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mercoledì 19 ottobre 2011

“Sono madre e incazzata”: giusto spaccare tutto

ROMA - Sono in programma oggi gli interrogatori di convalida per i dodici arrestati durante gli scontri avvenuti sabato a Roma. Il gip Elvira Tamburelli ascolterà i fermati per i quali la procura ha chiesto la convalida e la conferma delle custodie in carcere con l'accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Gli interrogatori sono previsti presso il carcere di Regina Coeli.

MADRE DI UNA RAGAZZA FERMATA: "SI VESTE SEMPRE DI NERO" «Mia figlia mi ha raccontato che nel corteo ha sfilato con il gruppo dei pacifisti, veste di nero ma non è black bloc». A parlare è la madre di Ilaria Ciancamerla, la 21enne di Sora fermata sabato a Roma dopo gli scontri a piazza San Giovanni. La donna ha incontrato ieri la figlia nel carcere di Rebibbia, reparto femminile. «Ilaria mi ha spiegato che si è trovata in mezzo al caos ed è stata bloccata dalle forze dell'ordine -dice la donna- Lei veste sempre di nero, come spesso capita anche a me ma questo non vuol dire certo essere un black bloc».

MADRE PRECARIA: "GIUSTO INCENDIARE I SUV" «Non siamo certo venuti a fare una passeggiatina, a Roma. Con i cartelli, a ballare e cantare. A fare gli indignati con la puzza sotto il naso. Sono una cittadina incazzata». A parlare è una trentenne romana precaria, intervistata da Repubblica, che sabato scorso ha partecipato attivamente agli scontri di piazza e si definisce una black bloc.
«Io sono una ragazza madre, non riesco ad arrivare a fine mese - prosegue - non trovo un lavoro e le istituzioni mi hanno abbandonata. Non mi rappresentano e sono corrotte». La sua rabbia, durante la manifestazione, l'ha sfogata anche con la violenza. «Abbiamo il diritto di protestare. E distruggere le vetrine ha un senso - dice - Ma solo se rappresentano dei simboli. Simboli del potere finanziario, come le banche. E ha senso incendiare un suv, simbolo del lusso. Bruciare una Fiat Punto non significa niente. Chi l'ha fatto ha sbagliato».

La ragazza racconta come è andata alla manifestazione e dice che «alla fine di via Merulana la polizia stava caricando. Ho iniziato a lanciare sassi verso le barricate dei celerini. E poi qualunque cosa trovavo per terra. Anche un casco pieno di sassi. Davo bastonate per cercare di allontanarli. Ho lanciato sassi anche verso i blindati che facevano dei testacoda in mezzo alla gente».
«Tutta la mia violenza e quella dei miei compagni - aggiunge - era rivolta verso la polizia, contro le forze armate e tutto ciò che ci impediva di andare a protestare al Parlamento».
E poi, sui poliziotti, aggiunge:
«Sono ragazzi come me, guadagnano poco ma non ci permettono di manifestare dove vogliamo. E comunque rappresentano lo Stato. E io sono anarchica».

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