in sacche di immane sofferenza.

Ma il femminismo che inizialmente ebbe la strada ben spianata non è mai stato capace di integrarsi e di metabolizzare le istanze, pur tardive, del mondo maschile relegandole nella totalita’ di casi in una sorta di RESISTENZA al nuovo da abbattere.

In America dove tutto quello che viviamo noi è andato in scena con largo anticipo un tentativo di definire e “controllare” questo fenomeno pone in primo piano il “contraccolpo” del femminismo, il cosiddetto backlash. Susan Faludi, scrittrice e femminista statunitense, analizza il fenomeno americano .

Oggi che i padri (ma anche molte madri!) rivendicano un diritto di famigllia più attento ai figli, queste loro associazioni sembrano vivere la stessa “fortunata” stagione che visse il femminismo quando, denunciando la mancanza di diritti femminili, ebbe dalla societa’ civile praticamente carta bianca. Le associazioni dei genitori separati riportano sulla scena – quale protagonista principale – I FIGLI e trovano (non sembra vero!) dall’altra parte della barricata un movimento delle donne ripiegato su se stesso e che difficilmente potrra’ essere legittimato ad avanzare istanze per i minori considerato il fatto che in quaranta anni di vita dei figli il femminismo non ha mai parlato se non in funzione delle reiterate iniziali istanze sempre a favore degli adulti di sesso femminile.

Nel fratempo lo iato tra esigenze individuali, rivendicazioni maschili e oltranzismo femminista, sembra il modo migliore per creare tensioni sociali di enorme portata che se non saremo in  grado di affrontare attorno ad un tavolo rischiano di trascinare l’intera societa’ all’interno di un gorgo in cui chi la fa da padrone è l’ODIO esistente e fomentato tra un genere e l’altro.

A parte casi in cui cio’ che domina è l’esistenza di disagi non facilmente interpretabili e quindi ascritti alla fascia dei raptus individuali, chi si occupa di violenza familiare è determinato a considerare il tessuto sociale per quello che è e a cercare in esso il perché del dilagare di nuovi e preoccupanti fenomeni come quello delle false accuse, una delle cause scatenanti, spesso, violenza. Il problema dei figli sottratti e la delegittimazione della figura paterna, lo stupro psicologico-relazionale generato dallinterruzione giuridica del progetto genitoriale. A tutto questo contribuiscono alcune osservazioni e numerosi studi che permettono di affermare che a causare gli omicidi intrafamiliari non è la mancata capacità di affrontare la fine di un rapporto, bensi’ l’attuale discriminazione tra soggetti appartenentiu a sessi diversi. Gli omicidi avvengono al 98.7% in coppie con prole, non nel momento della separazione ma quando uno dei due genitori mortifica l’altro come figura genitoriale. E poi, a seguire, altri dati come quello che vuole che il 30% delle separazioni coinvolgano accuse di reati intrafamiari e che l’80% di queste accuse si rivelino infondate: una strategia, il modo più veloce di togliere di mezzo l’altra persona, capace così di creare risentimenti implacabili e polveriere di odio pronte ad esplodere.

Queste morti sono quindi frutto di odio e misandria mosse da politici e fanatici, che si improvvisano esperti o giustizieri per far tacere le voci di uomini che chiedono opportunita’ pari vere. Così come chiedono che sia rispettato il loro naturale diritto alla paternita’.

Il Padre è una figura fondamentale, presente, come lo è quella della Madre, archetipicamente nella psiche di tutti, una figura che ci guida nel mondo mediante regole senza le quali siamo perse, che ci dà la capacità di elaborare il dolore, che ci dà stima e forza in noi stessi, e ci regala la voglia, e la possibilità, di guardare in alto, e oltre, alla ricerca di nuovi domini e nuove dimensioni da affrontare”

E il conflitto che produce una striscia infinita di sangue non trovera’ sosta se non saremo in grado di rispondere a tutte le istanze presenti cercando di armonizzarle e mediarle per quello che la realta’ quotidiana puo’ consentire.

Quaranta anni. Una generazione o poco più per perdere e ritrovare il padre, i figli ed i loro ruoli fondamentali nella crescita della nostra così come di qualsiasi civilta’. Quaranta anni per rivalutare le loro ragioni e la loro ricchezza. Quaranta anni per reinserire padre e figli nel tessuto vivo della nostra stanca e (ma solo a volte e per periodi di tempo limitati) distratta societa’.

[Fonte http://www.comunicazionedigenere.it/2011/01/10/i-frutti-del-backlash-la-scia-di-sangue-nutrita-di-neofemminismo/]

venerdì 18 marzo 2011

LE POSSIBILI CONSEGUENZE DELL'ASSENZA PATERNA


ricerche varie (1980-2000) 
  dipartimento della salute usa (1995-2004) 
Responsible Fatherhood, originale - Paternità Responsabile, italiano
 si può fare.. la bigenitorialità (Obama 2008) 
Bambini Senza Padre - Padri Roccia e Speranza
 
cento miliardi di dollari, quanto il governo USA ha speso nel 2006 in programmi
di assistenza pubblica e di supporto per figli e famiglie senza padre (Fed.Budget United States)

mercoledì 16 marzo 2011

Avvocati, la maggior parte è favorevole alla Mediazione Civile. I grossi studi no...

Da guerra senza esclusione di colpi ad amore eterno? E' questo che verrebbe da chiedersi osservando la tormentata storia che vede per protagonisti gli avvocati italiani e la mediazione civile di recente introduzione. 


Di certo, all'inizio fu vera guerra. Mai e poi mai, si diceva, si sarebbe permesso a un istituto giuridico "anti-cause" di metter piede in Italia. Tante le iniziative per imporre questo punto di vista: manifestazioni di piazza, ricorsi al Tar, dichiarazioni al vetriolo da parte di alcuni rappresentanti di questa categoria.

Tutti, comunque, si sono dimostrati espedienti destinati a cadere presto nel vuoto. A un certo punto, infatti, sono iniziate le sempre più numerose "defezioni", soprattutto da parte degli avvocati più giovani, ossia della quota più consistente di appartenenti alla categoria forense. Forse di fronte alla irremovibilità del Governo o forse come naturale conseguenza a una situazione che vede, nel nostro Paese, la stragrande maggioranza delle cause gestita soprattutto dagli avvocati più anziani.

Nel giro di pochi mesi, quelli che all'inizio apparivano soltanto dei tiepidi cenni di consenso alla mediazione civile si sono trasformati in una vera e propria presa di posizione in favore del nuovo istituto.

Oggi, a fronte di un "nocciolo duro" - sempre più piccolo - di professionisti e di Ordini provinciali che rimangono arroccati sulle proprie posizioni antiriformiste, basta guardarsi intorno per registrare il moltiplicarsi di iniziative professionali o semplicemente divulgative che vedono per promotori e protagonisti soprattutto gli avvocati. Convegni divulgativi, eventi sul tema, pubblicazioni sulla stampa specializzata. Anche sul web la maggior parte dei documenti e degli approfondimenti che riguardano la mediazione civile è opera di appartenenti alla categoria forense. In alcune regioni il consenso si è spinto addirittura oltre con la costituzione di comitati di professionisti che perseguono il dichiarato obiettivo di fare in modo che questo strumento possa essere interamente gestito esclusivamente dagli avvocati.

Da guerra sanguinosa ad amore incondizionato, dunque? Sembrerebbe proprio di si, e questo anche malgrado quello che, in questi giorni, appare come uno degli ultimi fuochi della originaria resistenza: l'astensione dalle udienze organizzata dai professionisti che si rifiutano categoricamente di avvicinarsi alla mediazione civile. Un evento annunciato da tempo, ma il cui risultato è sin da ora scontato, visto che da esso hanno già preso ufficialmente le distanze anche le Camere Penali.

Non a caso, sono in tanti a ritenere che quella che avrebbe dovuto rappresentare per la categoria forense una settimana di animate proteste potrebbe invece trasformarsi, col passare delle ore, in una occasione d'oro per rivendicare a gran voce il diritto a ricoprire, nell'ambito della mediazione civile, il vero ruolo da protagonista.
 
Marco Ruggiero

Fonte: adiantum.it

venerdì 11 marzo 2011

Figlia di separati, da adulta tanti problemi. L´esperto risponde

DOMANDA. Ho 27 anni, i miei genitori si sono separati che avevo 2 anni, fin dall' asilo ho avuto problemi ad integrarmi e quindi a socializzare, alle elementari mi sono capitati attacchi di panico, nervosismi manifestati rompendo delle cose in casa ecc. e problemi alle scuole medie fino all'età di 24 anni circa (non li reputo problemi seri ma fino a quella età mi capitava spesso di sudare ed avere la costante sensazione di incontinenza in mezzo a tanta gente o quando mi trovavo con persone con cui non mi sentivo a mio agio cioè molte). 

All'età di circa 8/12 anni (il circa per la privacy) io e mia mamma ci siamo trasferite dal suo compagno attuale dove la situazione che abbiamo trovato era un manicomio..botte tra parenti piatti che volavano insulti nei confronti dia mia madre (giornalieri) dal figlio del compagno ecc.ora vivo da sola da circa 6 anni e da quando il figlio si è sposato la situazione è migliorata di parecchio (il compagno di mia mamma anche se è una persona particolare è fondalmentalmente buono quindi per gli insulti ecc..lui non si è mai permesso).

Mio padre è un uomo un pò egoista, e ha mostrato spesso disinteresse nei miei confronti non tanto da piccola ma dai 14 anni in su...non ha mai contribuito al mio mantenimento ed abbiamo un rapporto dificile ora da due mesi circa è mancato suo fratello (perno della famiglia) di recenti ho avuto discussioni con la compagna di mio padre e di conseguenza il rapporto tra me e lui è peggiorato ora non ci sentiamo da un pò...io ci penso quasi sempre a lui e desdero tanto che cambi qualcosa nei miei confronti ho sempre patito troppo la sua mancanza, ma difficilmente riusciamo a parlare di queste cose ; Ora non so se tutto ciò abbia una certa rilevanza su quest'ultimo periodo da un anno circa a parte alcune uscite con ragazzo e amici (convivo con il mio ragazzo) non esco di casa dovrei trovarmi un lavoro ma ho una scarsa voglia di vivere vorrei fare mille cose ..la sera mi prometto che l'indomani cerco un lavoro e il giorno dopo sono punto a capo..

(Risponde la Dott.ssa Marianna Liotino) I flash  descritti del tuo vissuto, anche se pochi, per poter delineare una situazione attuale dettagliata, suonano come il lancio di un grido, di comprensione e sostegno. Tutto questo vaso, che sei tu, e che custodisce in se tante cose nascoste,  generano una sofferenza ovvia, con conseguenti sbalzi d' umore, insicurezza di agire, bassa stima in se stessi. Come se la voglia di cambiare è forte, è incentivata  da pensieri di ricerca di un'autonomia, di una realizzazione personale,  ma poi la paura di sbagliare, di agire, viene fuori e blocca le tue iniziative. Tutto quello che hai vissuto sin dalla tua infanzia, partendo dalla separazione dei tuoi genitori, e proseguendo poi con tutti gli episodi descritti da te, hanno prodotto una profonda insicurezza.

Bisogna partire proprio da questo, ricostruire la fiducia in te stessa. Questo stato è generato, anche, dall'appetenza continua di stabilire un rapporto sereno con tuo padre, e penso che sia necessario farlo. Non è facile, date le situazioni d' incomprensioni che si innescano, ma non è lì il punto. Quello che ora ha la priorità, è stabilire una relazione, o almeno, un contatto sereno con tuo padre, di cui ne avete entrambi il diritto. Quindi, c'è bisogno di concentrarsi nel ricostruire le relazioni importanti, senza troppe ansie, ma con molta pazienza, e di mettere, figurativamente dicendo, " una pietra sopra", alle incomprensioni passate. E' ora di costruire, da persone adulte un rapporto maturo, anche perchè i punti di riferimento come i genitori, sbagliati o giusti che siano, sono un punto di partenza, che ci spingono poi ad agire nella vita.

Fonte: psiconline.it

mercoledì 9 marzo 2011

"MAMME CORAGGIO" che lottano contro la PAS e la pedofilia: un rischio per i bambini, un potenziale aiuto per i veri pedofili

Ci hanno detto che siamo "disgustosi", perché abbiamo scritto che la lotta di certe mamme "contro la pas contro la pedofilia" crea gravi rischi ai minori potenzialmente vittime di pedofilia, oscurando il problema della pedofilia, e mistificandolo.

Bene: lo riscriviamo più chiaramente.

La lotta di certi gruppi che si definiscono "contro la PAS e contro la pedofilia" come se "PAS" e "pedofilia" fossero due fenomeni collegati o sovrapponibili, non solo è diffamatoria verso i professionisti che si occupano di PAS (ma per questo chi fa certe affermazioni se la vedrà sul piano penale), ma è anche ignobilmente tesa a creare disagi contro i padri e le madri vittime di alienazione genitoriale, ma anche a rendere il fenomeno della pedofilia esclusivamente collegato al contenzioso coniugale.

Il che è irresponsabile: la percentuale reale di condanne per abuso sessuale, in caso di denuncia emersa durante un conflitto per l'affido minori, è irrisoria:
"In una ricerca del 2007 su cinquantatre casi di separazioni conflittuali, nei quali erano statipresentati una denuncia di abuso sessuale (bambini coinvolti: sessantadue) la denuncia è seguita dauna condanna dell'imputato in soli 3 casi . Negli altri quarantanove casi la denuncia era infondata.La percentuale di false denunce, nel campione in esame, è stata dunque del 92,4%.. E su quarantotto casi il denunciato era stato il padre"
(CESI S., MASINA E, CAMERINI G.B. (2007), Vere e False denunce di abuso sessuale:studio di una casistica in separazioni conflittuali, 13° International Congress of the ESCAP,"Bridging the gaps", Firenze, 25-29 agosto 2007.).

Le "mamme coraggio" che fanno identificare chi denuncia una situazione di alienazione genitoriale come pedofilo - e questo a prescindere che ci sia o no l'alienazione genitoriale in quel singolo caso, perché è evidente che c'è chi strumentalizza il concetto di PAS per strappare il figlio all'ex coniuge- operano dunque, potenzialmente almeno, con una vera logica di copertura del pericolo pedofilo, perché il vero problema-pedofilia è in stragrande percentuale annidato ben altrove che non tra i ..."padri violenti e pedofili che accusano le povere mamme di PAS" (quelli sono in poche che riescono a sposarseli senza accorgersi prima dei loro problemi. Magari le hanno incantate con la loro dolcezza e soavità... e loro, che detestano il "maschio aggressivo", ci son cadute).

Equiparare la lotta alla pedofilia a quella contro la PAS (e contro chi vede nella PAS un buon strumento concettuale per intervenire in certe problematiche separative), significa dunque favorire il rischio di pedofilia vera o, meglio ancora, far spostare l'attenzione dagli spazi nei quali la pedofilia è veramente un rischio presente (WEB, ad esempio) a quelli dove non c'è che rarissimamente, ma dove la propria rabbia -e il senso di fallimento dovuto a proprie e rarissime esperienze personali- vogliono farlo vedere.

