Cerca nel blog

martedì 30 agosto 2011

Vicenza, lei tronca la relazione clandestina, lui distribuisce foto hard per vendetta

Le foto hard. Marito, vicini di casa, medico di base, amici, parenti, insomma, un po' tutto il paese ha ricevuto in bustine anonime le foto hard di una bella quarantenne vittima di una diabolica vendetta attuata da un amante che non accettava l'addio della donna. È successo a Porto Mantovano, in provincia di Mantova. Protagonista di questa vicenda, che sembra più un film che la realtà, è Marcella, le cui foto osè sono finite nelle mani di tutto il paese.

La storia con l'amante. La storia prende le mosse circa due anni fa, quando Marcella, una donna molto focosa e attraente, stanca del rapporto di coppia col marito, conosce su internet un uomo, Alberto. I due trasformano l'amicizia virtuale in una storia vera e propria. Ma dopo qualche tempo, senza spiegazioni, Alberto scompare: Marcella non soffre, perché gli aveva esplicitamente detto di stare con lui per gioco e mai l'uomo avrebbe dovuto entrare nella sua vita seriamente.
Dopo due anni l'uomo si rifà vivo e ricomincia la storia. Senonché, Marcella scopre che Alberto aveva chiamato una sua amica. La donna va su tutte le furie: «Doveva stare fuori dalla mia vita, come si permette di chiamare persone che mi sono vicine?». Decide quindi di troncare questa storia segreta.

La vendetta e la denuncia. L'uomo, però, non desiste e cerca di convincere in tutti i modi Marcella. Quando, però, capisce che non c'è niente da fare, passa all'attacco, e mette in atto la vendetta: realizza dei fotomontaggi, recupera dei video (che aveva girato all'insaputa dell'amante) in cui loro due entrano a braccetto in un motel e altre immagini esplicite dei loro rapporti sessuali. Infine, ha a disposizione anche un audio con i gemiti inequivocabili di Marcella. Riproduce questo materiale in centinaia di copie e il gioco è fatto: spedisce le buste contenenti questo materiale agli abitanti di Porto Mantovano.
La donna è messa in seria difficoltà. Ottenuto il perdono del marito sporge denuncia contro l'ex amante. In tutto cinque le querele a carico del vicentino, sporte anche dal marito e da amici di Marcella. Parte del materiale è stata raccolta dalla famiglia della donna per farla sparire.


http://www.newnotizie.it/2011/07/04/vicenza-lei-tronca-la-relazione-clandestina-lui-distribuisce-foto-hard-per-vendetta/

Il marito la tradisce, lei invia a tutti le foto hard

ROMA - Scopre che il marito la tradisce e per vendetta invia centinaia di mail con foto e video hard del fedifrago. Protagonista della vicenda è una addetta all'amministrazione di una delle più importanti industrie di Civitavecchia.

«Foto e video spediti da lei al suo amante (mio marito) da me scoperti e divulgati».
Questo l'oggetto della mail - con tanto di firma - che, alla riapertura della ferie, si sono viste recapitare tutte le fabbriche di ceramiche di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, e il relativo indotto, oltre duecento indirizzi.

Quando i colleghi, per la maggior parte donne, hanno aperto i file allegati, sui monitor si sono materializzate decine di foto e filmati della rivale in posizioni osè e seminuda. Il loro stupore è aumentato quando si sono rese conto che la protagonista è conosciutissima nell'ambiente, così come il marito infedele al quale inviava le immagini.

La donna tradita, nell'email, spiega anche le ragioni della divulgazione della grande mole di materiale: «Stanca di subire - scrive -, finalmente ho deciso di far vedere a tutti l'altra faccia di questa nobildonna, una strega con gli atteggiamenti da signora, meschina, priva di ogni senso del pudore.

Dopo che ha distrutto la mia famiglia intendo ripagarla con la stessa moneta». Ora è in attesa delle reazioni dell'ormai quasi ex marito e della rivale. Alle amiche avrebbe confidato di non temere le conseguenze di eventuali azioni penali in cui potrebbe incappare. Per il momento pensa solo a godersi la vendetta.

http://www.leggo.it

lunedì 29 agosto 2011

Allarme morti sul lavoro: il 3% sono donne !

