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mercoledì 9 marzo 2011

Fasano, la moglie dell'omicida «Mio marito mi ha perdonata»

FASANO - La vera protagonista di questa vicenda finita in tragedia è lei, Anna Ferrara, 45 anni, moglie di Leo Mileti. Di lei si racconta, si scrive e a Fasano in questi giorni tutti parlano. Per quella relazione clandestina con l’edicolante Angelo De Angelis che ha letteralmente devastato il marito, che non ha retto al pensiero che questo scandalo divenisse un nuovo pettegolezzo in città, su cui tutti avrebbero potuto mettere bocca e, magari, anche ridere.


Dietro il tradimento di una promessa, c’è comunque un errore. Lei sa di aver sbagliato. Eppure, da quando è iniziata la storia con De Angelis al giorno dell’omicidio, sono passati due mesi. E sono bastati a distruggere due famiglie. In sessanta giorni è accaduto di tutto, l’inferno, e c’è chi dall’altra parte della strada, a duecento metri da casa Mileti, vorrebbe fare domande e avere dei chiarimenti - legittimi - da chi però non c’è più.


Anna Ferrara, madre di tre figli, sa di aver causato del dolore, in primis alle persone a lei care. Non è stata arrestata, non c’è alcuna denuncia a suo carico, ma lei sotto accusa c’è, anche se in modo diverso rispetto al marito. Ed è per questo ora ha voglia di sfogarsi.

Come si sente dopo le rivelazioni emerse dall’inchiesta?
«Si è scatenato un infermo per qualcosa che non era importante - racconta Anna Ferrara - che non aveva alcun significato. Tra me e De Angelis ci sono stati solo contatti telefonici (a dire il vero dai verbali degli interrogatori risulta che la stessa Ferrara abbia dichiarato agli inquirenti di aver avuto rapporti sessuali con De Angelis, ndr). Non ho letto i giornali, ho preferito così e non so cosa sia stato detto di me, del rapporto con De Angelis e di quello con mio marito. Nessuno può saperlo. Ho delle colpe, ma non sono l’unica».


Cosa intende dire?
«Beh, intendo dire che mentre mio marito è stato male e ne sono addolorata, allo stesso tempo mi sento vittima, perché non sono l’unica ad essere stata “abbindolata”. So che certi incontri venivano registrati».

De Angelis è morto, ma suo marito è accusato di omicidio. Lui ha sparato e la responsabilità è sua, però tutto è partito da quella relazione. Eppure lui l’ha accompagnata agli interrogatori.

In che rapporti siete?
«Buoni, molto buoni. Lui c’è sempre stato, anche quando ha capito. Anche davanti alla mia confessione. Mi ha perdonata. L’ha fatto per me e, probabilmente, anche per i nostri figli che lui ama immensamente. Siamo molto uniti ed ora ho solo il desiderio di accompagnarlo in questa vicenda giudiziaria. Gli starò accanto, così come lui ha fatto con me».

Oggi (ieri per chi legge, ndr) si è svolto l’interrogatorio di garanzia e suo marito si è avvalso della facoltà di non rispondere. Era molto provato.
«Lo so. Già dai giorni precedenti all’omicidio era talmente sotto shock che ingeriva dei farmaci. Questo è un particolare che voglio sottolineare. Era fuori di sé».

Questo saranno i giudici a stabilirlo. Proprio per questa sua condizione emotiva e psicologica, lei non ha temuto che potesse succedere l’irreparabile?

«Non avrei mai creduto possibile che la storia finisse così. Se solo potessi tornare indietro, mai e poi mai lo rifarei. E così mio marito».

Da quanto tempo non lo vede e cosa vorrebbe dirgli?
«Non lo vedo da quando è stato fermato. Quello che vorrei dirgli, lui lo sa già».


[Fonte http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=141285&sez=BRINDISI]

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