Detto in altri termini, chi lotta "contro la PAS" perché la PAS "è usata dai pedofili per difendersi", rischia di dare un grandissimo aiuto proprio ai pedofili che si annidano in ben altri spazi che non tra i padri separati.


Fasano, la moglie dell'omicida «Mio marito mi ha perdonata»

FASANO - La vera protagonista di questa vicenda finita in tragedia è lei, Anna Ferrara, 45 anni, moglie di Leo Mileti. Di lei si racconta, si scrive e a Fasano in questi giorni tutti parlano. Per quella relazione clandestina con l’edicolante Angelo De Angelis che ha letteralmente devastato il marito, che non ha retto al pensiero che questo scandalo divenisse un nuovo pettegolezzo in città, su cui tutti avrebbero potuto mettere bocca e, magari, anche ridere.


Dietro il tradimento di una promessa, c’è comunque un errore. Lei sa di aver sbagliato. Eppure, da quando è iniziata la storia con De Angelis al giorno dell’omicidio, sono passati due mesi. E sono bastati a distruggere due famiglie. In sessanta giorni è accaduto di tutto, l’inferno, e c’è chi dall’altra parte della strada, a duecento metri da casa Mileti, vorrebbe fare domande e avere dei chiarimenti - legittimi - da chi però non c’è più.


Anna Ferrara, madre di tre figli, sa di aver causato del dolore, in primis alle persone a lei care. Non è stata arrestata, non c’è alcuna denuncia a suo carico, ma lei sotto accusa c’è, anche se in modo diverso rispetto al marito. Ed è per questo ora ha voglia di sfogarsi.

Come si sente dopo le rivelazioni emerse dall’inchiesta?
«Si è scatenato un infermo per qualcosa che non era importante - racconta Anna Ferrara - che non aveva alcun significato. Tra me e De Angelis ci sono stati solo contatti telefonici (a dire il vero dai verbali degli interrogatori risulta che la stessa Ferrara abbia dichiarato agli inquirenti di aver avuto rapporti sessuali con De Angelis, ndr). Non ho letto i giornali, ho preferito così e non so cosa sia stato detto di me, del rapporto con De Angelis e di quello con mio marito. Nessuno può saperlo. Ho delle colpe, ma non sono l’unica».


Cosa intende dire?
«Beh, intendo dire che mentre mio marito è stato male e ne sono addolorata, allo stesso tempo mi sento vittima, perché non sono l’unica ad essere stata “abbindolata”. So che certi incontri venivano registrati».

De Angelis è morto, ma suo marito è accusato di omicidio. Lui ha sparato e la responsabilità è sua, però tutto è partito da quella relazione. Eppure lui l’ha accompagnata agli interrogatori.

In che rapporti siete?
«Buoni, molto buoni. Lui c’è sempre stato, anche quando ha capito. Anche davanti alla mia confessione. Mi ha perdonata. L’ha fatto per me e, probabilmente, anche per i nostri figli che lui ama immensamente. Siamo molto uniti ed ora ho solo il desiderio di accompagnarlo in questa vicenda giudiziaria. Gli starò accanto, così come lui ha fatto con me».

Oggi (ieri per chi legge, ndr) si è svolto l’interrogatorio di garanzia e suo marito si è avvalso della facoltà di non rispondere. Era molto provato.
«Lo so. Già dai giorni precedenti all’omicidio era talmente sotto shock che ingeriva dei farmaci. Questo è un particolare che voglio sottolineare. Era fuori di sé».

Questo saranno i giudici a stabilirlo. Proprio per questa sua condizione emotiva e psicologica, lei non ha temuto che potesse succedere l’irreparabile?

«Non avrei mai creduto possibile che la storia finisse così. Se solo potessi tornare indietro, mai e poi mai lo rifarei. E così mio marito».

Da quanto tempo non lo vede e cosa vorrebbe dirgli?
«Non lo vedo da quando è stato fermato. Quello che vorrei dirgli, lui lo sa già».


[Fonte http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=141285&sez=BRINDISI]

Torino - Incendia camper del marito e rischia di uccidere il figlio

Torino - Incendia il camper dove vive con il marito e rischia di uccidere uno dei figli. Una ragazza di 20 anni, di origini macedoni, è stata arrestata dai carabinieri di Brisasco per aver appiccato un incendio nell'intento di punire il marito.

La donna, al termine di un violento litigio, è uscita dal camper dove vive con il marito ed ha appiccato un rogo che ha rischiato di uccidere il figlioletto che dormiva in un'auto parcheggiata nelle vicinanze.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed i vigili del fuoco che hanno spento il rogo e salvato il bambino.
Una volta domato l'incendio i militari hanno arrestato la donna.

[Fonte http://www.torinoogginotizie.it/cronaca-cronaca-locale/2011/3/9/news-12973/torino-incendia-camper-del-marito-rischia-di-uccidere.html]

Altra donna denuncia 3 carabinieri per stupro. Negativi gli esami del DNA

Ancora un caso di violenza sessuale che vede coinvolte forze dell'ordine. Dopo la 32enne romana che ha denunciato tre carabinieri e un vigile urbano per essere stata abusata nella caserma dei Carabinieri al Quadraro a Roma, tre carabinieri risultano oggi indagati a Firenze in seguito alla denuncia di una donna, che sostiene di essere stata violentata durante una perquisizione.

Dopo l'iscrizione dei militari nel registro degli indagati - come atto dovuto - la procura ha avviato una serie di accertamenti. La donna aveva indicato cinque carabinieri, che nel settembre scorso perquisirono l'abitazione del fidanzato, nell'ambito di indagini per droga.

Secondo il racconto della donna, gli abusi sarebbero avvenuti sia nell'abitazione del fidanzato, a Firenze, mentre lui era in un'altra stanza, sia durante il trasporto in caserma sull'auto dei militari. In base a quanto emerso, riguardo due dei carabinieri che parteciparono alla perquisizione, da subito non sono stati trovati riscontri alla denuncia. Dagli accertamenti è emerso che in passato la donna è stata arrestata nell'ambito di un'inchiesta in tema di spaccio.

NEGATIVI I PRIMI ESAMI DEL DNA Hanno dato esito negativo alcuni accertamenti svolti dalla procura di Firenze sui tre carabinieri indagati per violenza sessuale. È quanto si apprende riguardo l'inchiesta aperta dopo la denuncia presentata da una donna nel settembre scorso. La donna ha portato alcuni indumenti e un asciugamano su cui si sarebbero dovute trovare tracce della violenza. Dalle analisi su alcuni degli oggetti consegnati dalla donna sarebbe emerso un dna diverso da quello degli indagati.

Fonte: Leggo

Marinella Colombo agli arresti domiciliari

Milano, 9 mar. - (Adnkronos) - Il giudice per le indagini preliminari Luigi Varanelli ha concesso gli arresti domiciliari a Marinella Colombo, la donna milanese arrestata la settimana scorsa con l'accusa di sottrazione di minore, sequestro di persona e maltrattamenti per aver tentato di fuggire in Libano con i due figli che il tribunale di Monaco di Baviera aveva affidato all'ex marito tedesco. 

[Fonte http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Minori-Marinella-Colombo-agli-arresti-domiciliari_311770756671.html]

Arrestata a Castelvolturno una 25enne albanese: era l'aguzzina delle prostitute

(9 Marzo) - Era l'aguzzina delle prostitute arrivate invece in Italia con la promessa di un lavoro regolare.

La polizia di Castelvolturno, nel casertano, ha arrestato Alma Muka, albanese di anni 25, destinataria di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Napoli.
 
La donna, nel 2006, e' stata destinataria di un provvedimento cautelare insieme ad altre 39 persone, albanesi ed italiani, nell'ambito di una indagine, che, anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, svelo' l'esistenza di un'organizzazione criminale di stampo mafioso, dedita alla riduzione in schiavitu', introduzione illegale in Italia, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione in danno di ragazze provenienti dall'Est europeo.

Alma Muka aveva il compito di controllare le neofite durante l'esercizio del meretricio per verificare le loro capacita' ad avere rapporti sessuali con gli occasionali clienti, la loro "attitudine al lavoro" che costituiva il metro per la fissazione del prezzo della compravendita.

Le ragazze, reclutate in particolare in Romania e Albania, giungevano in Italia attraverso viaggi organizzati da un'agenzia specializzata di Suceava, in Romania, attraverso Ungheria e Austria, con destinazione in diverse citta' italiane, tra cui Roma, Napoli e la stessa Castelvolturno dove il sodalizio poteva contare sull'appoggio di numerosi affiliati proprio la donna, conosciuta alle forze dell'ordine come meretrice di professione e, nel 2005, non si esclude nell'ambito di regolamenti di conti tra le organizzazioni criminali albanesi che si contendono il controllo del territorio, aggredita ed accoltellata insieme a una sua connazionale.

La donna, che aveva fatto perdere le sue tracce, e' stata rintracciata nel napoletano.

[Fonte http://www.lunaset.it/politica-caserta/cronaca-caserta/36896-arrestata-a-castelvolturno-una-25enne-albanese-era-laguzzina-delle-prostitute.html]

Donna uccide i suoi tre figli a coltellate

Roma - Un’altra vicenda legata a motivi di separazione. Una donna nata in California Theresa Riggi, 47 anni, ha ucciso i suoi tre figli, due gemellini di otto anni e la sorellina più piccola di cinque. E’ successo ad Edimburgo. Dopo un’esplosione di gas in un appartamento ha trovare i corpi dei bambini con diverse coltellate in vari punti del corpo. Quella che sembrava un incidente causato per fuga di gas, si è rivelato invece un macabro omicidio. 

All’origine dell’accaduto c’è la storia di separazione dei coniugi. La  donna era terrorizzata dal fatto che gli venissero tolti i bambini, infatti in una ultima telefonata col marito, che gli aveva rivelato l’intenzione di portare via i bambini, la risposta della donna è stata fredda e decisa: “Di loro addio”. Un avvertimento, che la donna poi ha messo in atto con la morte dei tre bambini. La donna sarà processata nel prossimo 26 aprile.   
Fonte  http://www.quotidianoitalia.it/index.php/component/content/article/1-prima-pagina/14041-donna-uccide-i-suoi-tre-figli-a-coltellate]

martedì 8 marzo 2011

La separazione, il diritto di visita e lo stupro delle relazioni

Qualcuno salterà su come indiavolato se dico che ci hanno indotto a credere che lo stupro possa avere vittime esclusivamente femminili. 

Invece anche un uomo può essere violentato, da un uomo, da una donna o da un intero Sistema. 

Il punto è un altro: se è valido il terribile dramma di un corpo violato, è impossibile non accettare che possa essere valido il dramma di un equilibrio psico-emotivo violato ancora più del corpo.

La differenza è questa: lo stupro fisico è limitato nel tempo, il picco di violenza è relativamente breve. Però le conseguenze nell'equilibrio di una donna violata impiegano anni a sparire, possono anche non sparire mai.

Lo stupro delle relazioni dura tutta la vita; oltre alle conseguenze psico-emotive è lo stesso picco di violenza a non finire mai.

Per un padre separato comincia ancora prima di andare in tribunale, quando il mio avvocato mi dice che ho poche speranze di vedere i figli con assiduità: l'importante è che io paghi, poi a crescerli ci penserà qualcun altro.

Il picco si rinnova ogni giorno, in uno stillicidio di fatti apparentemente scollegati tra loro:
  • quando mi concedono il "diritto di visita" due domeniche al mese,
  • quando li riporto con un quarto d'ora di ritardo e trovo i Carabinieri,
  • quando saltano gli incontri per un certificato medico fasullo,
  • quando arriva l’SMS “domani non venire, abbiamo da fare”,
  • quando suono a quel citofono e non risponde nessuno,
  • quando non me li passa al telefono,
  • quando spegne apposta il cellulare,
  • quando vado a scuola e le maestre mi trattano con diffidenza,
  • quando mi ritrovo accusato di schifezze mai fatte,
  • quando la madre scappa senza motivo in un centro antiviolenza,
  • quando un'assistente sociale di 25 anni decide se sono capace a fare il padre,
  • quando mi nascondono la data della recita scolastica,
  • quando i miei figli chiamano "papà" l'ultimo arrivato,
  • quando non ho una casa dove portare i bambini, 
  • quando devo vedere i miei figli in incontri protetti,
  • quando gli incontri protetti saltano perché non ci sono locali adatti o il personale è impegnato altrove,
  • quando sbatto contro l'incompetenza di chi dice "dovreste trovare un accordo",
  • quando lei tenta di mandarmi in galera con false accuse e se provo a difendermi siamo “conflittuali”, al plurale,
  • quando l'unica cosa che mi rimane sono le foto perchè la madre è scappata all'estero,
  • quando chiedo aiuto alle istituzioni e tutti allargano le braccia, 
  • quando sporgo denuncia e per mesi non si muove nessuno,
  • quando è lei a farla e dopo mezz'ora mi telefonano i Carabinieri,
  • quando penso a cosa dirà ai bambini per giustificare che il papà è giusto vederlo poco,
  • quando piango la notte come un ragazzino pensando ai miei figli che non posso amare come vorrei ... 

Non serve andare avanti per ore, sappiamo tutti di cosa sto parlando. L’intero Sistema, se chiedo di occuparmi dei figli, è costruito per trattarmi da intruso, invadente, incapace, pericoloso. Sono violenze che si ripetono per anni, ogni giorno, ogni minuto. Vieni aggredito da sensazione di impotenza, disperazione, umiliazione, dall'arroganza e l'incompetenza delle persone alle quali chiedi aiuto, la forza di andare avanti sembra ogni giorno sul punto di sparire...

Dinamiche sperimentate sulla propria pelle da troppi padri, per troppi anni. 

Diamogli un nome. 
Si chiama stupro delle relazioni.  

Fonte: adiantum.it - di Fabio Nestola

Donne "CONTRO": quelle che questo 8 marzo non lo hanno festeggiato

Sono una donna eppure, questo 8 marzo, non mi sento di festeggiarlo

Non mi riconosco, oggi, da donna che ha studiato, lavorato e avuto sempre rispetto di tutti – in primis delle istituzioni di questo paese – nell’ideologia femminista che l’8 marzo intende celebrare. 

Il femminismo, per me, è fallito così come sono falliti miseramente tutti gli altri “ismi” del Novecento. Degenerando in femminismo misandrico ha dimostrato di avere doppiamente tradito la sua missione originaria: non solo non ha corretto gli gli squilibri tra uomo e donna ma addirittura è riuscito a creare un nuovo spaventoso divario tra donne di “serie A” e donne di “serie B”.


Volete sapere chi sono le donne di serie B?

Sono donne che lavorano per mantenere se stesse e i loro figli di serie B.

