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mercoledì 20 aprile 2011

Anche i giudici minorili preoccupati per il DDL 957. Il dibattito smaschera i nemici delle famiglie

Dopo la sparata dell'OUA, anche l'AIMMF (Associazione magistrati per i minorenni e per la famiglia) decide di partecipare al festival delle banalità e dei luoghi comuni in materia di affidamento condiviso. ”Forte preoccupazione per i contenuti del disegno di legge sull’affido condiviso in discussione al Senato viene espresso dall'Aimmf, che elenca tutti i motivi secondo i quali il provvedimento più che attuare una ”bigenitorialità condivisa” rischia di realizzare ”figli divisi”, ”mettendo in secondo piano l’interesse superiore del minori". "Tre i punti che appaiono ispirati da una ”visione adultocentrica ed economicistica delle relazioni familiari”: la ”suddivisione” dei tempi di vita del figlio in maniera ”tendenzialmente paritetica” tra i due genitori; il doppio riferimento abitativo, per cui ”il figlio dovrebbe fare il pendolare tra le case dei due genitori e avere una doppia residenza”; la cura del figlio attraverso la ”predeterminazione meticolosa di capitoli di spesa rigidamente ripartiti tra i due genitori”.

Da tempo andiamo ripetendo che i giudici minorili non dovrebbero occuparsi di separazioni, vista la profonda arretratezza culturale che traspare dalle migliaia di decreti (e dalle prassi legate ancora a quelle in vigore nel periodo fascista) che negli anni abbiamo ricevuto e che descrivono un quadro desolante di malagiustizia familiare.

Il comunicato di Joseph Moyersoen e Laura Laera, rispettivamente segretario generale e presidente dell’Aimmf, consinua così: ”Viene imposta per legge la divisione del tempo dei figli minori in misura eguale presso ogni genitore, senza alcuna distinzione dell’età dei figli stessi (concetto preso in prestito, testualmente, dalla dichiarazione di De Tilla dell'OUA)  e senza alcuna considerazione delle loro esigenze di vita sotto il profilo materiale e psicologico e della specificità di ogni singolo caso”. E ancora: "sempre per legge si vorrebbe imporre ”una formale e presunta parità economica dei genitori senza alcun riferimento alla diversità delle loro condizioni reddituali e patrimoniali in concreto, avvantaggiando in tal modo ingiustificatamente il genitore economicamente più forte”.
Per concludere, L’Aimmf afferma che ”preoccupazione” suscita la legittimazione attiva dei nonni a proporre nel giudizio di separazione la domanda relativa al loro autonomo diritto di visita, ”destinata ad accentuare la conflittualità familiare”.

A nostro avviso, si tratta di una vera e propria dichiarazione di guerra alle famiglie italiane che, a loro dire, si vorrebbero proteggere da un disegno di legge che fa paura solo a chi teme di perdere il potere.
 
Per altri versi, mettendo da parte i luoghi comuni di cui abbonda il comunicato, queste affermazioni sono gravi sia nel merito che nella legittimità. I magistrati - tutti, anche quelli minorili - sono "tenuti soltanto alla legge", e non dovrebbero invadere il potere legislativo. Il fatto che lo faccia un'associazione non cambia la sostanza: sempre giudici sono, e dovrebbero, appunto, limitarsi ad accogliere di buon grado una legge che solo il Parlamento può emanare, applicandola e, laddove serve, interpretandola al fine di diffondere nella Giurisdizione la volontà del Legislatore.

La circostanza, poi, che tale "conflitto di potere" venga agito in via preventiva su di un disegno di legge rappresenta un fatto ancor più grave, perchè presuppone la volontà di influenzare il processo di formazione di una legge. Tutto questo, Joseph Moyersoen e Laura Laera dovrebbero saperlo, così come lo sanno all'ANM. Ma tant'è, e continuano a violare la Costituzione.

AIAF, OUA, AIMMF...non sono soltanto lettere dell'alfabeto, ma una compagine coesa e unita da tanti interessi. Se il DDL 957 ha già fatto qualcosa di buono, è l'aver costretto i nemici delle famiglie italiane ad uscire allo scoperto e dichiarare in anticipo la loro linea difensiva.

Non è molto, ma è un piccolo vantaggio che sapremo usare bene. Sopratutto dopo l'eventuale riforma della responsabilità civile dei magistrati.

Fonte: adiantum.it

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