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giovedì 7 aprile 2011

A Verbania il convegno di "Figli per Sempre": la scuola non puo' intervenire nella sfera privata dell’individuo e della famiglia in dissoluzione

A Luino, presso Palazzo Verbania, ha avuto luogo un incontro sulla crisi della famiglia. L'evento è stato promosso da Figli Per Sempre Onlus, associazione varesina, con il patrocinio del Comune. Malgrado la concomitanza di un importante consiglio comunale oltre ottanta persone hanno assistito, dopo i saluti del Sindaco Andrea Pellicini, agli interventi dei relatori. 
 
Il pediatra Vittorio Vezzetti ha approfondito gli aspetti sociologici e scientifici della crisi della famiglia e delle sue ripercussioni tanto sull’individuo che sulla società. In particolare ha evidenziato le importanti differenze fra le prassi giuridiche italiane e quelle di paesi quali la Svezia o la Francia in cui la tematica è stata approfondita da molto più tempo in maniera pragmatica e tesa a ridurne le conseguenze negative.

Patrizia Cucinato, mediatrice familiare, ha voluto specificare come la mediazione possa rappresentare un metodo per superare, più che evitare, il conflitto in modo da arrivare a soluzioni condivise rispettose delle esigenze dei coniugi e dei figli. In Italia, purtroppo, l’istituto della mediazione per vari motivi stenta a decollare mentre in altre nazioni rappresenta una florida realtà già da alcuni lustri.
Erica Gilardini, psicologa dell’età evolutiva, ha evidenziato nel suo intervento il rapporto spesso problematico fra istituzione scolastica e problematiche separative evidenziando specifiche misure, già assunte da alcune scuole del varesotto, volte ad attenuare l’emarginazione di una delle due figure genitoriali: ad esempio l’adozione della doppia firma sulle pagelle e sui documenti programmatici più importanti.

Infine Vittorio Vezzetti ha illustrato il suo romanzo-inchiesta sulla crisi della famiglia “Nel nome dei Figli” (www.nelnomedeifigli.it) , che in breve tempo ha venduto quasi 4000 copie ottenendo per il suo valore sociale e culturale i patrocini di 5 province e 13 Comuni italiani.

La conclusione è stata della prof. Martino, Dirigente scolastico, che ha fra l’altro precisato come la scuola, pur avendo un ruolo importante, non possa però intervenire sempre in modo incisivo in vicende che riguardano la sfera privata dell’individuo e della famiglia in dissoluzione.

Fonte: varesenews.it

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