Sono donne che subiscono ogni giorno violenze psicologiche inaudite compiute da altre donne: soprusi, prepotenze, ricatti, false accuse, sevizie e ingiurie. Tutto solo per avere “osato” mettersi assieme ad un uomo legalmente separato o divorziato. Donne che, nella maggioranza dei casi, non hanno avuto alcuna responsabilità nel naufragio del precedente legame matrimoniale del compagno.

Donne trattate sempre come delle “estranee”… salvo quando si tratta di pretendere da loro dei soldi.
Sono donne che, quando si rivolgono ai centri antiviolenza, vengono trattate con un atteggiamento che sfiora quasi l’”incredulità”.

E ancora: sono nonne e zie che hanno cresciuto nipoti che non vedranno più.

Sono madri, compagne, seconde mogli, sorelle e in qualche caso persino figlie di uomini piegati da leggi assurde, volute e difese da coloro che, spacciandosi per paladini dei “diritti delle donne”, non si sono invece fatti alcuno scrupolo di ridurne una buona parte in schiavitù, costringendo queste ultime, di fatto, a vivere “sotto il tacco a spillo” di poche altre signore “privilegiate” che hanno trasformato un diritto (ormai obsoleto, in quanto pensato per tutelare le casalinghe degli anni ’50 e ’60) in una rendita di posizione biecamente strumentale e parassitaria.

Morale: siamo giunti ad un tragico Eva contro Eva.

Peggio di così non poteva andare.

Da parte di queste donne “di serie B” va un sentito grazie, oggi, 8 marzo, alla mentalità retrograda e fintamente buonista di “certe istituzioni” della nostra società.

Sento spesso le nostre politiche esprimersi, in televisione, all’incirca con questi termini: “…Perchè la gente vuole questo… Perchè le donne hanno bisogno di quest’altro…”.

Salvo poi non sapere niente nè dei guai che la gente patisce nè tantomeno di cosa abbiano davvero bisogno le donne. Allora dico a queste signore: avere una F (che sta per “femmina”) nella casella “sesso” della carta di identità intanto non vi delega a parlare a nome di “TUTTE” le donne.

Io per prima non mi sento rappresentata da VOI o da chiunque difenda le donne “a prescindere” perchè le donne innanzitutto sono PERSONE e, come tali, possono essere persone buone o cattive, oneste o disoneste, razionali o psicolabili, pacifiche o violente, sincere o bugiarde, coraggiose o vili, coerenti o manipolatrici, educate o bifolche, generose o arraffone… e così via.

Sono anche contraria alle “QUOTE ROSA”.

Le trovo offensive perchè preferirei parlare di “QUOTE DI INTELLIGENZA”. Mi piacerebbe, un giorno, dare il mio voto a delle “PORTATRICI SANE DI CERVELLO”, in modo da privilegiare l’”organo giusto”, se proprio deve essere conditio sine qua non identificare la parte con il tutto.

Se una donna non ha i requisiti necessari, semplicemente, non deve occupare una data posizione “solo perchè donna”. Lo stesso dovrebbe valere per qualsiasi “incapace raccomandato” uomo.

Come donna io mi sento rappresentata SOLO e SOLTANTO da chi è in grado di svolgere con competenza e sensibilità il proprio lavoro. Poi, che si tratti di un uomo, di una donna, di un gay… o di un alieno sbarcato da Sirio… poco me ne importa.

Soprattutto oggi, 8 marzo, non mi sento rappresentata da quel manipolo di nerborute femministe che, da vari pulpiti, non fanno altro che predicare la violenza, la vendetta, l’offesa, la prepotenza… in nome di una squallida difesa di genere spacciata per “democratica” – DEMOCRATICA? Ma se a nessuno è consentito esprimere un parere diverso! – la quale poi, sotto sotto, serve solo da paravento a ben più prosaici e miserabili obiettivi che fanno capo ad un unico concetto: “l’annientamento sistematico del genere maschile”.
Oggi, 8 marzo, guardo indietro nel tempo, con una certa malinconia.

E penso alle donne della mia famiglia, a quelle donne che mi hanno preceduta, di generazione in generazione, donne dalle quali ho appreso i principi che hanno fatto di me la persona che sono.

Se ci rifletto, nessuna di loro ha avuto un matrimonio felice: chi per un motivo, chi per un altro.

Eppure in esse, nonostante le varie vicissitudini della vita (separazioni, abbandoni, divorzi, dissesti finanziari, etc.) non ho mai ravvisato nemmeno un briciolo dell’avidità, del sadismo, della miserabile e spietata volontà di fare del male ai loro “imperfetti” compagni, questi vituperati maschi così pieni di difetti, cosa che invece vedo spesso nelle boriose donne d’oggi.

Anzi, non ho mai visto, prima d’ora, nelle mie “simili” così tanta, efferata e spregiudicata CATTIVERIA.
Tante, troppe donne pensano che il matrimonio sia solo “una bella festa” (e non un rito – religioso o civile che sia – di cui avere profondo rispetto); altre pensano che sia una sorta di patentino per fare le “false invalide” a vita, diciamo così… In pratica, un lasciapassare per diventare delle “baby pensionate” di lusso, visto che, l’essere state sposate per soli 5 giorni o 5 mesi, per i nostri esimi Soloni, dà gli stessi diritti che esserlo state per 50 anni.

Ma dico: le ex mogli “per bene”, che davvero hanno sacrificato decenni di vita ai loro matrimoni, dovrebbero essere le prime a ribellarsi a questa vergogna!!! Eppure, non ho mai visto queste signore scendere in piazza per rivendicare la loro DIGNITA’.

Oggi, 8 marzo, vedo intorno a me tradimenti, comportamenti disinvolti, capricci, isterismi, immaturità di stampo adolescenziale, egocentrismi malati, pretese assurde… vedo avanzare un piccolo ma spaventoso esercito di “torturatrici con il bollino blu” rese ancora più aggressive e spavalde dall’evidente “lassismo” di uno stato di diritto che è conciato peggio di una palude!

Ed è risaputo, nella palude gli unici a nuotare con agilità sono gli alligatori…

Oggi, 8 marzo, vedo i diritti “fintamente tutelati” dei minori utilizzati come squallido alibi per dare corpo ad una strisciante guerra di genere. Tanti, troppi figli vengono messi al mondo con leggerezza e usati come una “pistola puntata alla tempia” dei loro padri. Tanti, troppi figli vengono distrutti psicologicamente con la tecnica del “lavaggio del cervello” e nessuno sembra comprendere che i bambini manipolati di oggi saranno gli adulti psicotici, spostati e depressi di domani.

Oggi, 8 marzo, mi chiedo dove stiano volgendo lo sguardo le nostre politiche donne, le nostre giudici donne, le nostre avvocatesse, le nostre poliziotte e le nostre carabiniere; dove le assistenti sociali e le psicologhe.
Oggi, 8 marzo, mi domando su quali riforme stia meditando il Ministro delle Pari Opportunità On. Carfagna e quali pensieri agitino la mente della Sottosegretaria alla Giustizia On. Casellati.

Ma soprattutto oggi, 8 marzo, mi domando come facciano a guardarsi ancora nello specchio certe donne con la coscienza nera come la pece.

Adriana Tisselli

[ Movimento femminile per la parità genitoriale ]
(http://www.facebook.com/home.php?sk=group_189931427704480)
AREA DISCUSSIONI DEL GRUPPO “MOVIMENTO FEMMINILE PARITA’ GENITORIALE”
http://www.facebook.com/topic.php?uid=237224187181&topic=15460

[Fonte http://www.ilfemminismo.it/the_archives/sono-una-donna-eppure-questo-8-marzo-non-mi-sento-di-festeggiarlo/]

venerdì 4 marzo 2011

Appello al Governo del Comitato Giustizia: giudici impunibili, una emergenza democratica

Signor Presidente del Consiglio, ormai non passa giorno che noi cittadini non veniamo colpiti da notizie inerenti una gestione della giustizia che ci lascia inorriditi. Solo nell'ultima settimana apprendiamo di Antonio Ferraro assolto dopo quattro anni di galera, di Mercadante assolto dopo 6 anni di galera, di un tal Riccardo condannato a 18 mesi per aver scritto su Facebook 6 parole contro un giudice, e poi apprendiamo che dei delinquenti che hanno partecipato all'incendio di Roma o all'assedio di Arcore sono liberi come l'aria, della bombarola che lanciò il candelotto addosso a Bonanni di cui non si fa parola, delle intimidazioni a giornali e giornalisti scomodi, di un magistrato che mobilita la DIGOS contro i lettori di un giornale on-line, che la minorenne violata e mercificata non era minorenne e poi infine l'ultima goccia: 

DOPO 27 ANNI I GIORNALISTI CHE RACCONTARONO L'INFAMIA MONDIALE DELLO SCANDALO TORTORA CONDANNATI A PAGARE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO DI DANNI !
 
Non basta che per quell' immane obrobrio giudiziario, che portò in carcere centinaia di innocenti oltre a Tortora, nessuno abbia mai pagato. Ma che ancora oggi vediamo anche dei giornalisti colpiti per aver fatto il loro lavoro NON E' TOLLERABILE.
 
Signor Presidente del Consiglio chiediamo che prima di ogni altra cosa venga riformata la Legge 117/88 ( Altrimenti nota come Legge Vassalli o Legge Scandalo) in modo che IL MAGISTRATO CHE SBAGLIA PAGHI DI PERSONA E RISARCISCA IL DANNO CAGIONATO.
 
Ciò che vale per tutti i cittadini Italiani deve valere anche per i magistrati. I quali non sono avulsi da quella che è la società civile.

Anche se quanto succede sembra dimostrare esattamente il contrario.
 
Non riusciamo a capire come possa ancora esistere una legge che impedisce al cittadino di chiamare in giudizio colui il quale, nell'esercizio delle sue funzioni, lo ha danneggiato per dolo o colpa.

Vorremmo qui ricordare che la legge Vassalli eludendo intenzionalmente la volontà espressa dalla Sovranità Popolare col referendum del 1987, fece ricadere gli errori commessi dal magistrato sullo Stato e non sui giudici chiamando addirittura a risarcimento lo strato meno abbiente della cittadinanza Italiana (cfr. Art.18- L.117/88 : ..."al capitolo 6856 dello stato di previsione del ministero del tesoro per l’anno 1988, utilizzando parzialmente l’accantonamento previsto alla voce “revisione della normativa in materia di patrocinio gratuito").
 
Vorremmo qui ricordare che per tutti i cittadini Italiani  vale il principio della responsabilità civile e del risarcimento del danno in qualsiasi modo ed a qualsiasi titolo cagionato. Tale principio è regolato dai seguenti articoli di Legge:
articoli 1218 e 1223 del codice civile  (la responsabilità contrattuale),
articoli 1337 e 1338 del codice civile (la responsabilità precontrattuale),
articoli dal 2043 (la responsabilità extracontrattuale o aquiliana o da fatto illecito) al 2059   del codice civile (diffuse ipotesi di responsabilità civile e i relativi danni).

La svolta si è avuta allorchè la giurisprudenza  ha cominciato a riconoscere e liquidare il risarcimento dei danni non solo in forza delle disposizioni del Codice e delle “leggi ordinarie”, ma anche in virtù dell'Art.2 della  Costituzione e dei suoi principi fondamentali (lesione di valori della persona umana costituzionalmente protetti) e dell'Art.3 della stessa Costituzione della Repubblica !

VORREMO QUI RICORDARE CHE A TALE LEGGE SI SOTTRAE IL MAGISTRATO.
 
Ebbene Signor Presidente Berlusconi i cittadini Italiani ne hanno abbastanza di questa situazione anomala e senza eguali nel mondo.

Dopo 4 milioni di errori giudiziari di cui 200.000 solo negli ultimi 5 anni, dopo i le centinaia di suicidi in carcere (e fuori) a causa di malagiustizia, dopo la devastazione sociale dovuta alla lentezza dei processi e alla inveterata incertezza della pena nonchè al perdonismo generalizzato nei confronti di ladri, pazzi criminali, occupatori abusivi, squatters e spacciatori CREDIAMO DI AVERE PIENO DIRITTO A RIVENDICARE CHE UN TALE STATO DI IMPUNITA' NECESSITI DI UNA URGENTISSIMA REGOLAZIONE CHE DEVE GIUNGERE DALLA POLITICA.
 
Non possiamo ulteriormente tollerare di essere gravissimamente danneggiati economicamente e moralmente e di non avere alcuna possibilità di rivalsa risarcitoria in forza di una legge (L.117/88) nata - questa si ! -  a esclusiva protezione dei magistrati. Ed approvata sebbene acclaratamente incostituzionale ed in contrasto col diritto Europeo che, al contrario, rileva ed afferma una difformità sostanziale con il Trattato CEE, in una norma nazionale che:

- esclude la responsabilità in relazione alla attività di interpretazione delle norme di diritto e di  valutazione del fatto e delle prove rese nell’ambito della attività giudiziaria;
- limita la responsabilità dello Stato ai soli casi di dolo o colpa grave del giudice.

Certi che nessuno meglio di Lei, Signor Presidente del Consiglio, possa capire le nostre istanze, la esortiamo a volersi pienamente attivare per risolvere quella che è emergenza sociale ma che è diventata anche un'emergenza democratica.

Fonte: adiantum.it

mercoledì 2 marzo 2011

Affidamento ad entrambi i genitori e mantenimento diretto. La disapplicazione della legge

Famiglia e individuo di Claudia Moretti   (01/05/2009)


Sono ormai tre anni (adesso 5 ndr) che in Italia abbiamo una legge che prevede, in caso di separazione dei coniugi (o comunque di separazione di fatto dei genitori non sposati), i figli minorenni vengano affidati "ad entrambi i genitori", salvi i casi eccezionali di affidamento condiviso.


Che vuol dire? Vuol dire che il minore non ha piu', come da sempre aveva, un genitore (tendenzialmente la madre) con cui convive e l'altro che "visita" ad orari prestabiliti in giorni predeterminati. La legge n. 54/2006, dopo anni di elaborazione, sposa infatti la linea della integrale bigenitorialita', secondo cui non vi e' un genitore che ha compiti, diritti, doveri o responsabilita' maggiori, sul presupposto che nessuno dei due puo' sottrarsi al rapporto, anche quotidiano con i propri figli. 

L'obbiettivo e' interesse del minore al rapporto con entrambi, padre e madre appunto, ed ha spinto il legislatore a ristabilire l'equita' dei ruoli fra madre e padre, non solo in merito ai tempi di frequentazione degli stessi, ma anche in merito agli oneri relativi al mantenimento. Se fino al 2006 era scontato che al genitore affidatario (solitamente la madre) spettasse un assegno di mantenimento per la cura dei figli con lei conviventi, dopo e secondo tale novella l'assegno non ha piu' ragione di essere: entrambi possono e devono provvedervi direttamente e personalmente.


