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sabato 15 ottobre 2011

Fuggì con la bimba in Polonia, condannato a tre anni

Il tribunale monocratico di Catanzaro ha inflitto all'uomo una condanna ben piu' pesante di quella richiesta dal pubblico ministero

Si e' concluso con una condanna a tre anni di reclusione il processo per sottrazione di minore a carico del lametino Giuseppe Massimo Natale, di Nicastro, seguito ad una vicenda che, circa quattro anni fa, riempi' le cronache locali ed anche nazionali. 

La vicenda della piccola Gaia, la piccola di appena due anni che suo padre porto' fuori dall'Italia illegalmente, tenendola con se' in Polonia senza dare alcuna notizia alla madre della bimba, prima che la Polizia riuscisse a ritrovarla. Il tribunale monocratico di Catanzaro, oggi, ha inflitto all'uomo una condanna ben piu' pesante di quella richiesta dal pubblico ministero, che aveva sollecitato una condanna ad un anno di reclusione. 

Ha chiesto che l'imputato fosse dichiarato colpevole, oltre al risarcimento del danno, anche l'avvocato Ennio Curcio, difensore di Savina Curulla, mamma della piccola Gaia costituitasi parte civile. La vicenda giudiziaria relativa al caso di Gaia - nata a giugno del 2002 - ha avuto inizio quando la bambina aveva poco piu' di due anni, e precisamente il 21 agosto 2005, quando lei ando' a trascorrere con il padre i 5 giorni mensili che il tribunale aveva concesso all'uomo, e non fece piu' ritorno a casa per venti lunghissimi mesi, senza che nessuno avesse piu' notizie di lei.

Giuseppe Massimo Natale, che viveva a Catanzaro facendo lavori saltuari, si era separato da Savina Curulla, e, all'inizio, "si dividevano" la figlia equamente. Quando lui comincio' a trasgredire gli accordi il Tribunale ridusse sempre piu' il suo tempo con la figlia, fino a 5 giorni al mese. 

Lui, probabilmente non tollerando la cosa, quell'estate prese Gaia e ando' all'estero. Abbandono' un suo cellulare in un'aiuola, un secondo telefono lo regalo' perche' qualcuno altro lo usasse portandosi dietro gli investigatori. 

La Polizia lo cerco' ovunque, in ogni modo, ma lui fece perdere ogni traccia, non consentendo di rintracciarlo neppure seguendo i flussi bancari dei soldi che il padre gli mandava, perche' lui trovava sempre qualcuno disposto a riceverli ed a darglieli a mano. 

Natale si sposto' spesso da una cittadina all'altra, usando schede telefoniche estere che cambiava di continuo, finche' alla fine i poliziotti polacchi ebbero la meglio e, su indicazione dei colleghi catanzaresi lo scovarono in un piccolo paesino del sud-ovest della Polonia, dove vivono tanti lametini. 

La Polizia prese Gaia in custodia, in attesa che la madre la raggiungesse, mentre Natale, che non era in arresto, si allontano' nuovamente. La piccola, assieme a sua madre, fece rientro a Catanzaro in aereo la notte del 10 marzo 2007, scortata dagli uomini della sezione della Squadra mobile che si occupa della ricerca di minori scomparsi, che avevano operato in sinergia con il Servizio centrale operativo della Polizia e l'Interpol, con il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica Simona Rossi.


http://www.catanzaroinforma.it/pgn/news.php?id=35617

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