Una tragedia di classe e di genere, quella dei morti sul lavoro, di cui si parla ipocritamente in modo generico, soffermandosi, quando va bene, solo sul primo aspetto, occultando scientemente il secondo. Evitando cioè di specificare che la quasi totalità delle vittime sono uomini, appartenenti al genere maschile, e poveri, appartenenti alla classe lavoratrice.

Perché non si ha notizia di un notaio o di un commercialista rimasti uccisi precipitando dalla loro scrivania, né di un parlamentare o di un giudice cadendo dal loro scranno, né tanto meno di un industriale schiacciato sotto una pressa.

Questi sono i dati tratti dal sito dell’Inail per quanto riguarda l’Italia (verificati nel 2008):


Nel 2004 i morti totali furono 1328 di cui 1225 maschi e 103 femmine.

Dei 1225 maschi, 438 morirono a causa di infortuni stradali (di questi 251 erano infortuni in itinere e gli altri inerenti la tipologia di lavoro)

Delle 103 femmine 62 morirono per incidenti stradali (di cui 54 in itinere)

Nel 2005 i morti furono 1280 (di cui 1193 maschi e 87 femmine)

Dei 1193 maschi 612 morirono per incidenti stradali (di cui 235 in itinere); delle 87 femmine 66 morirono in incidenti stradali (di cui 44 in itinere)

Nel 2006 i morti furono 1341 (1242 maschi e 99 femmine)

Dei 1242 maschi 603 morirono in incidenti stradali di cui 214 in itinere); delle 99 femmine 85 morirono in incidenti stradali di cui 52 in itinere.

Quindi gli infortuni in itinere sono circa il 20% per maschi mentre salgono al 50% per le femmine. Se consideriamo che la quasi totalità degli autotrasportatori, degli autisti e in generale di coloro che svolgono una professione che prevede lo stare lunghe ore alla guida di un mezzo, sono uomini, è facile capire come in realtà si arriva alla percentuale del 98% di vittime maschili.

Le percentuali sono pressochè le stesse relativamente all’Unione Europea. Paradossale il fatto che, sullo stesso sito dell’Inail (www.inail.it “banca dati al femminile”), viene citata la percentuale di infortuni mortali  femminile e non quella maschile che si evince ovviamente sottraendo la prima al totale…

Pensate cosa succederebbe e sarebbe già successo se questa ecatombe sociale e di genere, con cifre paragonabili a quelle di una guerra civile neanche tanto strisciante, fosse stata e fosse a parti invertite. Se cioè a morire sul posto di lavoro fossero le donne e in quella percentuale.

Campagne mediatiche fino all’inverosimile, tuoni e fulmini scagliati contro una insopportabile e vergognosa discriminazione, leggi speciali per evitare alle donne i lavori più pesanti, faticosi e rischiosi. E sarebbe sacrosanto. Guai se non fosse così.

E invece in questo caso c’è un silenzio assordante, come si suol dire. E’ come se tutto questo fosse dato per scontato. E suonano beffardi i titoli dei giornali che mettono in risalto l’aumento degli infortuni sul lavoro per le donne, in percentuale.

Su questo dramma sociale e umano (e maschile) cala il sipario dell’oblio e dell’ipocrisia. Non una parola in tal senso. Se ne guardano bene tutti: politici, media, sindacati, associazioni degli industriali.

La domanda sorge spontanea? Perché? Forse perché questa verità è insopportabilmente vera al punto di spazzare via una “verità” fasulla, quella  del privilegio e dell’oppressione maschile sulle donne, sempre, comunque e dovunque? Forse perché questa verità è talmente vera che metterebbe in crisi la vulgata dominante e “politicamente corretta” che racconta di una oppressione a senso unico dell’intero genere maschile su quello femminile?