La scelta e' senza dubbio rivoluzionaria in un Paese dove ancora la figura femminile e' quella di riferimento nella crescita dei figli, nonche' il genitore su cui alla fine ricade l'onere e l'onore del rapporto genitoriale. Ed e' innegabile che, in un quadro sociale e culturale simile, l'assegno di mantenimento ha assolto la meritevole funzione di tutela della madre -e dei figli- nei confronti dell'eventuale disinteresse o comunque della minor auto-responsabilizzazione del padre nei confronti della prole.


Per molti padri l'assegno ha costituito un alibi per abdicare al proprio ruolo di protagonista nel rapporto con i figli, una liquidazione in denaro del tempo, delle attenzioni e della cura materiale derivanti dall'essere genitore. Per molti altri, ed e' questo il motore che ha favorito se non determinato la novella legislativa, invece, cio' ha costituito indirettamente una ingiusta privazione di un proprio ruolo, del quale, loro malgrado, sono stati esautorati.


La scelta del mantenimento diretto a carico di entrambi i genitori non ha invero ragioni solo contabili, ossia tradurre in termini monetari la tendenziale uguaglianza di tempi e costi relativi alla frequentazione dei figli per ciascuno dei due, ma trova la sua ragione primaria nello stabilire le modalita' dell'adempimento dell'obbligo diretto di cura e assistenza morale materiale, educazione, istruzione, gia' previsti dal codice civile. In altre parole, fra comprare personalmente un libro, un vestito, pagare una gita scolastica o una visita medica, e rimborsare l'altro genitore a fine o a inizio mese, si e' deciso (salve deroghe) che l'obbligo genitoriale si compia adeguatamente nel primo modo, e solo in via residuale ed eccezionale nel secondo.


Cio' che e' stato cosi' stabilito in via legislativa, tuttavia, e' pressoche' costantemente disatteso nelle aule di tribunale.


Ad oggi sono rare le pronunce che osservano il precetto normativo assegnando a ciascun genitore il ruolo primario di protagonista nel rapporto con i figli, senza deleghe all'altro in cambio di assegno di mantenimento.


Cio' puo' esser il sintomo di una societa' che ancora tarda a riconoscere l'uguaglianza dell'uomo e della donna in relazione alla crescita dei figli, e che ancora mostra diffidenza verso una certa categoria di padri che fino a ieri era ben lieta di delegare alla madre la cura diretta dei propri figli. Potrebbe tuttavia anche essere il sintomo di un qualcosa di piu', ossia di un tarlo intrinseco alla legge n.54. La bigenitorialita' attiva, come pensata e disposta dal legislatore, impone una pari suddivisione del tempo di frequentazione dei singoli genitori con i figli, e non solo. Presuppone due nuclei attorno ai quali si svolga la vita del minore, due luoghi ove si realizza la sua personalita', in termini di istruzione, di socializzazione, di svolgimento di attivita' ludiche o sportive, ecc... insomma due "case", parimenti "casa". Cio' non solo e' raramente possibile da un punto di vista pratico, ma rischia, se non gestito ad arte, di costituire per il minore stesso un handicap, un limite nella crescita, per lo sballottamento al quale e' cosi' sottoposto.


Forse anche questo spinge i giudici investiti delle decisioni in materia di affidamento condiviso ad optare per un regime di "affidamento ad entrambi i genitori" con domiciliazione presso l'uno col diritto-dovere di visita per l'altro, con a carico l'assegno di mantenimento per quest'ultimo.

Il che', si capisce, rende la legge n.54 lettera morta.


[Fonte http://avvertenze.aduc.it/famiglia/affidamento+entrambi+genitori+mantenimento+diretto_15620.php]

Il femminismo radicale trenta anni dopo: cancro dell'Occidente in metastasi avanzata



Seguito di:
Veronesi: "l'umanità sarà bisessuale" (inserito il 20.08.2007)
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=2052

e di:

1) INGEGNERIA SOCIALE (inserito il 21.10.2007)
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=3241

2) FEMMINISMO E "NUOVO ORDINE MONDIALE" (inserito il 3.11.2007)
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=3506

3) RADICAL FEMMINISMO: CANCRO DELL'OCCIDENTE IN METASTASI AVANZATA
3.1) Quando si trovano davanti a un topo le donne diventano più stupide di quello che sono
3.2) Incredibile ma vero!
3.3) L'ideologia femminista: famiglia allo sfascio e marito (divorziato) uso-bancomat
3.4) "Ostruzionismo maschilista"
3.5) Dati sulla violenza alle donne ARTEFATTI AD HOC dalla propaganda femminista
3.6) Stupri veri, stupri falsi e altri orrori
3.7) Violenza femminile: "Eppur si vede"
3.8) Empowerment della donna a tutti i costi
3.9) Censura e Novello MINCULPOP già in funzione
3.10) Il Ministero delle "Pari" Opportunità



3.1) Quando si trovano davanti a un topo le donne diventano più stupide di quello che sono

Qualcuno è rimasto forse SCIOCCATO e SCANDALIZZATO dalla frase che compone il titolo del paragrafo? E' forse per la chiara denigrazione all'intelligenza di un intero genere, PERDIPIU' di quello femminile? Tranquillizzatevi, signore e signorine appartenenti all'intoccabile "genere-superiore-vittima-di-tutto-e-di-sempre"; calmatevi maschi pentiti, pur se i marroni ormai li avete sacrificati sull'altare del SACRO VERBO femminista.

La frase originale VERA, parafrasata nel titolo, non è altro che quella tratta da un articolo sul "Messaggero.it" del 19.11.2007 (non firmata) che suonava in realtà così:
"Quando si trovano davanti ad una donna bionda, GLI UOMINI DIVENTANO PIU' STUPIDI DI QUELLO CHE SONO..."

Praticamente, come potete vedere, è nella canonica forma "politically correct", con la consueta denigrazione gratuita e faceta dell'uomo (fosse una donna sarebbe considerata VILIPENDIO!) quindi con imprimatur di femministe e femministi.
Facile indovinare che l'Autore sia in realtà un'Autrice. Probabilmente una delle tante femministe che pullulano nelle redazioni giornalistiche, sempre pronte a sparare battute irridenti e sarcastiche antimaschili, poichè ormai è questo il gioco divenuto alla moda presso le "gentili" appartenenti al sesso (auto) divinizzato.

Che cosa sarebbe successo di fronte ad un reale articolo, del tenore di quello parafrasato nel titolo di questo paragrafo? Facile indovinare: sarebbe caduto il cielo (anzi, solo l'altra metà, più i maschi pentiti) con fiaccolate di femministe, interrogazioni parlamentari, dibattiti televisivi con direttori e conduttori tuonanti per la neutralizzazione del bieco SACRILEGO maschilista, colpevole di vilipendio alla DIVINITA'.
Poichè UN CONTO è sparlare e ridicolizzare l'intero genere maschile (nonni, padri, mariti,
studenti maschi, "bamboccioni") come si fa ad ogni ora del giorno e della notte, in ogni articolo, film o spot pubblicitario o barzelletta (e in tal caso CIO' E' CONSIDERATO SOLO PALESE E "SANA" ESPRESSIONE DI UMORISMO"); UN ALTRO CONTO è invece se una battuta tocchi minimamente una donna (alla faccia delle "pari" opportunità!).

Immaginate uno spot pubblicitario con protagonisti a PARTI INVERTITE rispetto a ciò che COSTITUISCE L'ATTUALE CONSUETUDINE proposta a getto continuo dalla tv. Per esempio, con uno spot in cui lui scalcia lei violentemente nelle caviglie perchè lei gli ha toccato la macchina, appannandone la carrozzeria; o con lei che cade come un'imbranata a terra dopo aver creduto che le attenzioni rivoltele dal gruppo di maschi fossero per lei, anzichè per il telefonino! O lui che pulisce il viso di lei perchè regolarmente si sbrodola col gelato, oppure con lei sempre nella parte dell'imbranata che ha bisogno di lui! O con lui che trascina lei al guinzaglio facendola strisciare a terra, per far vedere meglio le scarpe di lui e la scritta: "scarpe superiori per il sesso superiore"; o, trascinandola sempre al guinzaglio, si segga tranquillamente fra gli ospiti della moglie di Maurizio Costanzo (nell'ora di maggiore visione, con adolescenti passibili di subire turbamenti ad uno "spettacolo" del genere!)

No, senz'altro in quei casi sarebbe intervenuto il Ministero delle (cosiddette) Pari Opportunità, il quale, naturalmente, non ammette che si parli a pregiudizio (o addirittura INVANO) del genere femminile: di quello maschile non c'è problema: avanti a ruota libera, così come sempre fatto!
Nel caso di attacco alla donna non si parlerebbe più di "umorismo", ma di "oltraggio" e "violenza implicita" dei maschi stupidi e violenti contro il genere femminile. Guai "toccare" la donna femminista: sempre più brava, sempre più intelligente, sempre più vicina alla perfezione, sempre più pura, sempre più vicina alla divinità! E sempre più appoggiata da quel CANCRO in metastasi ormai avanzatissima dell'intero Occidente che si chiama "politically correct"!

Di chiunque sia l'articolo in questione, la battuta sul "Messaggero.it", quella si, appare invero indiscutibilmente MOLTO STUPIDA anche a me che appartengo al "sesso inferiore" e si poteva evitare (anche se ormai ne circolano a bizzeffe sullo stesso genere e le giornaliste femministe sono impegnate in una GAIA gara a chi fornisca la denigrazione, l'epiteto e lo sbeffeggiamento del maschile più originali).

Il mio è un invito per certe giornaliste a comportarsi meno sfacciatamente (anzi, MENO STUPIDAMENTE) e a meditare, ogni tanto, sul fatto che SENZA QUELLA "STUPIDITA' "
MASCHILE, in ufficio ci andrebbero A PIEDI E SCALZE, e l'ufficio sarebbe UNA CAVERNA!

Questo solo per introdurre il paragrafo successivo, che poi è sullo stesso tema.


3.2 Incredibile ma vero!

  a Da un articolo di Guglielmo Piombini sul "Domenicale" del 28.07.2007 [NOTA 1] si rilevano le parole della femminista americana Ellen Willis che, nel 1981, così si espresse: "Il femminismo non riguarda solo una questione o un gruppo di questioni, ma è all'avanguardia di una rivoluzione dei valori culturali e morali. L'obiettivo di ogni riforma femminista, dalla LEGALIZZAZIONE DELL'ABORTO alla PROMOZIONE DEGLI ASILI-NIDO PUBBLICI, è quello di DEMOLIRE i valori della famiglia tradizionale."
Parallelamente, ma dal fronte opposto, l'antifemminista Date O'Leary (più volte citata al Cap. 2 [NOTA 2]) afferma che il nucleo fondamentale dell'ideologia femminista risiede nel marxismo-leninismo, con la sola variante per cui la lotta di classe è spostata dai temi economico-politici a quelli relativi alla liberazione sessuale, intesa nel senso anche dell'ABOLIZIONE DI OGNI PRECISA IDENTITA' SESSUALE ("ideologia di genere"). Oltre ciò, rimangono gli altri punti di forza ideologici: il materialismo, la critica della società occidentale e borghese, la lotta al Cristianesimo e all'autorità maschile fino all'eliminazione dell'avversario, impiegando ogni mezzo possibile, lecito e ILLECITO.

La contrapposizione fra l'Occidente e il socialismo reale del Blocco Sovietico, si era concretizzata attraverso una "guerra fredda" che, per decenni, aveva tenuto con il fiato sospeso il mondo per ciò che una escalation "calda" avrebbe potuto causare. Il braccio di ferro, tenace, costosissimo, alfine ha visto l'Occidente far prevalere quelli che sono (che dovrebbero essere ancora: vedere legittimi dubbi espressi al Cap.2) i suoi valori di riferimento, fra cui la difesa della Democrazia e dei Diritti dell'Uomo.
La perdita di credibilità ideologica del comunismo ha fatto abbassare la guardia verso certe teorie economiche e sociali (e ideologie) ritenute forse troppo sbrigativamente non più in grado di nuocere, perchè circoscritte ormai, in Occidente, entro gruppi di minoranza portatori di istanze a sostegno di malcontenti politici e sociali, fra cui quello che spinge a rivendicare i diritti delle donne.

Pochi però si sono accorti (o fanno finta di non accorgersene) che questa campagna PERENNE in "difesa dei diritti delle donne" si è trasformata, lentamente, silenziosamente, subdolamente, in una delle più gravi minacce alle società occidentali fondate sullo Stato di Diritto e ai loro valori etici e morali. Tale campagna è ancora più efficace poichè gode del pieno sostegno (vedi ancora Cap. 2) delle agenzie internazionali (ONU, UE, OMS) giunte ad essere completamente asservite all' "ideologia di genere". Ideologia che altro non è che l'evoluzione delle teorie engeliane, mai abbandonate dalle femministe pronipoti dei fondatori del socialismo reale e il cui scopo è tutto, TRANNE CHE LA VOLONTA' DI RAGGIUNGERE LA PARITA' GIURIDICA FRA UOMO E DONNA E LA GIUSTIZIA SOCIALE.

Tale ideologia si prefigge infatti i seguenti scopi:
- Sostenere fortemente le campagne mondiali di denatalizzazione: aborto, sterilizzazione, (ufficialmente per "salvare la dea-madre Gaia") e più violente sono le campagne, meglio è (V. par. 2.1 e 2.5).
- Diffondere in ogni nazione le campagne di sessualizzazione, ossia di istigazione alla promiscuità sessuale (V. par. 1.2, 1.3, 1.4: caso Germania, Europa, Toscana) per plagiare e condizionare i cervelli giovani e ricettivi dei bambini già a partire dagli asili nido e scuole statali.
- Demonizzare il maschile, per distruggere il concetto stesso di famiglia monogamica, eterosessuale stabile e le basi dei principi etici e morali, compreso il cristianesimo, in quanto simbolo della famiglia patriarcale e avverso alle derive etiche e all'aborto.
- Incentivare le nuove biotecnologie per affrancare le donne dalla maternità, permettendo loro, per esempio, di partorire fuori dell'utero e "liberarsi" delle mestruazioni "INCONGRUI, NOIOSI, SUPERATI limiti biologici IMPOSTI DALLA NATURA ad un intero genere."!
- Promuovere a tutto spiano (attraverso giornali, film, Ministero Pari Opportunità, reality shows, spot pubblicitari, intrattenimenti vari, esibizioni televisive di maschi pentiti in programmi con direttori e conduttori asserviti all'ideologia) l' EMPOWERMENT FEMMINILE
per spingere ad una femminizzazione forzata della società e arrivare ad un teorico, improbabile "matriarcato", già in partenza chiaramente inadatto (al di là delle ideologie) a proporsi come in grado di spingere alla ricerca di nuove frontiere di progresso generale, se non altro per l'istinto naturale del genere femminile alla conservazione, e per l'assenza di creatività "spinta" (cioè legata alle caratteristiche archetipiche maschili, quelle che spingendo sempre verso nuove frontiere hanno fatto uscire l'umanità dalle caverne e inventato l'arte e l'aeroplano).

