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lunedì 25 luglio 2011

MODELLE ESCORT A MILANO, 2.000 EURO A "PRESTAZIONE"

MILANO - Un giro di escort si nascondeva e si sviluppava sotto le mentite spoglie della "Mgc Sas", agenzie di modelle di Milano.

Un ampio e remunerativo giro di escort, disponibili a intrattenersi con ricchi imprenditori, manager e personaggi del mondo dello sport, è stato smascherato nelle ultime ore dai carabinieri al termine di un'indagine scattata a partire dallo scorso ottobre e relativa ad episodi ricontrati negli ultimi due anni.

Le donne venivano «offerte» a chi ne faceva richiesta tra i clienti di discoteche, locali alla moda, ma anche di lussuosi alberghi milanesi.

I militari della prima sezione del Nucleo Investigativo hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione nei confronti di Giovanna C., 41 anni, titolare dell'agenzia di modelle e ragazze immagine «Mgc Sas», con sede in zona corso Vercelli a Milano, alle cui dipendenze c'erano diverse giovani che partecipavano regolarmente a convention, fiere, aperture di show room e serate in cui veniva richiesta la loro presenza.

Tra le ragazze, bulgare, ucraine, serbe, russe e brasiliane, alcune erano disposte anche a incontri «extra», concordati tra la 41enne e gli stessi clienti. In qualche occasione erano gli intermediari a chiedere e contrattare la prestazione di quelle che alcuni contatti definivano in gergo «modelle sbagliate». È questo il caso del 37enne milanese, Enzo F., e del 32enne napoletano, Crescenzo M., rispettivamente addetto alla sicurezza e addetto alla reception dell'albergo Principe di Savoia. Il primo è già stato bloccato dai carabinieri con le stesse accuse rivolte alla 41enne, mentre il secondo è tuttora latitante all'estero, dove si è spostato per lavoro negli ultimi mesi.

Il gip, Laura Anna Marchiondelli, su richiesta del pm, Antonio Sangermano, ha emesso per entrambi un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Crescenzo M. è accusato soltanto di favoreggiamento della prostituzione. Le prestazioni venivano pagate da un minimo di 500 euro fino anche a 2mila euro.

Giovanna C. si intascava dai 100 ai 150 euro per i diritti di immagine sulle ragazze alle sue dipendenze, mentre la somma per l'eventuale rapporto sessuale veniva pattuita direttamente tra cliente e prostituta. Secondo il gip, la titolare dell'agenzia, sebbene le sue dipendenti fossero consenzienti e non chiedesse nient'altro oltre ai canonici 150 euro per i diritti di immagine, traeva vantaggio economico dal giro di prostituzione, poichè i clienti erano stati per questo motivo fidelizzati. L'addetto alla sicurezza, invece, chiedeva in cambio soltanto regali.

Gli episodi accertati dai carabinieri sono in tutto 12, di cui per il momento nessuno consumato all'interno del Principe di Savoia. Il noto albergo milanese, come sottolineato dagli inquirenti, risulta estraneo ai fatti e aveva anzi intensificato i controlli dopo aver notato l'eccessivo andirivieni negli orari notturni.

In un'intercettazione si può ascoltare l'addetto alla reception contrattare la prestazione di una giovane insieme a Giovanna C. per soddisfare le richieste di un cliente. L'incontro era tuttavia saltato a causa del ritardo della ragazza.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=133181

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