Noi non abbiamo paura della verità che qualcuno,una volta, sosteneva essere rivoluzionaria. Noi, la pensiamo come lui. Qualcun altro/a ne ha paura.

http://www.uominibeta.org/2011/05/24/morti-sul-lavoro-l8-sono-donne/#more

sabato 20 agosto 2011

Le Donne domineranno il mondo.

E' solo una questione di tempo. Tra un secolo, forse anche tra pochi decenni, le redini della nostra società verranno prese in mano da coloro che daranno vita a un nuovo mondo di pace e serenità, le Donne.
Tutti i maschi del pianeta devono capirlo. E' solo l'ordine naturale delle cose. E' giusto che chi è superiore abbia diritto ad assumere il comando.

Sì, perché il Sesso Femminile è superiore in ogni campo: biologia, abilità cognitive, comunicazione, genetica.

Le Donne resistono meglio alle malattie e vivono più a lungo. Inoltre riescono a resistere al dolore del parto, cosa che ucciderebbe il cervello maschile.

Il cromosoma Y non è che una deformazione del Cromosoma X. Una deformazione/mutazione in continuo decadimento, nata per un "disguido" evolutivo. Anche fuori dal campo umano, in natura, la Femmina è la forma biologica animale primaria. 
In definitiva, I maschi non sono altro che "Donne mutanti", un sottoprodotto imperfetto a cui, sfortunatamente, le Donne si sono dovute adattare per evitare l'estinzione del genere umano. 
Ma ora, grazie alla scienza, tutto questo non è più necessario. 
Lo sperma artificiale ricavato dalle cellule staminali renderà lo sperma maschile inutile. e, ovviamente, diventerà inutile la sua fonte. La popolazione maschile diminuirà progressivamente fino a scomparire.
Per i lavori più pesanti e logoranti verranno impiegati macchine e robot intelligenti. 

Ovviamente, tutto questo avverrà in modo graduale e in metodi non violenti. Nessun maschio verrà spedito in gulag o campi di sterminio.
La millenaria violenza maschile che ha oppresso la Donna non verrà ripagata con la stessa moneta. L'indole Femminile è per natura avversa alla violenza e alla vendetta, esatto opposto di quella maschile. Non sono state certo le donne a creare il Nazismo, il fondamentalismo religioso, o ad aver iniziato ben DUE guerre mondiali. 

Come detto prima, il maschio si estinguerà in modo completamente pacifico. I maschi capiranno da soli (con l'aiuto di un'adeguata educazione in apposite istituzioni) che il loro ruolo nella storia dell'umanità è terminato, e che la loro esistenza non è più necessaria per il pianeta e per la società. Per proteggere il futuro del mondo, servono valori Femminili di compassione, non-violenza e saggezza, che devono sostituire il Patriarcato.
E quando questo sarà chiaro a tutti, la maggior parte dei maschi smetterà di causare danno e coopererà, nella fase iniziale, nel processo di Purificazione della Terra, per il bene del nostro futuro. I restanti nuclei di resistenza si autodistruggeranno, sotto il peso della loro stessa natura violenta, nel giro di poco tempo. L'esecuzione sarà impiegata esclusivamente come ultima risorsa per i gruppi più socialmente distruttivi.

Quando il sesso Femminile otterrà la supremazia nei governi, ci sarà una ridefinizione radicale del sistema di meritocrazia della politica.
In futuro le Donne otterranno il monopolio nelle scuole e nell'educazione di alto livello, un cambiamento che sta già avvenendo. A un certo punto otterranno l'accesso esclusivo a istituzioni dedicate all'informazione e allo sviluppo delle abilità decisionali e amministrative.
Il voto maschile avrà un importanza sempre minore... e molto probabilmente alla fine anche il dovere-diritto di voto verrà lasciato solo alle Donne.

Con la riduzione della popolazione maschile, anche il tasso di criminalità diminuirà di conseguenza, e aumenterà il grado di benessere e sicurezza economica. 

In aggiunta a quanto scritto in precedenza, per velocizzare il processo di Purificazione, potrà essere pianificato un progetto di castrazione chimica mandatoria per tutti i maschi che hanno raggiunto i 18 anni. La mancanza di testosterone li renderà più propensi ad un comportamento Femminile e ad una maggiore collaborazione.