I caratteri di questa società, utopica, eppure incredibilmente in fieri, appaiono subdoli e inquietanti al punto da poter parlare ormai di una NUOVA FORMA DI TOTALITARISMO (Vedi Alessandra Nucci: par. 3.2).
L'INCREDIBILE (E PUR VERO) risiede dunque nel fatto che quella che si riteneva una storia superata (lo scontro di classe) si riproponga con una guerra dei generi (con la donna al posto dei lavoratori come "genere oppresso") che sta intossicando e indebolendo (socialmente e culturalmente) tutto l'Occidente che, pure, era riuscito, a prezzo di miliardi di dollari a resistere al braccio di ferro con l'URSS muovendo missili, sottomarini, portaerei d'attacco ed eserciti sugli scacchieri di tutto il mondo.!

Questa guerra ideologica è ormai un dato di fatto assodato e non visto solo da CHI NON VUOL VEDERE. Per chi invece volesse finalmente smettere di giudicare con il cervello abbagliato dalla propaganda radical-femminista (vedi maschi pentiti e femministe in buona fede) apparirebbe ben radicato nel tessuto delle società occidentali. Questa propaganda è riuscita a plagiare i cervelli di milioni di donne e uomini al punto da renderli ormai INCAPACI DI FERMARSI UN ATTIMO A RIFLETTERE E RAGIONARE.
Ragionare se non altro per arrivare a capire che l'appoggio (anche tacito) all'ideologia "di genere" non ha innescato altro se non una gravissima crisi nel tessuto intimo connettivo della stessa società basata sulla famiglia monogamica, promuovendo al suo posto la banalizzazione della promiscuità sessuale mediante sessualizzazione forzata già negli asili nido di Stato (vedi Germania e Nord Europa) e il suo indebolimento morale (con l'istigazione ad ogni deriva morale ed etica). Inoltre, proponendosi per il minamento della sua cultura , con il rinnegamento e la "riscritturazione" ad hoc della sua Storia millenaria.
Infine, attuando spietatamente un genocidio senza precedenti nella storia umana, con l'appoggio alla diffusione massiccia delle campagne mondiali abortiste e di sterilizzazione di massa appoggiate dalle grandi agenzie come l'ONU, l'OMS l'UE e persino l'UNICEF, al prezzo di milioni di dollari ed euro.
Campagne che rendono operativi programmi e metodi per l'eliminazione di decine di milioni di vite nel grembo materno (per il cui impiego è richiesta sempre maggiore libertà d'azione e abolizione di vincoli) e pianificate per aumentarne l'efficienza, proprio come si promuoveva, un tempo, l'efficienza dei forni crematori della "soluzione finale".
Una vergogna di fronte all'umanità intera e alla sua Storia. E un impegno di capitali e iniziative attivato AL DI FUORI DI OGNI REGOLA DEMOCRATICA, imposto dall'alto dai pianificatori del "nuovo ordine mondiale" e senza pubblicizzare la cosa, gestita e portata avanti subdolamente DA UNA MINORANZA TUTT'ALTRO CHE RAPPRESENTATIVA, a scapito di una maggioranza tenuta all'oscuro di tutto con la vergognosa COMPLICITA' DEI MEDIA E DELL'IGNAVIA DEI POLITICI.


3.3 L'ideologia femminista: famiglia allo sfascio e (ex) marito uso-bancomat


Ciò che le ideologie del femminismo radicale vogliono ottenere (plagiando milioni di donne in buona fede) è bene espresso dalle parole dell'ex femminista Alessandra Nucci (già apparse nei par. 2.2 e 2.7, e qui in parte riproposte ). [NOTA 3]
L' ideologia di genere che le burocrazie e le agenzie internazionali legate alle Nazioni Unite STANNO TENTANDO DI IMPORRE IN OGNI SEDE, è alla base del tentativo femminista di imporre un condizionamento sulle donne, "col pretesto di RENDERLE UGUALI AGLI UOMINI orientando (cioè manipolando) i gusti, con le pressioni culturali e l'educazione, nell'illusione di riuscire a creare una nuova natura umana, LIBERA DI SCEGLIERE FRA ORIENTAMENTI SESSUALI DIVERSI e, soprattutto, LIBERA DI NON RIPRODURSI. Ciò comporta l'incoraggiamento di nuovi stereotipi, INCULCATI CON L'EDUCAZIONE A SCUOLA e con le immagini dei media, in cui la donna è conformata a un modello per il quale la carriera e il lavoro fuori casa NON SONO UNA SCELTA, ma L'ESIGENZA UNICA per realizzarsi nella vita. L'uomo non è più tanto da eguagliare quanto DA SOPPIANTARE, e LA MATERNITA' DIVENTA UN'OPZIONE RESIDUALE DI SECOND'ORDINE.
La meta a cui puntano i movimenti femministi è un via libero planetario alla diffusione delle pratiche di pianificazione familiare (definita dalla Nucci IMPERIALISMO CONTRACCETTIVO) alla banalizzazione della promiscuità sessuale, all'universalizzazione dell'aborto libero e gratuito, a una RIDEFINIZIONE DELLA NATURA UMANA che annulli la famiglia annegandola nel mare dei generi intercambiabili."

Che cosa tale ideologia sia riuscita a causare nella nostra società è espresso chiaramente da un'altra donna "contro"(contro la vulgata femminista): Elvira Ficarra, Presidente del GESEF (Genitori Separati con Figli) Osservatorio sulle famiglie separate, che, sulla rivista Tempi, in occasione della discussione del progetto di legge sull'Affido condiviso (diretta alle onorevoli Katia Canotti e Marisa Bolognesi - DS Ulivo -, Tiziana Valpiana - Rif. Comunista) così si espresse:
".....Le donne, ETERNE VITTIME e incapaci di provvedere a sè stesse, avrebbero comunque bisogno di una speciale protezione, da parte maschile ieri, da parte delle istituzioni e del 'branco rosa burocratizzato' oggi...La dottrina neofemminista della 'differenza' che si è sostituita all'ideologia maschilista predica ancora la maternità come status sociale primario simbiotico, compensativo. Ma, e qui sta la novità, anche come un DIRITTO E UN POTERE e, nel prevedibile caso di separazione/divorzio, come inesauribile carta di credito PER GARANTIRSI UN VITALIZIO A CARICO DEL MARITO-BANCOMAT E DELLO STATO.
Le donne fanno un uso spudorato della protezione accordata e dei vantaggi connessi, ma non ringraziano. Sanno benissimo che il VITTIMISMO è un potere ricattatorio formidabile, perchè occulto ed inattaccabile e non nutrono alcun rispetto verso chi glielo cuce addosso PER ARRAFFARE UN POTERE MANIFESTO. Sono del tutto consapevoli che quelli di cui godono non sono diritti e pari opportunità conquistati lealmente. Ma PRIVILEGI, OTTENUTI MISTIFICANDO LA REALTA' e sbaragliando il 'NEMICO' - L'INTERO GENERE MASCHILE, con un'annosa campagna di demonizzazione e criminalizzazione spietata. A COLPI DI LEGGI, NORMATIVE, GIURISPRUDENZA ANTICOSTITUZIONALE che calpestano sistematicamente i diritti altrui...
Per questo non si fidano della sorellanza rappresentativa. Ed infatti non votano per le altre donne, come dimostrato nelle elezioni, nonostante le QUOTE ROSA IMPOSTE PER LEGGE ed una massiccia e costosa (a spese dei contribuenti) campagna istituzionale a favore delle candidature femminili. Il motivo è molto semplice. STANNO AFFIORANDO GLI EFFETTI DELLA ULTRADECENNALE CAMPAGNA 'ANTI-MASCHILE' che mettono in difficoltà proprio le donne, supposte beneficiarie. "
"Molte fra le più convinte militanti della crociata anti-maschio" continua la Responsabile GESEF, "stanno già sperimentando gli EFFETTI COLLATERALI. Vittime di se stesse,non riescono ad 'emanciparsi' dalla trappola della solitudine, depressione,nevrosi ossessiva, conflittualità permanente, anaffettività e attaccamento patologico ai figli, nella quale sono imprigionate. Altre non riescono a fronteggiare i DISAGI DEI FIGLI. Che agiscono sullo stesso modello di comportamento vessatorio, ricattatorio e manipolante di cui sono stati vittime, strumenti e testimoni o, in alternativa, diventano abulici, anoressici, FACILI PREDE DELLO 'SBALLO' E DELLE BABY GANGS."
"L'effetto di tutto ciò è un DISAGIO DILAGANTE, volutamente indotto, a cui si cerca di far fronte con un crescente ricorso ai terapeuti della psiche, adulta e infantile/adolescenziale. Si assiste ad una PSICHIATRIZZAZIONE DEL TERRITORIO che, insieme al controllo sociale 'preventivo' diventa un potere che si somma a quello dei tribunali speciali e dei servizi preposti alla tutela dell'infanzia."
"ALL'AUTORITA' DEL PADRE - completamente esautorato delle sue funzioni e del suo ruolo - SI E' SOSTITUITA L'AUTORITA' DELLO STATO che, attraverso i suoi apparati - PER LO PIU' AL FEMMINILE - invade la famiglia e assiste, consiglia, concede benefici,tutela, cura, giudica e punisce. SENZA CONSENTIRE DIFESA. Come un padre-padrone. Anzi, peggio!"
La conclusione è pure da incorniciare: "FORSE QUALCUNO HA SBAGLIATO QUALCOSA? Signore Onorevoli, a voi la risposta."


3.4 "Ostruzionismo maschilista"

Vorrei aggiungere che alle stesse conclusioni arriva la Carrie L. Lukas nella sua "Incorrect Guide to Woman, Sex and Feminism" [NOTA 4] che molto successo ha avuto negli USA, contribuendo a smontare le certezze del femminismo radicale, descrivendone i gruppi come impegnati a fare esclusivamente pressione per chiedere sussidi e privilegi alla classe politica, accusata di "maschilismo" quando, per esempio, non venga realizzato il pari livello salariale anche in lavori dove una donna si sappia possa rendere meno di un uomo per resistenza fisica e potenza muscolare e quindi non venga assunta per lavori pesanti, rischiosi o implicanti orari flessibili e spostamenti lunghi, che non potrebbe espletare con adeguati efficacia e rendimento.

Naturalmente, ciò è sufficiente a indurre le femministe a lanciare l'accusa di prammatica: " OSTRUZIONISMO MASCHILIISTA". Dopo tutto, asserisce o no la "teoria del genere" (verbo sacro del femminismo) che una femmina vale quanto un maschio in tutto; anzi (aggiungono le femministe) DI PIU'? Quindi, "ovviamente", anche sul piano della forza fisica? Per non parlare dell'intelligenza? E non asserisce anche che le differenze sono SOLO INCULCATE DALLE CONVENZIONI SOCIALI E CHE SI POSSONO CAMBIARE?
Non per niente le femministe si battono per spianare la strada all'individuo ermafrodita, tanto caro anche al professor Veronesi!
Guai contraddirle su questopunto: affermare che le femmine sono più portate per le scienze umanistiche e i maschi per la tecnica, avendo questi ultimi anche una migliore visione spaziale è come profferire una bestemmia inconcepibile (come quella di dire che gli uomini guidano meglio delle donne!).
Persino il Rettore dell'Università di Harward se ne è dovuto rendere conto, AVENDO PERSO IL POSTO (un caso clamoroso e grottesco su dove possa spingersi la "correttezza politica", il femminismo e l'imbecillità) solo per aver osato affermare che NELLE SCUOLE TECNICHE CI SONO PIU' MASCHI CHE FEMMINE!! Che, tra l'altro, è la sacrosanta verità in ogni parte del globo; ma NON BISOGNA DIRLO, evidentemente essendo anche questo "POLITICALLY INCORRECT"
BISOGNA DIRE invece che nella Facoltà di Ingegneria ci sono tante femmine quanti maschi; anzi, di più; e che "le femmine sono più intelligenti e si laureano in numero maggiore!"

Queste idiozie propalate a ruota libera e diventate come sacre scritture per femministe e femministi, mi liberano dagli scrupoli di effettuare un'esternazione personale DECISAMENTE MOLTO POCO POLITICAMENTE CORRETTA.
Sono un ingegnere sessantenne di infrastrutture di trasporto, attualmente residente in Cina per lavoro. Durante trent'anni di attività quasi completamente lontano dall'Italia, mi sono sempre dedicato alla progettazione e direzione lavori di strade e ferrovie. Ebbene, come già anticipato nell'introduzione ("Veronesi: l'umanità sarà bisessuale") in tutti questi anni di avventure (e, a volte, di rischi e pericoli) dedicati alla mia professione, sia in fondo a tunnel in costruzione chilometri nelle viscere della montagna (dove i trapani da roccia vibrano da far scoppiare i timpani, nella polvere densa residuo delle volate e il puzzo della dinamite esplosa,mentre nel buio rischiarato da flebili lampade l'acqua percola dalla calotta e gli stivaloni sguazzano nel fango); sia nella foresta amazzonica (lavandomi nel caldo umido micidiale con acqua di pioggia e cospargendomi le gambe di nafta per alleviare il prurito da funghi e parassiti); sia nei deserti dell'Arabia Saudita a 50 gradi all'ombra, o nelle savane africane (al suono dei colpi di qualche guerriglia in corso nei pressi) o tra le montagne cinesi, o a cinquemila metri di quota sulle Ande a respirare "aria fina", ho mai visto femministe spingere per avere quei lavori, starnazzando di "ostruzionismo maschilista" e di "PARI OPPORTUNITA"!
Resisterebbero il tempo necessario per correre alla più vicina agenzia aerea a comperare subito ilbiglietto del ritorno. In trent'anni non ne ho vista una che è una!
Un consiglio, care "amazzoni" invincibili e "virago" con ambizioni da "maschi guerrieri": fareste meglio a vedere meno film di Tarantino o delle "Charlie's Angels", per evitare di esserne troppo condizionate e, volendole poi imitare, sbattere il faccino contro la realtà più tosta, che richiede poca ideologia e ***** VERE!

Naturalmente, niente contro le donne VERE (completamente escluse da questa polemica) le quali di partecipare a quei lavori descritti neanche lo chiederebbero, SAPENDO BENE CHE LE LORO CAPACITA' E QUALITA' SI ESPRIMONO IN BEN ALTRI AMBITI, IMPORTANTI TANTO QUANTO QUELLI MASCHILI. INOLTRE CONSIDERANDO SACRA LA VITA CHE CRESCE NEL LORO GREMBO.
E infatti le femministe le hanno in spregio proprio per questo: per loro la donna "vera" è quella CHE DEVE TENDERE A DIVENTARE UOMO e lavorare fuori casa NON PER NECESSITA' MA ESCLUSIVAMENTE PER REALIZZARSI NELLA VITA, con L'UOMO DA SOPPIANTARE e LA MATERNITA' CONSIDERATA UN'OPZIONE RESIDUALE DI SECOND'ORDINE.
Fortunatamente, ho potuto spesso appurare che la maggioranza delle donne VERE avversa, anche fieramente, le femministe antagoniste e non è plagiata dai loro deliri, anche se, sicuramente, la propaganda di queste sta producendo effetti devastanti sulle giovanissime.
Ciò significa anche, però, che la maggioranza delle donne vorrebbe agire in un modo, MA UNA MINORANZA IDEOLOGIZZATA E INQUADRATA NE STA IMPONENDO (e a tutti) UN ALTRO!



