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venerdì 29 aprile 2011

Telefono Azzurro e la campagna filonazista contro i padri

All'indomani dalla pubblicazione della campagna shock di Telefono Azzurro - smaccatamente contro il genere maschile e, sopratutto, contro i padri - rimane molta rabbia e un bel pò di interrogativi. 

La campagna filonazista (perché discriminatoria)
contro i padri. Una delle tante manifestazioni del
femminazismo denunciato da magistrati spagnoli e
che ha attraversato e devastato l'Occidente.
Il primo è di natura squisitamente "pratica": cui prodest ? Chi può trarre vantaggio da uno spostamento così marcato dei messaggi al pubblico ? Qualunque esperto di comunicazione e marketing, interpellato sulla questione, risponderebbe "qualcun altro, di certo non l'azienda che lo propone". Ed è proprio questo il nodo centrale della questione: chi è il "qualcun altro" a cui l'organizzazione del prof. Caffo ha dato ascolto, e per quale oscuro motivo ?

Basta questo a porre una forte riserva sulla credibilità complessiva di questa associazione, che oggi appare asservita (e assertiva...) a logiche di natura politica, più che pratica.
E da qui, di conseguenza, andiamo dritti agli interrogativi di natura prettamente politica: quale partito-movimento-formazione prenderebbe vantaggio da una simile visione del problema dei maltrattamenti ai bambini ?

Difficile dirlo, ma di certo Telefono azzurro, almeno nell'ultimo anno, avrebbe stretto rapporti intensi proprio con il Ministro Maria Rosaria Carfagna, la quale - è risaputo ed è ampiamente documentabile - fin dall'inizio del suo mandato avrebbe intepretato il suo ruolo in maniera diametralmente opposta a quanto previsto dalla sua funzione: da ministro della Pari Opportunità (tra donne e uomini) a ministro dei soli cittadini di sesso femminile. L'"incidente" del numero verde 1522, e l'ormai famoso tormentone legge-sullo-stalking-una-legge-per-le-donne la dicono lunga sull'argomento.

Caffo-Carfagna, dicevamo. E' solo una ipotesi, ma basta scorrere le pagine della Rete per vedere come il ministro sia scesa in campo, nel 2010, a sostegno di Caffo. Il 23 marzo 2010 la Carfagna, in visita a Napoli presso il “Centro territoriale per l’intervento in rete a sostegno dei bambini e degli adolescenti” gestito da Telefono Azzurro, affermava “La tutela dei minori è un tema che va affrontato al di là di ogni ideologia politica”.

La circostanza non è di poco conto. Un mese prima, infatti, aveva destato non poche proteste il licenziamento di 25 operatori qualificati . Si trattava di psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti e giuristi che erano stati impegnati nel servizio "114 Emergenza Infanzia". L’associazione li aveva integralmente sostituiti con volontari del servizio civile, e gli ex dipendenti di telefono azzurro, in maggioranza donne, chiedevano "tutela per il proprio posto di lavoro e per la qualità di un servizio volto alla salvaguardia dei minori, basato sulla capacità tecnica dell’ascolto, sollecitano "chiarezza sulla gestione economica» dell’associazione. Telefono Azzurro dichiarava la «non sostenibilità economica del servizio, ignorando la proroga tecnica di 400 mila euro concessa e finanziata dal ministero per le Pari opportunità». Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, chiedeva di "fare chiarezza e di mettere in atto gli opportuni interventi per salvaguardare la professionalità dei dipendenti esperti».

In quei frangenti, Mimma Calabrò, segretario regionale Fisascat Cisl della Sicilia, tuonava «La convenzione fra Telefono Azzurro e il ministero delle Pari opportunità è scaduta il 31 dicembre, ma il ministero ha concesso la proroga di altri quattro mesi e nella proroga è incluso il budget per il pagamento degli stipendi degli operatori: invece Telefono Azzurro continua ad offrire il servizio, ma attraverso i volontari del servizio civile. Questa mi sembra una violazione in piena regola». Il consigliere comunale di Palermo Nadia Spallitta, appartenente al gruppo consiliare "una altra storia", affermava "..Ritengo poco corretto il comportamento assunto dall'organizzazione nei confronti dei lavoratori che da anni assistono i minori con passione e professionalità e, probabilmente, sussistono anche gli elementi di diritto per procedere con la revoca della concessione di un immobile confiscato alla mafia di cui oggi l'ente beneficia".

Pochi mesi dopo, dei 25 operatori licenziati non si sa più nulla. Dopo settimane di protesta, durante le quali hanno invocato un intervento della Carfagna, essi si sono stancati. La convenzione tra Telefono Azzurro e il Ministero P.O. pare sia ancora in piedi, e non poche sono state le occasioni in cui l'organizzazione azzurra sia intervenuta pubblicamente insieme alla ministra.

Ad un anno dalla vicenda, ecco che la campagna per il 5 x 1000 si tinge improvvisamente di rosa.

Forse un debito di riconoscenza verso la Carfagna ? 

Fonte:adiantum.it

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