E' alle Donne che spetta il faticoso compito di instaurare un futuro perfetto, poiché solo loro ne hanno la capacità. E, alla fine, saranno solo loro, le loro figlie, le loro nipoti, a raccogliere i meritati frutti del loro lavoro. L'antica malattia dell'umanità, il maschio, sarà solo un lontano ricordo.

Troppo tempo è durato il Grande Stupro ai danni della Terra.
Rivoluzione è la parola d'ordine.
Ora lasciate che la Donna si prenda cura del Pianeta.
Lasciate che il maschio affondi nel nulla.
Lasciate che l'armonia regni nell'universo.



fonte: http://www.metromaschile.it/forum/una-risata/bisogna-accettare-la-verita/

venerdì 12 agosto 2011

La lettera di uno stupratore pentito

Care Sorelle,

grazie al vostro blog mi sono pentito di aver stuprato.

Non una volta sola, tante. Non ho nessuna scusa per le mie azioni: avevo subito il lavaggio del cervello dalla cultura patriarcale dello stupro, ed il vostro blog femminista mi ha aperto la mente. Grazie al vostro blog, mentre stavo stuprando mia moglie ho avuto una crisi morale. Le ho detto di vestirsi, che dovevamo fare un discorso serio.

La Titti mi ha risposto non ora, ho ancora voglia di scopare.
Ho insistito è importante”.
Anche lei insisteva: dai, prima finisci di scoparmi”.
Rispondo: no, non posso prima finire di stupraaaaaa.....” .
Non mi riusciva dire quella parola.
Dice: ho capito, hai bisogno che te lo faccia rizzare con un pom...”.
No, cara, c'è qualcosa che devi sapere, ed è una cosa seria”.

Si è vestita e siamo scesi a parlare:
Non avevo capito quello che stavo facendo mentre lo facevo, fino a quando ho letto questo sito di pensieri femministi”.
Che minchiata è? Sei ubriaco? Dai, torniamo a letto e fai l'uomo”.
È esattamente quello che voglio fare ora. Titti, voglio dirti che mi sento un verme, vorrei morire per averti stuprata”. L'onestà delle mie parole pulsava elettricamente attraverso i circuiti celebrali della mia dolce metà.

Cosa? Quando mi hai stuprata?
Ogni volta. È sempre stato stupro, e ora che lo ho capito voglio fermarmi”.
Non mi hai stuprata”.
Sì, lo ho fatto”.
Penso che me ne sarei accorta, se mi avessi stuprata”.
No, non funziona in questo modo. Leggi cosa scrivono grandi femministe come la Dworkin e la Kinnon:
Il matrimonio è un’istituzione che si è sviluppata dalla pratica dello stupro.
Qualsiasi rapporto sessuale è un atto di violenza perpetrato contro una donna.
Sotto il patriarcato il sesso consensuale fra uomini e donne non esiste. Sotto il patriarcato, la nozione di consenso è, per le donne, non sostanziale, una finzione, una disperata fantasia inventata per oscurare la natura della donna come classe sessuale. La vera natura del nostro stato è che siamo imprigionate in un continuum di stupri

Vedi, il patriarcato ti ha levato il tuo diritto ad essere consenziente, e mi sento molto dispiaciuto, molto dispiaciuto, molto dispiaciuto”. Mentre parlavo, gesticolavo indicando le malvagie luci del patriarcato ed i palazzi lontani, per aiutarla a capire il femminismo.

Hai preso qualche fungo allucinogeno senza dirmelo?
No”. Le spiegai del continuum di stupri.
In questo caso, torniamo a letto che ho voglia di venire stuprata”.
Cara, questa è una cosa orribile da dire... (bisbigliai) ...cosa penserebbero le femministe, se ti sentissero”.
Me ne fotto. Ho voglia di scopare”.
Povera cara, il patriarcato ti ha fatto il lavaggio il cervello. Non posso continuate a fare l'amore con te, voglio redimermi e diventare un essere umano decente. Domani mattina ho appuntamento per l'operazione al Collettivo Maschile Femminista per l'AutoCastrazione”.
La Titti si mise a piangere: poverina, iniziava a capire l'oppressione patriarcale subita.