3.5 Dati sulla violenza alle donne ARTEFATTI AD HOC dalla propaganda femminista

L'ideologia femminista ha potuto avanzare e raccogliere molte seguaci con un'annosa campagna di demonizzazione del maschile, utilizzando dati ARTEFATTI AD HOC sulla violenza alle donne, per plagiare il cervello delle giovani militanti e condizionare la Giurisprudenza in sede giudiziale, danneggiando in maniera incredibile gli uomini, così da arraffare i fondi (milioni di Euro) per le miriadi di associazioni per la tutela contro gli abusi e per continuare a propagandare la loro ideologia con campagne anti-maschili.
Questi vantaggi sono ottenuti MISTIFICANDO la realtà, avvalendosi di cifre APPOSITAMENTE alterate, oppure, quando corrette e appoggiate a studi seri, evitanti di mostrare il risvolto della medaglia: ossia che, per esempio per la violenza domestica, quella perpretrata dalle donne sugli uomini è QUASI DELLO STESSO ORDINE PERCENTUALE. Ossia, LA VIOLENZA NON E' DI GENERE (maschile) come vorrebbero far credere la vulgata femminista e le Parlamentari italiane che, invece, continuano a mistificare la realtà facendo promuovere leggi per procurare ulteriori vantaggi esclusivamente al partito trasversale rosa.

Di studi seri ce ne sono ormai a bizzeffe in tutto il mondo, come quello pure già ricordato del Laboratorio di Ricerche sulla Famiglia dell'Università del New Hampshire [NOTA 5] che sta continuando ad appellarsi perchè venga corretta la tendenza della Giurisprudenza e dei Tribunali a non più orientarsi su dati artefatti e manipolati, e siano invece diffusi quelli di studi e statistiche attendibili, INVITANDO LA STAMPA, LA TV E LE SEDI ISTITUZIONALI A CAMPORTARSI FINALMENTE CORRETTAMENTE: se è vero, ad esempio, che negli USA una donna ogni 15 secondi subisce violenza da parte del marito o fidanzato (un totale di 1,8 milioni su 150) le femministe e i media SEMPRE "DIMENTICANO" di riferire che, al contempo, le STESSE STATISTICHE affermano anche che ogni 14 secondi un uomo subisce violenza (da mogli o fidanzate)! E le denunce omesse non differiscono significativamente (anche se dettate da cause psicologiche diverse per i due sessi)!
Questo studio stigmatizza il comportamento dell'establishment della stampa americana (ma è lo stesso in Italia ed Europa) la quale contribuisce all'inganno non prestando a tali cifre attenzione e denunciando che la disinformazione è estesa a tal punto che "I TRIBUNALI, I TUTORI DELLA LEGGE E ALTRI ENTI PUBBLICI STANNO ATTUALMENTE REALIZZANDO PROGRAMMI BASATI SULLA PROPAGANDA FEMMINISTA PIUTTOSTO CHE SU RESPONSABILI STUDI STATISTICI" e che "i sostenitori e le femministe delle associazioni per la tutela contro gli abusi hanno GRAVEMENTE DISTORTO l'immagine delle violenze domestiche e producono DELIBERATAMENTE STATISTICHE FRAUDOLENTE E DISINFORMAZIONE."

Altri studi, pure ricordati al par. 2.2, hanno interessato la Spagna di Josè Luis Zapatero, arci-femminista convinto il quale, dopo aver promulgato una legge che facilitava le incarcerazioni maschili (come è stato fatto da pochi giorni anche in Italia, a conferma della strategia di respiro europeo e mondiale del movimento femminista) è arrivata a far mettere in prigione, in due anni, 250mila uomini, il 93% dei quali ingiustamente, come poi appurato, per denunce rivelatesi false. Quando poi gli sono stati forniti i dati reali anche lui ha così potuto finalmente rendersi conto che, tra l'altro, anche in Spagna i maschi rappresentano il 44% delle vittime di violenza domestica mentre studi analoghi (con risultati quasi analoghi) interessano ormai il Portogallo, l'Inghilterra, il Canada e persino la Scandinavia e l'Egitto musulmano. [NOTA 6]
Interessanti ad esempio gli studi di Eugene J. Kanin, sociologo della Pursue University e del dott. Charles P. McDowel, Supervisore della US Air Force (vedere par. 3.6), anch'essi concordanti con i precedenti.

Tutti questi studi possono essere messi a disposizione di chiunque VOGLIA esaminarli.
Ma è proprio questo il punto: AI PRINCIPALI INTERESSATI FA COMODO NON STUDIARLI
I risultati diffusi dal rapporto del New Hampshire sono inequivocabili; dei veri e propri COLPI BASSI per le femministe in buona fede e i femministi che le appoggiano.
Non certamente per le loro dirigenti, perfettamente al corrente di stategia, tattica e obiettivi.
"Le donne sono 3 volte più portate a fare uso di armi nelle violenze domestiche. Provocano la maggior parte degli incidenti di violenza domestica. Commettono la maggior parte degli abusi su bambini e anziani. Le madri picchiano i figli maschi più frequentemente e gravemente di quanto non picchino le femmine. Le donne commettono LA MAGGIOR PARTE DEGLI INFANTICIDI. Commettono il 40% DEGLI OMICIDI e la maggior parte delle vittime adulte sono uomini. Commettono inoltre il 50% DEGLI UXORICIDI..."
Al sito citato, i curatori del rapporto forniscono il loro indirizzo e-mail americano, qualora qualcuno, persona, ente o associazione, fosse interessato a contattarli direttamente:
72752.76@compuserve.com.

Che tutto ciò appaia "incredibile" non significa che debba essere omesso per continuare a far diffondere l'ingiusta MENZOGNA che "la violenza sia di genere", ossia quasi esclusivamente da imputare al genere maschile (mentre quello femminile sarebbe chiamato in causa solamente per ...l'1%!!)
Probabilmente proprio perchè tali cifre cominciano a FAR RUMORE, i giornali si sono rimessi a divulgare le solite cifre taroccate sulle donne stuprate in casa e per strada ad ogni ora del giorno e della notte , ed i nostri Governanti a promuovere leggi che, alla faccia della giustizia, del buonsenso, della correttezza, del rispetto dei cittadini elettori, si basano ancora sulle stesse cifre buttate a caso, con paragoni che debbono esaltarne la drammaticità: così le donne morirebbero per violenza, a volte più che per gli INCIDENTI STRADALI; altre volte più che per IL CANCRO; altre per LA MALARIA, altre ancora più che per incidenti e malaria messi insieme!!!

Questa denuncia delle mistificazioni e dell'insistente campagna per INGANNARE i cittadini inondando tv e giornali di cifre assurde , è rilevata ormai in ogni nazione e denunciata in ogni dove. Meno in Italia, dove le ideologie engeliane, marxista-leniniste e del femminismo antagonista su di queste innestate, trovano, se possibile, ancor più risonanza che altrove (a parte forse i "paradisi rosa" della Scandinavia).
Comunque ancora a dimostrazione che il problema investe tutta la società occidentale e che lo spaccio fraudolento di dati statistici è una realtà diffusa, in Ameria come in Europa, per portare acqua (vedi milioni di Euro) al mulino dei movimenti femministi, ecco le parole di Elisabeth Badinter, un' altra femminista doc ma ormai molto critica coi metodi dei movimenti antagonisti, dopo aver militato a lungo fra essi. In un'intervista così si è espressa [NOTA 7]:
DOMANDA (della giornalista Jacqueline Remy): "Lei si è spinta oltre. Ha detto che vi è un inganno intellettuale. Il discorso femminista si appoggerebbe su cifre gonfiate artificialmente e argomenti talvolta non del tutto attendibili".
RISPOSTA: "Per giustificare delle leggi così garantiste... (in Francia, ma il caso Italia non è così differente)...BISOGNA DIMOSTRARE che le donne siano costantemente VITTIME degli uomini. Vi è un fraintendimento che si sta imponendo in Francia e in tutta Europa sulle violenze di cui le donne sarebbero vittime e che non poggia sulla buona fede. E' legittimo accumulare stupri, botte e pressioni psicologiche come se si trattasse della stessa violenza? Se i media ripetono che il 10% delle francesi è vittima di violenze coniugali, senza specificare, il pubblico e certi giornalisti traducono subito: il 10% delle francesi viene picchiato. Cosa che è falsa e strafalsa!"
Continuando coll'affermare che solamente lo 0,9% delle donne sarebbe vittima di violenza coniugale e il 2,5% di aggressioni fisiche, la Badinter conferma che, poi, la VOLUTA manipolazione dei dati include nelle statistiche, facendole passare per violenza, anche le "pressioni psicologiche" e conclude: " Perchè le precisazioni necessarie sono sempre passate sotto silenzio? E perchè questa cifra del 10% diventa il 12, poi il 14% con il susseguirsi di articoli e trasmissioni dedicate a questo soggetto, se non per trarne, coscientemente o meno, UN BENEFICIO PERVERSO? C'è una specie di ESULTANZA e di DESIDERIO DI RILANCIO nello snocciolare le statistiche: il 10% delle donne vittime, significa che il 10% degli uomini stupra, ECCO LA PROVA DELLA DOMINAZIONE MASCHILE!"

Da rimarcare la risposta di un lettore di un articolo giornalistico ponente in evidenza le cifre date dall'ONU in merito alla violenza sulle donne, articolo dal titolo significativo: "La violenza sulle giovani donne uccide quanto il cancro" [NOTA 8]
" L'articolo inizia parlando della violenza su donne e minori, ma poi si concentra esclusivamente su quella contro le donne. Modo improprio di procedere, perchè suggerisce che anche le violenze perpretrate contro i bambini siano opera esclusiva o quasi degli uomini, il che non è statisticamente affatto vero. Ed a proposito di cifre e statistiche occorrerebbe molta più precisione nel manneggiarle e offrirne l'interpretazione. Cosa significa , ad esempio, la frase del ministro Turco secondo cui 'il prezzo in termini di salute delle donne supera quello degli incidenti stradali e della malaria messi insieme? Che ci sono più donne assassinate di quelle morte per incidente o malaria (che in Italia non mi risulta esistere, fra l'altro?) Guardiamo le statistiche Istat e ci accorgeremmo che non è così, semplicemente. Ed ancora, si valuta bene cosa significano le parole di Kofi Annan secondo cui una donna su tre viene picchiata, o abusata sessualmente? Significa che un terzo del genere maschile, all'incirca un miliardo di uomini, è fatto di delinquenti. Inverosimile. Guardiamoci intorno e constatiamo ciascuno, nel nostro piccolo ambito, se esiste un sia pur approssimativo riscontro dell'inferno descritto nell'articolo...Per amore di verità e per non demonizzare un intero genere, non si deve scherzare con cifre e parole...E' interessante leggersi il recente rapporto Istat sulla violenza...si parlò (sui giornali) di milioni e milioni di donne che avevano subito violenze di vario genere, affastellando insieme assassini, stupri e CRITICHE SUL VESTIARIO (proprio così); critiche sul modo di vestire assimilate alle violenze psicologiche..."


3.6 Stupri veri, stupri falsi e altri orrori

Gli studi seri sulla vera portata della violenza sulle donne (e di quella sugli uomini) stanno dilagando ormai in tutto il mondo e le notizie, per esempio sulle FALSE ACCUSE DI STUPRO si stanno moltiplicando a gran ritmo.
Secondo uno studio (durato 9 anni) della Pursue University, per esempio, le false accuse costituiscono il 40-60% del totale dei casi di stupro, con l'accusatrice che infine ammette di essersi inventata la storia (per vari motivi, ben analizzati).[NOTA 9]
Le false accuse di stupro sono diventate un gioco aberrante, diffuso anche fra le minorenni (gli esempi sono ormai migliaia in tutto il mondo). Questo gioco perverso ha mandato finora in galera migliaia di innocenti, spesso facendo loro perdere la famiglia e il posto di lavoro, rovinando loro la vita e, a volte, facendogliela perdere col suicidio, non essendo più in grado di reggere, oberati da un'accusa infamante comminata (molto velocemente per gli uomini) da una Giurisprudenza che continua a considerare gli uomini come soggetti di serie B, solo per compiacere il concetto della "difesa della donna dalla violenza degli uomini che uccide più degli incidenti strdali. O del cancro. O della malaria".

Nei casi non risolvibil con la presenza di testimoni, il "pentimento" dell'accusatrice può arrivare (quando arriva) anche dopo anni! Ciò significa che nelle carceri ci sono sicuramente anche uomini innocenti solo perchè la Legge non riconosce loro la possibilità di difendersi da un'accusa di stupro, CONTRO LA PAROLA DI UNA DONNA. Per salvarsi occorrono testimoni diretti o PROVE INCONFUTABILI, come mostra il filmato sconcertante raggiungibile all'indirizzo e-mail fornito in nota.[NOTA 10]
Il filmato (preso da una macchina della polizia in sosta nei pressi) mostra un poliziotto che si accosta ad un'automobile per contestare una contravvenzione alla guidatrice: sul filmato l'ora, i minuti e l'intera scena sono inquadrati alla perfezione. Il poliziotto non tocca neanche la macchina, la guidatrice NON SCENDE AFFATTO e in pochi minuti l'operazione termina.
Ma quell'uomo non aveva fatto i conti con la perfidia di un cervello femminile convinto dalla propaganda femminista che, in quanto donna, lei può giocare come vuole con gli uomini.
La pia donna è andata a denunciare il poliziotto. Il filmato (con sottotitoli in italiano) fa udire chiaramente le sue denunce (SOTTO GIURAMENTO) per violenza subita: "Sono stata tratta fuori dalla macchina e rimessa dentro...ha iniziato a perquisirmi...palparmi il petto, accarezzando lo stomaco ed è sceso giù...Ha accarezzato la vagina: MI SENTO MOLTO, MOLTO, MOLTO VIOLATA!"
Dopodichè, invitata a ritrattare (cambiare almeno qualche parola per evitare al poliziotto tutte le aggravanti) e rifiutatasi, la donna venne posta di fronte all'evidenza della scena filmata con la telecamera e che le sue accuse infamanti avrebbero potuto far sbattere in galera un uomo innocente, distruggendogli la vita. "Perchè fai questo a chi non ti ha fatto nulla?". RISPOSTA: "Se fossi stata in Jaguar o Mercedes io non sarei stata nemmeno fermata!"
Quello che impressiona, nel filmato in cui la donna accusa il poliziotto, è la disinvolta, fredda sicumera con la quale questa poco onorevole rappresentante del sesso femminile espone la sua infamante accusa.
Rimanendo in America, se prendi un ascensore, dovendo condividerlo con una donna (o una ragazza) sola, e se c'è un poliziotto nei paraggi, quello ti sconsiglia di salire perchè sono ormai tanti i casi di "brave ragazze" che, in tali condizioni, hanno finto un'aggressione o stupro per riceverne guadagno ("e chi se frega della fine del maschio bastardo, tanto la Legge dà sempre ragione a me che sono donna. E' lui a dover dimostrare di essere innocente CONTRO LA MIA PAROLA DI DONNA!")