L'indomani, quando rientrai a casa, trovai la polizia. Mia moglie mi disse di essere andata a vedere cosa era questo femminismo, e che le avevano fatto un certificato con 12 giorni di prognosi. Una donna bassa e grassa la interruppe:

Signora, lasci parlare me. Sono Vajassa Faldocci, avvocata divorzista. Rappresento sua moglie. La signora è disposta a ritirare la denuncia di violenza domestica, se lei firma una separazione consensuale. Alla signora vanno la casa, il conto in banca, la macchina, i figli, e 2000€ di mantenimento mensile”.

Dissi che non capivo, ma volevano arrestarmi, così firmai la consensuale.

Chiedendo l'elemosina riesco a pagare il mantenimento. Vedo i miei figli il giovedì dalle 18 alle 19, ma spesso la mia cara ex-moglie mi dice che sono malati, vivo sotto un ponte e mangio alla Caritas. Una associazione di padri separati mi ha offerto una stanza, ma ho rifiutato perché ho letto sul vostro blog che si tratta di una organizzazione del patriarcato.

E io sono felice di essere femminista.


martedì 9 agosto 2011

Piromane dà fuoco ai genitali dell'ex marito

La vendetta è un piatto che va consumato freddo, e una donna ferita ed esasperata può diventare molto crudele. Lo ha constatato sulla sua pelle - anzi sul suo pene - un moscovita. 


L' ex moglie gli ha dato fuoco alle parti intime proprio quando, inconsapevole di quanto stava per accadergli, l'uomo guardava la televisione nudo sul letto e tenendo un bicchiere di vodka in mano.


Secondo quanto dichiarato da una portavoce della polizia di Mosca, è "molto difficile da prevedere" se l'uomo potrà riprendersi pienamente dalla ferita. La coppia aveva divorziato tre anni fa ma ha continuato a convivere, una situazione abbastanza comune in Russia a causa del costo proibitivo delle abitazioni.


"E' stato tremendamente doloroso - ha detto l'uomo al quotidiano russo Tvoi Den - bruciavo come una torcia. Non riesco a capire cosa ho fatto per meritarmi una cosa simile". 


Al momento la piromane non ha voluto rivelare i motivi del suo insano, quanto insolito gesto.


http://notizie.tiscali.it/stranomavero/articoli/07/agosto/fuoco_pene.html

Da bambine lo stesso bambolotto, da ragazzine un bebè a testa.

Parola di scienziati, la gravidanza in età adolescenziale è 'contagiosa'.


O almeno lo è in famiglia: per una teenager, infatti, sarebbe molto più probabile restare incinta se la sorella maggiore ha avuto a sua volta 'il pancione'.


Lo dimostra uno studio condotto in Norvegia con la collaborazione dell'università di Bristol (Gb). Diventare 'baby-zià, insomma, aumenta le chance di ritrovarsi 'baby-mamma' qualche anno dopo.


E l'impatto dell'esempio ricevuto, spiegano i ricercatori, pesa soprattutto se le sorelle sono vicine d'età e se la famiglia ha un livello sociale basso. Lo studio, riportato sulla Bbc online, ha coinvolto oltre 42 mila teenager femmine norvegesi. Analizzando i dati relativi alle nascite registrate fra il 1947 e il 1958, gli autori hanno confrontato famiglie di estrazione sociale simile in diverse regioni della Norvegia.


Così è stato osservato l'effetto-sorella: per la più piccola, la probabilità di una gravidanza 'teen' passa da 1 su 5 a 2 su 5 se anche la più grande ha avuto un bambino da adolescente.


Dalla ricerca emerge anche che andare a scuola per più anni riduce il rischio di restare incinte da giovanissime, ma l'effetto-istruzione è comunque inferiore all'effetto-sorella, puntualizzano gli studiosi.