Senza la registrazione, il poliziotto non si sarebbe potuto difendere e sarebbe andato a far compagnia a tanti altri sventurati non in grado di esibire prove a discarico.
PERCHE' OGGI NEI TRIBUNALI EFFETTIVAMENTE VALE PIU' LA PAROLA DELLA DONNA: ecco un altro degli effetti della propaganda femminista operata con diffusione di statistiche DI COMODO e che vuole anche IMPEDIRE SI INDAGHI sul fatto che LA VIOLENZA, nel mondo occidentale, E' ANCHE DONNA e quindi non "di genere". Impedire cioè che venga portata a conoscenza LA FACCIA VERA DELLA REALTA'.
Sulla stessa lunghezza d'onda va la recente istituzione governativa del FORUM SULLA VIOLENZA ALLE DONNE, cosa che comunque non deve meravigliare troppo: l'Italia, anche vista da un Paese comunista come la Cina, appare sempre più come annichilita da una ideologia di regime di stampo egeliano leninista, con DITTATURA FEMMINISTA tesa a conseguire inquietanti propositi.
Ma questa è ormai, magra consolazione, la realtà nei Paesi Occidentali, LO SI CREDA O NO!
Questo il livello esasperato del risultato fatto raggiungere dalla propagansa all'odio antimaschile, sostenuta dagli ultimi difensori delle utopie egeliane, dai media quasi tutti, dai politici (pure da quelli che stanno sempre zitti per non compromettersi) e dalle agenzie internazionali.
Denunciare un uomo per stupro è diventato un gioco proprio da quando le cifre sulla violenza sparate dalle femministe hanno cominciato a fare testo presso le Istituzioni, tv e giornali: testo UNICO, INCONTESTABILE E INATTACCABILE.
E VERGOGNOSO!

Dati veri sulla violenza alle donne, tratti dalle statistiche ISTAT e Eures-ANSA, sono stati inseriti in questo sito:
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=9005

3.7 Violenza femminile: "Eppur si vede!"

Quella citata sopra, col poliziotto salvato dalla telecamera, non è uno dei pochi casi isolati in cui una donna si comporti scorrettamente: è invece pratica ormai diffusa, con dati allarmanti mai presi in considerazione, e ciò per giustificare, appunto, che "la violenza è di genere" (maschile) e condizionare così i tribunali per concedere l' IMPUNITA', pure quando sono delle assassine dichiarate che uccidono la figlioletta a calci spappolandole il fegato (caso recentissimo di cronaca italiana); pure quando uccidono i figli lapidandoli (Deanna Lanely, 39 anni in Texas) o li mettono nella lavatrice (Loretta Zen), o li lanciano in un lago ghiacciato (a Varese) o dalla finestra. Alcuni neonati lasciati fuori o DENTRO i cassonetti vengono qualche volta rinvenuti in tempo e salvati, ma come possono esistere statistiche per quelli lasciati dentro, già morti o ancora vivi, prima che i corpi vengano dilaniati dalla trituratrice dell'immondizia? Occorrerebbe parlare con tutte le loro brave madri!
"In Italia OGNI POCHI GIORNI UNA MADRE UCCIDE UN FIGLIO ma non se ne parla, perchè non bisogna scalfire la fragile psiche di queste povere donne. Ma la mostruosità giuridica è che le madri assassine sono SEMPRE assolte: 'HA UCCISO IL FIGLIO PER TROPPO AMORE MAL DIREZIONATO' recitano le sentenze, che più che verdetti giudiziari stanno assomigliando a trattati di psicanalisi...se si va a rileggere la cronaca, praticamente quasi tutte le madri che hanno ucciso i loro figli, nel mondo occidentale, sono state assolte, anche dopo aver commesso delitti raccapriccianti." [NOTA 11]

Praticamente, anche la violenza femminile antimaschile DIVENTA SEMPRE SCUSABILE anche quando raggiunge livelli estremi. Un esempio: Lorena Bobbit, la donna che recise a freddo col coltello il pene al marito che dormiva e che poi scappò in macchina, lanciando l'organo dal finestrino. Fu ASSOLTA ANCHE LEI, perchè la sentenza stabilì che L'ECCESSIVA CRUDELTA' DEL GESTO, fino a quel momento considerata un'aggravante, IN TAL CASO ERA ELEMENTO DI ASSOLUZIONE IN QUANTO UNA SIMILE EFFERATEZZA DOVEVA DERIVARE DA CHISSA' MAI QUALI SOFFERENZE!!!
La bella conclusione dell'edificante storia (a ludibrio e vergogna di chi ancora ipocritamente si dice garante dello Stato di Diritto a TUTTI i cittadini ) è che, col tempo, la pia donna è diventata un personaggio RICHIESTO DA TELEVISIONE E ROTOCALCHI e la sua impunità ha moltiplicato i casi di emulazione in tutto il mondo, con recisione di genitali INNEGGIANDO a Lorena Bobbit!

Per non parlare della violenza estrema e vile dell'aborto (contro una vita indifesa in grembo); una strage legalizzata, voluta, e continuamente perfezionata nei suoi strumenti legislativi e nei mezzi tecnici di sterminio PER AUMENTARNE L'EFFICIENZA, come ai tempi dei lager nazisti e dei forni crematori!
Sto sposando la causa di coloro che, ormai credo a ragione, cominciano a usare il termine NAZIFEMMINISMO.

Come mai la tv non si occupa mai di questi casi?
SONO FORSE QUESTE LE NOTIZIE CHE ALLE PARLAMENTARI IMPEGNATE AD EVITARE CHE L'IMMAGINE DELLA DONNA VENGA MACCHIATA, NON FANNO COMODO? TANTO DA IMPORRE PER QUESTO LA CENSURA SU DI ESSE IN TV? PER EVITARE CIOE' SI SAPPIA CHE LA VIOLENZA E' ANCHE DONNA?
E' come se venisse autorizzata la costruzione di un ponte nascondendo il fatto accertato che i dati geotecnici e idraulici lo danno sicuramente progettato con pile instabili per difetto di portanza di fondazione e, il livello dell'impalcato, sommergibile dalla prima piena annuale! I dati NASCONDENDOLI PERCHE' NON FA COMODO RIVELARLI! Una bella maniera di progettare e costruire quel ponte e gestire lasocietà!!

E così siamo arrivati anche alla CENSURA A SENSO UNICO; altra spallata alla credibilità di questo Paese spacciato per "libero e democratico" e dove TUTTI I CITTADINI DOVREBBERO ESSERE UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE E NON DISCRIMINATI PER SESSO!


3.8 Empowerment della donna a tutti i costi

A confermare il fatto che c'è un DELIBERATO PROPOSITO A PROMUOVERE COMUNQUE L'EMPOWERMENT DELLA DONNA (cioè il potere della donna in ogni campo) certamente non per pensare a raggiungere la "parità" dei sessi o per risolvere i problemi sociali di tutti, vi sono le continue spinte A FAR AVANZARE LE ISTANZE FEMMINISTE (di concerto con le altre nazioni occidentali) da ogni santuario politico, con ripetute, stucchevoli e umilianti (per le donne) esortazioni a "votare donna" e promuovendo la spinta a farne delle RACCOMANDATE ROSA.Con le quote rosa, appunto, ad ogni piè sospinto chiamate in causa pur essendo anticostituzionali, antidemocratiche e antimeritocratiche, concedendo alle donne privilegi enormi nelle assunzioni e permettendo loro di raggiungere, SENZA ALCUN MERITO tranne quello dell'appartenenza al sesso giusto, una funzione o un'attività, scavalcando gente meritoria per esperienza e capacità.
Eppure le femministe non sono mai soddisfatte e i privilegi richiesti sono sempre più ampi.
E' lecito alla fine chiedersi ancora una volta come sia possibile gestire in tale maniera una società, in un regime di risorse limitate in cui occorrerebbe dare il massimo privilegio alla meritocrazia e all'efficienza!

Mi chiedo inoltre come possa un cittadino (a meno che sia completamente distratto e/o estraneo all'argomento) , credere all'affermazione giunta da una Parlamentare che illustrava i motivi per cui presentava la sua mozione di legge, in base alla quale "il 50% delle donne che subisce molestie telefoniche od offese, POI VENGONO STUPRATE!
Almeno ci fosse stata la minima menzione sulle DECINE DI MIGLIAIA DI PADRI soggetti giornalmente alle telefonate violente, offensive delle ex consorti che spesso li ricattano per migliorare l'assegno o impedire il contatto coi figli! Questa non è pure violenza?
E poi si parla di disaffezione dei cittadini allo Stato! Questa delle Istituzioni è la maniera di procedere di chi li considera sudditi, LO VOGLIANO O NO!

Parlavamo di arroganza femminista. Come potrebbe essere diversamente se le nostre Parlamentari del partito trasversale rosa, in Parlamento si esprimono così:
"Con questa legge il Governo viene FINALMENTE impegnato a PROMUOVERE L'ACQUISIZIONE DI POTERI E DI RESPONSABILITA' DA PARTE DELLE DONNE (empowerment, appunto) IN TUTTI I SETTORI DELLA VITA PRODUTTIVA e sociale, in particolare nell'ambito dei media, con azioni ANTIDISCRIMINATORIE mirate, per il "reale" accesso delle donne alle POSIZIONI DIRIGENZIALI nel sistema radiotelevisivo pubblico al fine di FAVORIRE LA PRESENZA FEMMINILE NELLE POSIZIONI APICALI delle testate giornalistiche televisive pubbliche...

In pratica, una imposizione di raccomandazione rosa per diritto di genere!

Si può prevedere che questo sia solamente il primo passo verso l'empowerment femminile, poichè i movimenti femministi mondiali sono collegati e i nostri stanno osservando i risultati conseguiti nei Paesi del FEMMINISMO REALE: in Norvegia c'è già una legge che obbliga tutte le società ad inserire (entro due anni dalla promulgazione) nei consigli direttivi il 40% di donne, PENA LA CHIUSURA DELLA FABBRICA.
E c'è stata in Svezia una proposta per tassare i maschi alla nascita (poichè "essi verranno pagati di più, da grandi, nel mondo del lavoro!!")
Forse le nostre femministe si sentono sminuite di fronte a tali risultati grandiosi dei "paradisi rosa" e vogliono bruciare le tappe per emularli.
Risultati grandiosi di vera e propria PAZZIA SOCIALE!

Insomma il femminismo ha intensificato gli attacchi per mandare le donne ai posti di potere (LO MERITINO O NO). Esse hanno altro per la testa che risolvere i problemi fra i generi, difendere le famiglie e i loro figli: per loro, come già visto, il lavoro NON E' UNA NECESSITA' ma un'esigenza PER AFFERMARSI COME GLI UOMINI, A SPESE DEGLI UOMINI, sacrificando pure la prole, INDESIDERATA PALLA AL PIEDE e DA ELIMINARE GIA' IN GREMBO!
Ciò che in questi giorni è accaduto in Parlamento è CONFERMA CHIARISSIMA, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, di quanto asserito. Nel presentare la sua mozione (per l'Italia dei Valori!?) l'on. Silvana Murra si è rivolta con la massima chiarezza esclusivamente alle donne: "Ho ritenuto doveroso, COME DONNA PRIMA ANCORA CHE COME PARLAMENTARE, presentare questa proposta di legge."
Praticamente poi la parlamentare non ha fatto altro che sparare le solite cifre sulla violenza sulla cui fondatezza ci sono moltissimi dubbi e che avrebbero dovuto come minimo essere esaminate e discusse ATTENTAMENTE, portandole agli occhi di esperti IMPARZIALI e della pubblica opinione.

Praticamente, appoggiata dalla legge approvata, QUALUNQUE DONNA PUO' DENUNCIARE SENZA PROVE UN UOMO OTTENENDONE LA CONDANNA SENZA CHE CI SIA CONTRADDITORIO E DIFESA.
Gli uomini cominceranno a diffidare delle donne (e molti ci rimarranno scottati) e a incrementare il loro giudizio negativo sui loro comportamenti, a scapito della formazione delle unioni stabili (ALTRA ACQUA PER IL MULINO INFAME DELLA DENATALIZZAZIONE).
In pratica, con questa legge, OGNI UOMO DOVRA', per evitare spiacevoli problemi pur comportandosi irreprensibilmente, GIRARE IN OGNI ISTANTE DELLA GIORNATA SCORTATO DA ALMENO DUE TESTIMONI.
Oppure essere provvisto della telecamera come quella del bravo poliziotto del video sopra commentato, il quale solamente così ha fortunatamente potuto evitare di avere la vita distrutta dai capricci perversi di una vergognosa rappresentante del sesso femminile che si riteneva ormai in grado, nel suo delirio di onnipotenza femminista, di rimanere impunita COME TROPPO SPESSO AVVIENE al giorno d'oggi.

Ma di ciò non si deve parlare, nella ricorrenza ONU sulla violenza alle donne "CHE UCCIDE PIU' DEGLI INCIDENTI STRADALI" e, a volte, "UCCIDE PIU' DEL CANCRO"; altre ancora, "PIU' DELLA MALARIA" (come detto, , si può scegliere quale si preferisca, come se certe "cifre" e maniere di informare gli elettori fossero sufficienti e più adatte per *****i che evidentemente l'arroganza del potere ritiene costituiscano la maggioranza dei cittadini sudditi).
Viviamo l'epoca della DITTATURA FEMMINISTA asservita ad un'ideologia di regime favorita dalle grandi agenzie internazionali (ONU in testa, appunto) che, come asserisce Alessandra Nucci, fra gli scopi primari si prefigge quello di SOPPIANTARE l'uomo, per facilitare l'avvento dell'individuo androgino, perfetto strumento acritico per i realizzatori del "nuovo ordine mondiale" prevedente poi lo sterminio di massa delle giovani vite in grembo, "per avere vita più facile e comoda".

3.9 Censura e Novello MINCULPOP già in funzione

C'è già il controllo del Ministero Pari Opportunità sulle pubblicazioni scolastiche. Tale provvedimento, novello minculpop, è già operativo sui libri scolastici ma mi piacerebbe sapere quanti se ne siano accorti. Copiando i paesi femministi più avanzati, non poteva non essere introdotto anche da noi. Da ora innanzi i libri non saranno quindi più validi se non FIRMATI DAL MINISTERO PARI OPPORTUNITA'.
Genitori, controllate sui libri di scuola dei vostri ragazzi se c'è la firma MPO, altrimenti, per esempio la Storia da far studiare ai ragazzi, non sarebbe più "politicamente corretta".
Ormai anche la Storia deve RISPETTARE la donna (in Scandinavia, già la Storia occidentale è stata riscritta in chiave femminista e antimaschile: eccoli là i veri modelli edificanti per le femministe nostrane!)
Già si comincia a parlare di meriti femminili nell'introduzione di nuove tecniche agricole nella preistoria, quindi aspettatevi fenomenali ritrovamenti archeologici confermanti l'esistenza delle Amazzoni e stupefacenti ritrovati e invenzioni femminili prima attribuiti "immeritatamente" agli uomini. Già i volti degli imperatori romani cominciano a essere definiti "TROPPO DURI E CATTIVI" (forse confondendo cattiveria con GRAVITAS: AUTORITA' ed ENERGIA virile). Certamente fra un pò la Storia Romana verrà addirittura cancellata dai libri di testo, poichè l'androgino del futuro sarebbe "negativamente" condizionato dall'esempio di uomini con le ***** tanto dure che le femmine femministe non riuscirebbero a riprodurle neanche con le future mirabolanti biotecnologie!

E' inoltre già entrata in funzione anche la censura di regime sulle immagini che offendono la dignità della donna (non troverei nulla da dire se qui valessero effettivamente le "pari opportunità"), con due proposte di legge del 13 settembre, presentate al Senato (da due Senatrici): praticamente, una è per NON DARE PIU' SUI TELEGIORNALI NOTIZIE DI CRONACA NERA QUANDO LA RESPONSABILE E' UNA DONNA (v. anche par. 3.7)
perchè "Nei programmi di informazione la donna compare soprattutto all'interno di servizi di cronaca nera...basti pensare a tutte le 'madri assassine' ...(messo tra virgolette perchè, giustamente, si pensa che in fase preliminare, nessuno possa essere ritenuto colpevole prima di avere subito un processo (prima però, non ANCHE dopo)...vicende in cui i particolari più macabri o scabrosi sono dati in pasto al pubblico in una difesa ipocrita del 'diritto di cronaca'..."

Questa "dignità" a senso unico sembra una presa in giro per gli uomini bella e buona: attualmente i media SONO GIA' ORIENTATI AD ESALTARE QUASI ESCLUSIVAMENTE I DELITTI MASCHILI, spesso EVITANDO DI PROPORRE QUELLI FEMMINILI O MIMETIZZANDOLI IN ARTICOLI SECONDARI E DEFILATI!con lo scopo chiaro di renderli meno visibili. Questo è ciò che si può facilmente verificare, praticamente ogni giorno, leggendo i principali quotidiani, anche on line; nelle ultime settimane sono stati defilati delitti di donne omicide, infanticide e pedofile. Nonostante questa discriminazione già vergognosa, ecco che anche i rari casi proposti all'attenzione dei media, per le appartenenti all'esclusivo partito rosa parlamentare (elette con voti degli uomini perchè continuino a pestarli di continuo) NON DEBBONO APPARIRE!
Quelli maschili si, per essi non viene contestata "l'ipocrisia del diritto di cronaca" e gli "uomini assassini" vengono indicati senza virgolette, ossia sono assassini pur prima del processo e meritevoli degli insulti e delle fiaccolate delle femministe. Senza manco due righe se poi l' "assassino" è invece innocente.
Quando usciti, non hanno avuto il conforto della cronaca neanche quei quattro poveretti che si sono fatti quattro anni di galera incolpati di stupro. Abbandonati dalle mogli, perso il lavoro, tre sono stati scarcerati quando la "brava ragazza" ha confessato che non era vero niente. Il quarto si era impiccato in carcere non resistendo al dolore per la sua situazione. Giornali, tv, femministi, femministe? TUTTI MUTI COME TOMBE: niente fiaccolate!

LO SCOPO CHIARO (ormai più palese di così?) è solo quello di alimentare continuamente e spudoratamente LA LEGGENDA DELLA "VIOLENZA DI GENERE MASCHILE" che uccide, in un giorno "QUANTO IL CANCRO", quello dopo, "QUANTO GLI INCIDENTI STRADALI"; un altro ancora "QUANTO LA MALARIA".


3.10 Il Ministero delle "Pari" Opportunità

Durante la mia ultima permanenza per ferie in Italia, mi sono imbattuto in una serie di fatti concomitanti che mi hanno sconcertato. Ho letto la lettera (inviata anche al Presidente della Repubblica) di un padre divorziato di Brescia, privato della figlia e buttato letteralmente sul lastrico, completamente rovinato dalla legislazione in vigore in materia di divorzio, causa di dolori e ingiustizie la cui casistica è ormai sterminata, con la parte maschile ad essere pesantemente discriminata.
Per attenuare e disinnescare l'impatto emotivo e l'aggregazione di solidarietà che si era creata sul caso, l'assessore (naturalmente donna) alle Pari Opportunità di Brescia ha pensato bene di tappezzare la città con manifesti che in un Paese civile e non totalitario non dovrebbero mai trovare luogo. Uno dei manifesti mostrava una ragazza con gli occhi pesti. Titolo: "Gli occhi neri sono di mio padre!" [NOTA 12]
Se chi ha avuto l'idea della cosa ha pensato che fosse anche spiritosa, si disilluda: per me (e non solo per me) si è trattato di uno dei più vergognosi, stomachevoli, ripugnanti tentativi di demonizzazione del maschile, questa volta diretto contro i padri di famiglia.
Io, come padre di due figli, mi sono sentito offeso, indignato PERSONALMENTE E PROFONDAMENTE di questa ACCUSA RIVOLTA ALL'INTERO GENERE, e in particolare ai padri, quindi anche a me e nella solita spudorata impostazione di stampo femminista, nella vigliacca sicurezza cioè di rimanere comunque impunita.
Sono confluiti a Brescia da tutta Italia duemila padri (separati e non) che, al grido di: "non siamo orchi" hanno protestato tutta la loro indignazione (naturalmente sui media, tranne sul "Giornale" e pochi altri, solo poche parole di circostanza, e non sempre).

Forse che i manifesti in questione sono stati poi rimossi? Ma figuriamoci: in un regime in cui il femminismo impone poltrone e plagia coscienze, non si doveva neanche sperare che ciò accadesse: ciò sarebbe stato normale solo in un Paese non asfissiato dalla demagogia antimaschile ancorata alle ideologie "di genere". In tal caso il responsabile di queste azioni sarebbe stato sbattuto fuori da ogni ufficio del territorio statale a calci nel didietro. Non solo non sono stati rimossi, ma alla richiesta di rimozione sono seguiti gli sberleffi e i commenti sarcastici delle femministe, nella loro arroganza ormai lasciata libera di esprimersi senza freni.

Circa il Ministero delle Pari Opportunità, io posso solo esprimere il mio più profondo rammarico di cittadino impossibilitato a opporsi a che i propri soldi vengano spesi per campagne che giovino in qualche modo ai movimenti femministi, promotori di sciagurate campagne abortive, di campagne antimaschili, per la distruzione della
famiglia e per l'avvento dell'era della promiscuità sessuale.
Ho letto comunque con soddisfazione tutto il verbale di denuncia con il quale un cittadino italiano (vedi nota) ha aperto causa presso il Tribunale Europeo di Strasburgo contro il suddetto ministero, accusato di violazione degli Art. 9, 10 e 11 della Convenzione dei Diritti dell'Uomo (per negazione di libertà di pensiero e espressione) e dell'Art. 14 (pubblica istigazione all'odio e alla violenza contro gli uomini) [vedere ancora NOTA 11]
Nonostante non creda la denuncia possa avere successo (per le ragioni espresse ai par. 1.6, 2.1 e 2.5, con un'Europa ormai in mano a lobbies che mandano avanti proprio le politiche appoggiate al gender) è comunque un segnale che il comportamento di chi sta causando questo sfascio sociale e culturale senza precedenti nella nostra Storia occidentale, comincia a infastidire molte persone. Che la gente ne abbia le scatole piene (e non solo uomini) può essere capito da questa lettera inviata al giornale "Libero" che condivido pienamente.

"Per ciò che concerne le 'pari opportunità', il relativo Ministero si è interessato, fino ad ora, esclusivamente del mondo femminile mostrando totale disinteresse per l'altro genere. Parlando esclusivamente di 'violenza alle donne' infatti, non ha mai mosso un dito contro le 'prevaricazioni rosa' nei confronti degli uomini nei divorzi, e contro la 'corruzione sessuale femminile' in costante aumento ed ormai largamente diffusa nel nostro Paese .
Intanto, nei giorni scorsi, per l'ennesima volta, un papà separato è stato trucidato dalla ex moglie. Vorrei far presente che, nonostante tutto, le 'politiche femminili'
hanno ottenuto dall'ultima finanziaria consenso e finanziamenti statali di gran lunga superiori rispetto alle altre emergenze.
Davanti a certi dati di fatto, MILIONI DI ITALIANI STUFI si interrogano SULL'UTILITA' di tale Ministero e NE CHIEDONO LA CHIUSURA."
(Lettera di A.B. - 5.11.2007 - al giornale "Libero": lettere@libero-news.eu)

Personalmente non posso fare troppo di più oltre che esprimere la mia tristezza per come il Paese (ma gli altri Paesi Occidentali, magra consolazione, non è che stiano meglio) sia stato ridotto, asservito a ideologie che si ritenevano morte e sepolte e che invece ne stanno distruggendo il tessuto connettivo e la struttura portante come un cancro devastante, privandolo dei ricambi generazionali e soffocandone cultura e società civile.
Soffocato da una paleo ideologia engeliano-leninista che plagia ancora i cervelli e dall'arroganza femminista senza limiti che ora ESIGE LA CENSURA, LA CARRIERA GARANTITA DAL GENERE E LA POSSIBILITA' DI MANDARE IN GALERA GLI UOMINI A PIACIMENTO, E PROTESTA PURE PERCHE' CI SONO ANCORA TROPPI LIMITI ALLE PRATICHE ABORTIVE!

Veramente però, qualche cosa posso fare: il partito che si è astenuto in blocco durante la votazione della mozione Murra, così consentendo al provvedimento di passare. E' ovvio che se prima tale partito costituiva per me quello di riferimento, ORA CERTAMENTE NON LO E' PIU'.
Posso inoltre invitare i Capigruppo dei Partiti politici ad uscire dalla loro ignavia, poichè ciò che procura oggi voti e consensi, domani potrebbe venire del tutto soppiantato, con una probabilità tanto maggiore quanto maggiore sarà la capacità e velocità di RINSAVIMENTO, come il ribollire di scontento crescente lascia intravvedere. Allora potrebbero ritrovarsi letteralmente "col sedere per terra"; anche i più camaleontici, anche se, per ora, tutto pare scivolare verso uno sconfortante interregno precedente l'avvento del "nuovo ordine mondiale".

Sarà il mondo dell'individuo androgino tanto caro al prof. Veronesi, oltrechè della denatalità spinta ben oltre le soglie della sopravvivenza degli Stati.
Sarà inoltre, naturalmente, il mondo delle femministe, soddisfatte di potersi incollare al corpo un paio di testicoli finti, frutto delle più mirabolanti biotecnologie, magari provvisti di pompetta per il testosterone biotecnologico, coronando così, FINALMENTE, il loro sogno più ambito: DIVENTARE UOMINI! Potranno infatti essere "liberate" anche dell' "incongruenza naturale" delle mestruazioni, partorire fuori dell'utero per non provare dolore, a 120 anni, dopo aver sposato magari un certo numero di lesbiche, e divenire donatrici (a quel punto, donatori) di mammelle per i "maschi" infatuati dalle nuove mode "bisex"!
Poi forse, guardandosi allo specchio, la dimensione della loro imbecillità da "sesso superiore" apparirà in maniera così dirompente da farne quasi uno spettacolo da rimpiangere di non poter osservare da vicino.


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NOTE:

[1] Recensione del libro "la donna a una dimensione" di Alessandra Nucci, Ed. Marietti, sul "Domenicale" del 28.07.2007, a cura di Guglielmo Piombini

[2] Date O'Leary: "Mascio o femmina-la guerra delgenere", da "Sommario-Rassegna stampa" su www.corsodireligione.it/attualità

[3] Da una recensione a cura di Anna Bono, con l'intervista di Roberto Persico ad Alessandra Nucci, Autrice de: "La donna ad una dimensione" pp 254 (Marietti 2006)
http://web2.venet.net/libridelponte/...bro.asp?ID=652

[4] Carrie L.Lukas: "IncorrectGuide to Woman, Sex and Feminism" pp 221 (Ed. Regnery - Washington).

[5] Da: "Dati sulle violenze domestiche non diffusi dai media (Università del New Hampsfire su concessione dell'Istituto Nazionale di Igiene Mentale.
http://www.dirittoefamiglia.it/Altri...a/violenza.htm
A cura di Ilaria Sorrentino (testo disponibile in inglese, distribuito da Sam&Bunny Sewell, contattabili direttamente a 72752.76@compuserve.com).

[6] I dati europei sono tratti da "Originis...";
http://originis.myblog.it/2007/05/15...picchiati.html

[7] Da un'intervista a Elisabeth Badinter su "La strada degli errori". Testo raccolto da Jacqueline-Remy per Giangiacomo Feltrinelli Editore.
http://www.feltrinellieditore.it/Sch...08&Jd_int=1238

[8] Commento di Commander ad un articolo di Fabio Turone su: Panorama.it del 6.06.2007.

[9] Ricerca effettuata da "Anti-feminist Online Journal" (febbraio 2007) con dati tratti da:
"Archives of Sexual Behavior", Vol 23, N.1, 1994 e da "Forensic Science Digest", Vol 11, N. 4, 1985.

[10] Video disponibile su: http://www.youtube.com/watch?v=Aqxr01PqgCA

[11] Denuncia alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Consiglio d'Europa - Strasburgo) da parte del Signor S.M. (Movimento Politico Lega Maschio)-febbraio 2007

[12] Articolo di Nino Matera su "il Giornale" (11.12.2006):
La Commissione Pari Opportunità del Comune (di Brescia); i sindacati Cgl, Cisl e Uil e delle Amministrazioni dell'hinterland hanno fatto affiggere dei manifesti a sostegno della "Campagna contro la violenza maschile sulle donne", scegliendo, come mostro, la figura dei papà..."Due immagini choc dove il padre viene evocato come chi in famiglia parla solo con le mani. Nella prima foto, una ragazzina mostra l'occhio livido e la scritta spiega <gli occhi neri sono di mio padre>; nel secondo un bambino che aggredisce una coetanea al grido di <lo fa anche papà>. Anche dando per scontata la buona fede di chi ha ideato lo slogan, resta lo sconcerto dei tanti papà che ieri, attraversando Brescia, si sono sentiti accusati ingiustamente di essere genitori picchiatori. Passeggiando nel centro storico di Brescia non abbiamo trovato nessuno (neppure una donna) che condividesse il senso di questa campagna..."

[http://forum.panorama.it/showthread.php?t=2412]