Infine, la sorella maggiore condiziona la minore anche sotto un altro punto di vista: se ha avuto il coraggio di tenere il suo bimbo nonostante la giovane età, è più facile che la minore farà lo stesso nel caso si ritrovasse anche lei in dolce attesa.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=134897

venerdì 5 agosto 2011

Le responsabilità delle femministe

Il movente del caso "REA"

Ci sono delle novità. Non fondamentali perché in realtà non si tratta di nulla di nuovo. Noi è infatti da tempo che stiamo cercando di spiegare come dietro la falsa rivendicazione di parita' del femminismo piu' estremo, si nasconda invece una pericolosa ideologia propugnata con violenza da personaggi  che, attraverso azioni di depistaggio multilivello, intendono continuare a negare l'evidenza ossia che l'attuale sistema delle separazioni basato sulle discriminazione di genere è la vera causa di tantissimi fatti di sangue che potrebbero essere evitati semplicemente restituendo vera parita' e autentica dignità sia agli uomini che alle donne. Ma le femministe non ci stanno. Continuano a contare solo i morti femmina, dimenticano i morti maschi e, dulcis in fundo, stilano statistiche su una pretesa violenza di genere che non stanno né in cielo né in terra.



la follia femminista del sistema delle separazioni


Secondo la ricostruzione accusatoria della magistratura (che potrebbe essere completamente sbagliata, ed il caporale potrebbe essere completamente innocente) il movente dell'omicidio sarebbe stato il sistema iniquo delle separazioni in base al quale "croce vinci tu, testa perdo io". 

Infatti:
- Se un marito ha l’amante, il marito perde la casa ed i figli e deve mantenerli versando soldi alla ex-moglie;
- Se una moglie ha l’amante, il marito perde la casa ed i figli e deve mantenerli versando soldi alla ex-moglie.


Funziona così: i figli vengono affidati quasi automaticamente alla madre, fregandosene di stabilire per il loro bene quale è il genitore migliore, ed ignorando che la legge sull’affido condiviso prevederebbe il mantenimento diretto ed il diritto dei bambini ad un rapporto significativo con entrambi i loro genitori. 


Adottando poi la formula dell’“interesse supremo del minore” si arriva all’esproprio femminista: la casa va ai figli cioè alla madre. Non sono rari i casi di mogli che in questo modo si sono portate l’amante nella casa coniugale, mentre l’ex marito, cornuto e mazziato, paga il mutuo e mantiene tutti.

Ciò che ha mosso la ferocia di Parolisi contro la moglie sembra quindi realisticamente essere stata la follia femminista del sistema delle separazioni che distrugge uomini e bambini e che è causa di tante inutili tragedie. Anche la magistratura ritene realistico che un uomo possa uccidere la moglie invece di chiedere il divorzio e finire distrutto dalle iniquità del sistema.


Sic et simpliciter



http://www.youtube.com/watch?v=0USnDL1faBM

http://femminismo-a-sud.blogspot.com/2011/07/non-dimentichiamo-le-responsabilita.html

Lavati o ti mando in galera! Lo stupro con "puzzo" del pecoraio siciliano.

Se il marito puzzolente non si fa la doccia è stupro

 

ROMA – Il marito puzzolente non si fa la doccia e pretende di fare sesso? Per la Cassazione è stupro. Commette violenza sessuale il marito “puzzolente” che impone alla moglie rapporti sessuali senza rispettare la richiesta della donna di farsi prima una bella doccia. E’ questo il punto di vista della Procura della Cassazione che ha chiesto ed ottenuto il nuovo rinvio a giudizio nei confronti di un pastore siciliano restio all’uso del sapone e solito a fare sesso con la moglie appena rientrato dal pascolo delle pecore, senza provvedere a farsi almeno una rapida toeletta preliminare. 





Dall’accusa di stupro, Mario C. di 51 anni, era stato prosciolto dalla Corte di Appello di Catania nel 2008 in quanto “pur essendo la moglie Lucia G. contraria ai rapporti sessuali, perchè l’uomo era solito consumarli al rientro dalla propria attività di pastore, senza praticare alcuna igiene e pulizia del proprio corpo, finiva poi per accettare volontariamente i rapporti”.

Alla moglie, restia agli amplessi nauseabondi, il pastore immobilizzava le mani e procedeva nei suoi intenti “senza aderire affatto alle richieste del coniuge di effettuare la necessaria igiene corporale”. Ad avviso della Cassazione, quindi, si trattava di rapporti “imposti coattivamente”.

“La peculiarità dei motivi del dissenso – hanno rilevato i supremi giudici nella sentenza 30364 bacchettando i colleghi siciliani – non eliminava il dissenso medesimo, per cui i rapporti sessuali, laddove imposti con la forza dall’uomo, erano e restavano violenti”.

Ora i giudici catanesi dovranno rivedere il loro verdetto senza fare sconti perchè la contrarietà all’adempimento del debito coniugale, anche se motivata solo dal mancato utilizzo del sapone, rimane pur sempre un bel ‘no’. In primo grado il pastore era stato condannato a nove anni di reclusione, nel 2007, dal Tribunale di Caltagirone che aveva considerato stupro gli assalti sferrati alla povera moglie per lunghi anni, dal febbraio 1992 all’agosto del 2006.

Ma poi la Corte di Appello aveva ridotto la condanna a Mario C. ad appena due anni, ritenendolo colpevole solo di maltrattamenti e comportamenti un po’ violenti, facendo sparire la violenza sessuale. Il caso è approdato in Cassazione su ricorso della Procura della Corte di Appello di Catania.



http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/cassazione-marito-puzza-doccia-stupro-931965/

http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo.aspx?id=231007&paging=2

giovedì 4 agosto 2011

Moglie e figli spariscono, uomo "denuncia" lo Stato

BARI - È stato abbandonato da sua moglie e dai suoi tre figli, di cui non ha più notizie perché vivono ora in una località segreta.

Per questo un trentunenne di Bari, disperato, ha raccontato la sua storia al settimanale Gente, dopo che la consorte lo ha lasciato per un 'pentito' della criminalità organizzata che usufruisce di un programma di protezione: l'uomo ha deciso di rivolgersi ad un avvocato, Fabio Campese, che ha depositato un ricorso al tribunale civile per separazione con richiesta di addebito e un ricorso al tribunale dei minorenni, chiedendo l'affidamento dei figli.

«Quella mattina mia moglie mi aveva preparato il caffè, come sempre, alle 5.30. Sono uscito per andare al lavoro, poi mi hanno avvertito: 'Guarda che la tua famiglia sta andando via di casa scortata da poliziotti in borghese.


Ci sono tua moglie e i tuoi tre figli'». Dopo 13 anni di matrimonio, la decisione della moglie è un fulmine a ciel sereno. «Mia moglie ha portato via anche i miei figli di 14, 10 e 6 anni. 

È una cosa folle, sono distrutto. I miei bambini mi hanno telefonato dicendomi: 'Papà, non possiamo dirti dove siamo'. 

Mi chiedo se questa è davvero giustizia. Com'è possibile che lo Stato faccia una cosa simile?».
 

L'avvocato dell'uomo, di cui Gente rende nota l'identità. sostiene che c'è «un'evidente lesione all'unità familiare che qualcuno ha autorizzato». 


http://www.leggo.it

Paura a Roma. Un pitone scappa per strada

È scappato dalla teca dove il suo proprietario lo aveva sistemato e, dopo essere uscito dall'appartamento, se ne è andato in giro per il palazzo arrotolondasi proprio al centro dell'androne. 

Quando hanno visto il serpente lungo circa tre metri e mezzo andare a spasso nello stabile, i residenti spaventati hanno chiamato i carabinieri. 

È accaduto intorno alla mezzanotte in via del Grano nel quartiere Alessandrino. Giunti sul posto i militari della stazione Alessandrina hanno contattato il veterinario del canile comunale che ha recuperato il serpente e rimesso nella teca. 

I carabinieri hanno rintracciato la persona a cui il proprietario, che è in ferie, aveva affidato il compito di controllare il pitone. 

Verranno effettuati tutti gli accertamenti per stabilire se il serpente sia detenuto correttamente.